Tutti dovrebbero ascoltare l’intervista di Chrono a Varoufakis, ecco perché dovremo darci una svegliata: “per fare la differenza tra una società in cui vale la pena vivere e una in cui non vale la pena vivere”.
Il capitalismo si aggiorna, oggi fa affidamento a tecnologie violente, che i “tecno-signori” sperimentano sui palestinesi a Gaza. Lo dice Yanis Varoufakis, arrivato in Italia per seguire la protesta dei portuali di Genova: “Dobbiamo trasformare le strade in parlamenti”. Ecco l’intervista a Chrono Collective Media

(di Domenico Agrizzi – mowmag.com) – Il ministro delle finanze del paese più in bancarotta, nel continente più in bancarotta. Si presenta così Yanis Varoufakis, arrivato a Genova per supportare i lavoratori in sciopero, schierati con il popolo palestinese contro il genocidio. Varoufakis ha rilasciato un’intervista di sei minuti a Chrono: il primo punto è proprio la rabbia che i manifestanti stanno tenendo “alla massima intensità” nei confronti del governo italiano e di tutti gli stati complici di ciò che sta accadendo nella Striscia, perché il “genocidio non è finito e influenza le nostre vite ovunque allo stesso modo”. Lotta dei lavoratori e contro il colonialismo, quindi, trovano un’intersezione in questi giorni di protesta a Genova. Varoufakis racconta anche di aver conosciuto “in tre dimensioni” Francesca Albanese, senza uno schermo a fare da mediatore. “Niente ha più senso di scendere in strada, nelle piazze, nei viali, nei vicoli, nelle stradine secondarie”. Nonostante le forme digitali di attivismo, la mobilitazione fisica ha ancora un valore decisivo: perché quando l’establishment, il potere dominante, trasforma “i parlamenti in farsa”, allora “dobbiamo trasformare le strade in parlamenti”. Le strade, prosegue ancora Varoufakis, “hanno più potere di quanto i trattati filosofici neoliberali ci abbiano permesso di credere”. Il “demos” della democrazia deve “trovare la sua voce dalla strada, ai palazzi, fino al Parlamento”.


