Il fascismo è alle porte, Tutti in montagna. Con la poltrona attaccata al posteriore (Zingaretti e Schlein, Speranza e Fratoianni)

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Fausto Anderlini
Fischia il vento infuria la bufera scarpe rotte.,,
Quando ero piccolo mi piaceva tanto Renato Rascel che cantava ‘è passata la bufera è passato il temporale, chi sta bene chi sta male’….mi sembrava una canzone partigiana, come peraltro il ‘vecchio scarpone quanto tempo è passato..
Sarà perché Bonaga mi ha epitaffiato (con qualche ragione) come l’eterno perdente sul carro del vincente, ma a me tutta questa gente che salta sul carro che passa mi sta molto sui zebedei…
Zingaretti che dopo avere lasciato la segreteria di un partito giudicato una vergogna per dedicarsi alla regione finisce per candidarsi coi poveri vergognosi appena sdegnati lasciando la regione in balia della destra. Ma solo se l’ingresso nell’opera pia avrà successo…
La Schlein che molla la vicepresidenza della regione in quota alla sinistra e si candida come cofindatrice dei D & P. Sicche il suo posto viene conferito alla Conti, la vivaista antagonista di Lepore…
Entrambi esempi adamantini, Zingaretti e Schlein (pur’anche ragazza prodigio della nouvelle gauche) di dedizione al ruolo istituzionale ed alla rappresentanza di provenienza.
Dulcis in fundo, sebbene molto a latere, l’esempio di Massimo Bugani dagli amici detto Max. Max, come noto, è eletto in consiglio a Bologna come rappresentante dei 5S alleati con Lepore. Come tale diventa giustamente assessore. E che fa il buon Max? Decide di aderire ad Art. 1, partito cofondatore di D & P. Senza dimettersi dal ruolo. Bel colpo, finalmente art. 1 entra in giunta. In incognito e per vie imperscrutabili come quelle del signore. Prassi abbastanza usuale. Art. 1 tocca il cielo con un dito e invita Max a partecipare ipso facto alla direzione di Art. 1, dove è presentato come un colpo di mercato quasi si trattasse di Ronaldo…Lo scopo: quello di incarnare il testimone del carattere ambiguo dei 5 S. Max mi è simpatico. Infatti la vicenda è tutta da ridere.
Naturalmente c’è il fascismo alle porte e non è il caso di andare per il sottile. Tutti in montagna. Con la poltrona attaccata al posteriore.”
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