Il Fantagiornalismo, “La Repubblica” e il nuovo governo

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Ovviamente per ‘Repubblica’ Renzi è un vincente e Zingaretti uno sconfitto. Il ‘Corriere’, invece, è di altro avviso, dà 6,5 a Zingaretti e 6 a Renzi. Direte: ma chi se ne frega delle pagelle dei giornali, la politica non è il calcio. Vero, sacrosanto. Ma è solo per dire come la lingua batta dove il dente duole. Un segretario politico che, a pochi mesi dall’insediamento, riporta un partito esausto e sbiadito al governo, sfruttando un errore madornale del “supereroe” Salvini, può davvero definirsi uno sconfitto? Mentre Renzi, che intendeva solo salvare la propria pattuglia maggioritaria nel gruppo parlamentare, passando d’emblée dai popcorn alla richiesta di un patto di governo per non arrivare allo scioglimento delle camere, potremmo definirlo vittorioso? Secondo quali criteri? Questa acrimonia di ‘Repubblica’ è solo la prova provata di quanto soffrano per essere stati messi di lato, dopo decenni di regia occulta (e nemmeno tanto) delle sorti della sinistra italiana. Credo che nei prossimi giorni, tra i critici del Governo non ci saranno solo Salvini, la destra, quelli che faranno la marcia su Roma il 19 ottobre a nove giorni dal suo anniversario, ma anche il quotidiano fondato da Scalfari, nell’affannosa ricerca di una sintonia ‘popolare’ e di qualche lettore in più.

La gestione Verdelli ha prodotto un giornale che sembra un tabloid inglese, più urlato e ‘popolare’, con una grafica appariscente e aggressiva, caratteri grandi e articoli più brevi. Un quotidiano che rincorre il ‘popolo’ e adocchia costantemente il mercato. È normale, dunque, che si tenti di cavalcare gli scontenti, che vedono nelle trattative di governo i soliti politici pronti a tenersi strette le poltrone. A proposito, Gilioli su Espresso.it fa anche lui le pagelle (deve essere una moda tipo fantacalcio). Ovviamente Renzi è sugli scudi, Zingaretti ne esce ‘pulcino bagnato’. Ecco formulata un’altra opinione trasversale e ‘popolare’. E la sinistra fuori dal PD? Gilioli dice ‘surreale’. Perché? Perché pur non esistendo risulterebbe comunque rilevante per fare il nuovo governo. Anche qui, le cose rilevanti sono ritenute poco significative, surreali appunto, con un sorprendente salto logico. Diciamo, in margine, che Bersani su LA7, qualche giorno fa, ha catturato oltre un milione e mezzo di ascolti, risultando secondo me decisivo per spiegare le ragioni di un governo di svolta a una bella fetta di elettorato di sinistra. Bersani? Maddai su, vuoi mettere ‘sto nuovo gruppo rockabilly, “Renzi and his Popcorn”, con il ballo liscio padano? Non c’è proprio confronto, dice il giornale fondato da Scalfari.