Le maternità surrogate sono sfruttamento

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di Kajsa Ekis Ekman – 25 febbraio 2016 traduzione di Roberta Trucco
Tutte le maternità surrogate sono sfruttamento – il mondo dovrebbe seguire il divieto della Svezia. Nessun paese permette di vendere gli esseri umani, allora perché la surrogacy è ancora legale? Anche se è “altruistica” c’è un prezzo da pagare.

Che qualcosa di non giusto ci sia nella maternità surrogata è evidente da un po’ di tempo. Da quando l’industria commerciale della maternità surrogata è nata alla fine del 1970, è stata inondata di scandali, sfruttamento e abusi.

Dal famigerato caso “Baby M” – in cui la madre cambiò idea e fu costretta, in lacrime, a consegnare il suo bambino – al miliardario giapponese che ha ordinato 16 bambini provenienti da diverse cliniche tailandese. C’è stata una mercificazione totale della vita umana:si clicca; si sceglie la razza e il colore degli occhi; si paga, poi ti consegnano il bambino. Recentemente c’è stato il caso della madre surrogata americana che è morta, o gli aspiranti genitori che si sono rifiutati di accettare un figlio disabile e hanno cercato di ottenere che la madre surrogata abortisse; per non parlare delle fabbriche bambino in Asia. Questa settimana la Svezia ha preso una posizione ferma contro la maternità surrogata.

L’inchiesta governativa sulla maternità surrogata ha pubblicato le sue conclusioni e si prevede che il Parlamento le approvi entro la fine dell’anno. Queste includono il divieto della maternità surrogata sia commerciale che “altruistica” e si prendono misure per impedire ai cittadini di andare in cliniche all’estero a comprare bambini. Questa è una decisione innovativa, un vero e proprio passo in avanti per il movimento delle donne.

All’inizio divise sul tema, le donne si sono unite, mettendo la questione della maternità surrogata al primo posto della agenda. I primi di febbraio attiviste femministe e per i diritti umani di tutto il mondo si sono incontrate a Parigi per firmare la carta contro la maternità surrogata e il Parlamento europeo ha, inoltre, invitato gli Stati a vietarla.

Le principali obiezioni alla relazione svedese sono venuti da futuri padri i quali dicevano che se una donna vuole dare il suo utero, sicuramente non glielo si può impedire. E’significativo che poche donne piangano su questa occasione mancata. Dopotutto è la domanda che alimenta l’offerta. La maternità surrogata è stata circondata da un’aura di felicità con la storia di Elton Jhon e i suoi neonati carini, nuovi modelli moderni di famiglia, ma dietro c’è una industria che compra e vende la vita umana; dove i bambini sono fatti su misura per il mondo dei ricchi, dove la madre non conta niente, le viene tolto persino il diritto di essere chiamata “mamma” e il cliente è tutto. L’occidente ha iniziato a delocalizzare la riproduzione nelle nazioni più povere proprio come abbiamo precedentemente delocalizzato la produzione industriale. E’ scioccante constatare come si possa ignorare completamente la convenzione dei diritti del fanciullo delle Nazioni Unite. Nessun paese permette la vendita degli esseri umani – ancora – ma chi se ne cura, purché ci vengono servite immagini carine di personaggi famosi e dei loro neonati? Per salvare la maternità surrogata da accuse di questo tipo si è ricorsi a parlare della cosiddetta maternità surrogata ” altruistica”. Se la madre non viene pagata non c’è sfruttamento in corso; magari lei lo sta facendo per generosità, per un amico, una figlia o una sorella.

L’indagine svedese confuta questa tesi. Non c’è alcuna prova, dice l’indagine, che la legalizzazione della maternità surrogata “altruistica” sia svincolata dall’industria commerciale. L’esperienza internazionale mostra il contrario – i cittadini di paesi come gli Stati Uniti o la Gran Bretagna, dove la pratica della maternità surrogata è molto diffusa, sono i maggiori acquirenti stranieri in India e in Nepal. L’indagine mostra anche che ci sono prove che le madri surrogate vengono pagate sotto banco, come succede in Gran Bretagna. Non ci si può aspettare, dice l’indagine, che una donna rinunci al diritto di avere suo figlio senza che lo abbia visto e conosciuto; questo di per sé denota pressione indebita .

In ogni caso, il concetto di maternità surrogata ” altruistica ” – oltre ad essere una falsa pista, dal momento che accade a malapena nella realtà – ha una molto strana base ideologica; come se lo sfruttamento consistesse solo nel dare soldi alla donna; meno è pagata meno è sfruttata.

In realtà, la maternità surrogata “altruistica” significa che una donna passa attraverso esattamente la stessa cosa della maternità surrogata commerciale, senza ricevere nulla in cambio.

Esige dalla donna di portare un bambino per nove mesi e poi darlo via. Deve cambiare comportamento, rischia l’infertilità, affronta una serie di rischi legati alla gestazione e rischia anche la morte. E’usata come un contenitore anche se le viene detto che è un angelo. L’unica cosa che si ottiene è l’aureola di altruismo, che è un prezzo molto basso per lo sforzo richiesto e può essere solo attraente in una società in cui le donne sono valutate per i sacrifici che fanno, non per quello che realizzano. India e Thailandia non vogliono che le loro cittadine di sesso femminile diventino fabbriche che producono bambini per il mondo. Ora è il momento per l’Europa di assumersi le sue responsabilità. Noi siamo i compratori, dobbiamo dimostrare solidarietà e fermare questo settore, finché siamo in tempo.

traduzione dell’articolo http://www.theguardian.com/commenti..