BAGNOLI. TRA COPPA AMERICA 2027, INQUINAMENTO E SPIAGGIA LIBERA
La mia attenzione è da ieri rivolta a Bagnoli, perché si sono svolte marce e proteste per restituire il litorale agli abitanti che aspirano ad avere una spiaggia libera. Dalla chiusura degli impianti dell’ Italsider il processo di deindustrializzazione e bonifica ambientale ha ricevuto fondi spesso dilapidati, con consulenze costose, indagini giudiziarie e retrocessi. Negli ultimi tempi si sono stanziati i fondi per la rigenerazione e le bonifiche, ma con un escamotage il governo ha eliminato la parte che prevedeva di riportare la linea della costa alla forma pre industriale e di rimuovere dal mare una enorme colmata inquinata fatta di scarti industriali e cemento.
Contemporaneamente, si annunciava che Bagnoli sarebbe divenuta sede dell’ edizione 2027 della Coppa America, con la previsione sconfortante che il luogo scelto per ospitare officine, hangar e il villaggio dei competitori sarebbe proprio quella colmata! Al posto delle bonifiche accordate con i comitati di quartiere, arriva la Coppa America, il cemento, la privatizzazione delle poche spiagge con strutture a carattere stagionale, ovvero a pagamento. Basta leggere la lista degli sponsor per capire cosa bolle nella pentola dei barattieri.
Le notizie mi hanno improvvisamente riportato indietro con la memoria, a quando ero
Fuorigrotta e’ l’ altra faccia di Napoli da cui e’ separata dalla linea collinare di Posillipo. Si può apprezzare nell’immagine in quel triangolo di colore giallo scuro, e mi pare un simbolo dell’ inquinamento atmosferico prodotto nel passato dai fumi del siderurgico. Gli edifici popolari di Via Diocleziano io li ricordo di colore ruggine, sporche le facciate dall’ aspetto tetro, frutto di tanti anni di colate di ferro fuso negli alti forni. E’ un quartiere di Napoli di residenze popolari, molto cresciuto nei decenni. Si estende fino al mare, a Coroglio e l’isolotto di Nisida, limitato dall’ enorme conca di Agnano. Siamo nell’ estremo orientale della caldera dei Campi Flegrei. Di quegli anni ho vari ricordi. Un collega docente rimproverò uno
studente che fumava, proprio nel momento l’Altoforno lanciava nell’ aria una nuvola enorme di gas di combustione tossici. Lo studente rispose per le rime, invitandolo a preoccuparsi piuttosto di quello che aveva sotto gli occhi a poca distanza. L’ altro ricordo tra i tanti, i visi arrossati e bruciati dalle alte temperature di operai del siderurgico che marciavano appena avuta notizia dell’ ennesimo incidente mortale.
Per la cronaca, la colmata a mare è contaminata da idrocarburi pericolosissimi che le operazioni stanno liberando nell’ aria, centinaia di camion attraversano le strade di Bagnoli congestionando il traffico e scuotendo per l’ enorme peso trasportato gli edifici già provati dalle scosse del bradisismo, oltre che a peggiorare lo stato delle strade di accesso.
L’ impegno per il ripristino della morfologia della costa con una grande spiaggia libera da Nisida a Pozzuoli e’ stato cancellato con un solo colpo di spugna, il piano per lo sviluppo di Bagnoli è stato stravolto per permettere il mantenimento della colmata a mare. Le marce e le proteste intanto continuano per mettere in primo piano il risarcimento ambientale e sociale dovuto agli abitanti dopo decenni di fabbrica.
FILOTEO NICOLINI
Immagine: CAMPI FLEGREI


