I commandos guastatori del reggimento ‘Toscana’
Assoceremo sempre, o almeno sinché se ne avrà fragile memoria, il nome di ‘Italia Viva’ ad alcune frasi, locuzioni linguistiche e categorie di pensiero come: ultimatum, trattativa, crisi di governo, rimpasto, dimissioni, fiducia, ecc. Tant’è che quella non sembra affatto un’associazione politica, per quanto borderline, ma un gruppo di commandos guastatori che, dopo essersi infrascati e dipinti il volto di nero, tentano l’assalto alle poltrone tenendosi a favore di stampa.
Ebbene, il governo politico del Paese, ossia l’esecutivo alle prese con un disastro sanitario mondiale, è, per un pugno di voti, sotto tiro proprio di costoro, dei commandos che ti attaccano alle spalle con un blitz notturno. Parlo del vostro destino, della vostra salute, del vostro lavoro, eh! Mica pinzillacchere! È questa la posta in gioco.
Ora, se penso che per un certo numero di anni questo stesso Paese e questa stessa sinistra italiana si sono incoscientemente affidati al capo naturale di questi commandos guastatori infrascati e affumicati di nero, mi viene lo sconforto. Credo che ciò sia avvenuto con la stessa ingenuità di chi affida al gatto la custodia del lardo, o con l’ignoranza di chi non sa chi ha davanti oppure con la complicità di qualcuno interessato alla stessa strana avventura.
Fatto sta che io non farei mai alcun patto, tanto più tra gentiluomini, con chi possiede un lessico ristretto alle locuzioni verbali che dicevo prima, e che opererei nei suoi confronti il massimo distanziamento sociale possibile. 100, 200 metri. Mascherina compresa.


