HUNDERTWASSER, L’ INQUIETUDINE SPIRITUALE IN ARCHITETTURA.
TRA UTOPIA E POLEMICA.
L’ artista austriaco HUNDERTWASSER (1928-2000) lanciò una sfida con le sue opere ponendosi in conflitto con ogni conformismo e trasgredendo i paradigmi dell’ accademia.
Nel Progetto architettonico per un asilo a Frankfurt scritto nel 1987 espose i suoi punti di vista con una chiarezza polemica esemplare. Riassumo alcuni brani:
“ L’ essere umano anela immensamente avere una dimora in armonia con la Natura e con la sua creatività. Ma questo desiderio è proprio ciò che si nega ai residenti, ai bambini e gli alunni. Le persone continuano obbligate a vivere e apprendere in luoghi prefabbricati come campi di concentramento, in edifici privi di ispirazione, freddi e insipidi. L’ utilizzo cieco e codardo della linea geometrica retta ha convertito le nostre città in deserti desolati da un punto di vista spirituale, ecologico ed estetico. La linea retta è una invenzione concettuale che troviamo purtroppo in ogni luogo abitato. Tracciata con squadre e righe, è insana, è una costante irritazione per l’ organismo, è estranea a noi e alla creazione. Durante decenni si ha commesso una dura repressione dell’ anima infantile, che ha condotto alla soppressione della sua creatività mediante una architettura aggressiva e uniforme nella quale i nostri giovani hanno dovuto passare gli anni più importanti della loro vita formativa. Per tutte queste generazioni, formate in istituzioni educative e giardini di infanzia ostili alla Natura, i danni psicologici permanenti sono immensi. I bambini sono meno capaci di difendersi da un ambiente che distrugge la vita e lo spirito.
Le nostre città sono la realizzazione dei capricci dementi di architetti criminali che non fecero mai il giuramento ippocratico della architettura: Mi nego a costruire case che possano danneggiare la Natura e le persone. Abbiamo perso il contatto con la Terra. Viviamo isolati dalla Terra e dal suo intorno naturale, ci isoliamo con cemento e plastica. Al contrario, dovremmo apprendere il linguaggio della Natura per stabilire comunicazione, restituire territori che sono stati distrutti, riunificare la creazione umana con quella naturale.”.
Il dibattito si è aperto da tempo su tali posizioni estreme, e vi sono oggi difensori della curva e paladini della retta. Ciascuno ne illustra gli aspetti cognitivi, gli ideali sottesi e gli effetti psicologici. Ma dove si incarnano i principi della curva e della retta? Nel corpo umano è racchiusa l’ importante chiave di lettura. Nei tempi antichi, si chiamava “bellezza” ciò che veniva formato dal Cosmo e che dobbiamo immaginarci mediante la sfere, il cerchio, le figure perfette. Il principio della sfera e del cerchio regge la formazione del nostro capo, come è facile vedere nella creatura neonata. Le membra invece fanno da contrasto alla testa con la loro palese rettilineità. Abbiamo qui a che fare con le forze della Terra. Dunque, nell’ essere umano abbiamo un componente cosmico che tende alla sfericità e un componente terrestre che tende alla rettilineità, due forze contrapposte, ed essere si mitigano a vicenda.
Il merito di Hundertwasser è probabilmente quello di aver scatenata la polemica per la evidente preponderanza della retta nell’ architettura moderna, difendendo il curvilineo per una sua ripugnanza estrema verso la razionalità rettangolare. Rimangono gli interrogativi sugli effetti sottili e spirituali di entrambe le geometrie degli ambienti urbani dove viviamo.
FILOTEO NICOLINI
Immagine: CASE SANGUINANTI, HUNDERTWASSER, 1952


