Fonte: politicaPrima
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di Giangiuseppe Gattuso – 7 febbraio 2016
Per chiarire subito. Io sono perfettamente d’accordo con le norme previste nel cosiddetto ddl Cirinná che regolamenta le Unioni Civili.
E lo scrivo convintamente maiuscolo. Ma lo sono ancor di più riguardo le condizioni previste per le adozioni dei figli del partner. Senza alcuna differenza di genere.
Ritengo sia il minimo indispensabile per fare uscire l’Italia da un fin troppo lungo periodo oscurantista. Cosa dovremmo fare nei confronti di questi piccoli esseri umani indifesi, a prescindere da come e da dove arrivano? Tutte queste pruriginose attenzioni nei confronti di bambini accuditi in nuclei a cui, il più delle volte, non manca nulla e dove regna benessere e amore. Mentre non si percepisce il medesimo impegno e attenzione verso non so quante centinaia di migliaia di bambini abbandonati, che soffrono e muoiono nella più totale indigenza e indifferenza planetaria.
Credo non ci sia libertà di coscienza che tenga. Una opzione spesso utilizzata dalle forze politiche quando non hanno l’intelligenza e la responsabilità di prendere decisioni difficili. Quasi sempre ipocritamente e in malafede. Anche perché i parlamentari la loro libertà di coscienza non hanno bisogno di averla autorizzata da nessuno. E la questione di cui stiamo parlando è perfettamente in linea con questa enorme vergognosa ipocrisia.
Il volere nascondere i veri sentimenti coltivati in decenni di bigottismo e di malcelata repulsione verso i diversi. Una “cultura” dominante che ha creato emarginazione, dolore e ingiustizie. Una dimensione umana sulla quale molti benpensanti farebbero bene ad astenersi e nei confronti della quale c’è invece bisogno di comprensione, tolleranza e altruismo.
Il matrimonio non lo vuole abolire nessuno, così come la famiglia e, ovviamente i figli che ne derivano. Si tratta, soltanto, di dare ad altri i medesimi diritti civili senza toglierli minimamente alle unioni tradizionali.
Insomma di cosa si ha paura. Cosa spinge forze politiche di governo a esultare per una possibile bocciatura della legge perché Grillo annuncia libertà di coscienza per i parlamentari del M5S. Un momento sprecato per un doveroso silenzio. Attenzione. Non un voto contrario. Che sarebbe stato un’ignominia assoluta. Soltanto un’ipocrita “autorizzazione” alla libertà di coscienza arrivata all’ultimo momento. Che rappresenta per l’intero Movimento un grave errore.
Ma, diciamocelo, è questo il segno di un maturità politica ancora tutta da conquistare. Per i Grillini, in primis, e, non mi sbaglio di molto, per l’intero sistema politico. Vittima consapevole delle spinte che arrivano da larghe fasce della società e dalla conseguente paura di perdere voti. Una visione della Politica micragnosa che dobbiamo sperare possa elevarsi. Ma per questo c’è bisogno, come diciamo sempre, dell’impegno dei cittadini. Della consapevolezza del loro ruolo che li porti a partecipare con ogni mezzo al dibattito e all’approfondimento.
Il Movimento 5 Stelle ha nella sua ispirazione di fondo la partecipazione dal basso, le scelte condivise e il contatto diretto con i rappresentanti eletti. Non basta. Come non può bastare la tanto ostentata onestà e l’idiosincrasia verso gli impuri. Verso chi nella sua esperienza civile ha avuto responsabilità e ha contribuito con impegno e dedizione allo sviluppo di questo Paese. Generalizzando con incredibile superficialità, senza operare le necessarie debite distinzioni.
Insomma, questa è una di quelle importanti occasioni per dimostrare di avere spessore politico a costo di qualche defezione. É la differenza che passa tra un manipolo di volenterosi entusiasti, capaci anche di suscitare interesse e speranza e una forza politica seria con una precisa visione del futuro e che sa indicare la strada.
Giangiuseppe Gattuso


