ALLA RICERCA DELL’ ANTICRISTO

per Filoteo Nicolini

ALLA RICERCA DELL‘ ANTICRISTO

Scriveva Fernando Pessoa che nel mondo di oggi accadono cose che non si possono spiegare con le leggi che conosciamo. Il mondo visibile continua regolarmente alla luce del sole. Il mondo sconosciuto ci spia dall’ ombra.
Da uno sguardo alla TV e i giornali, tutti percepiamo che accadono cose destinate a condizionare le nostre vite, ipotecare il futuro, e una di esse è per esempio la crescita inarrestabile dell’ IA e del volume dei Big Data, che sta giocando un ruolo protagonista nelle guerre e nei modelli di desideri.
E’ il caso di riandare con la memoria alla “Nuova Atlantide” di F. Bacone, racconto utopico del 1624, e alla Casa di Salomone, dove l’ Accademia delle scienze è cervello e motore di ricerca del Paradiso terrestre. Il governo della Casa di Salomone ha come meta il raggiungimento di una sapienza sempre maggiore attraverso una struttura gerarchica per raccogliere e classificare informazioni. Tutti i collaboratori sono legati dal giuramento del silenzio e si dedicano al loro compito come sacerdoti laici. La struttura a più livelli è ideata come un sistema di processamento dati: viene raccolta la più grande quantità di informazioni, registrata in memoria, organizzata e classificata, analizzata, e poi sono formulati modelli e procedimenti, testate le formule, dedotte le leggi. Al di sopra di tutti vi sono gli iniziati supremi.
Se ripercorriamo i passi e la struttura gerarchica dell’ utopia di Bacone, abbiamo la formulazione di un computer basato su esseri umani. La mente umana era vista visionariamente come un mulino che processa dati, e più grande sarà tale volume, migliore il risultato.
Troviamo il primo anello della catena che via via, con innovazioni tecnologiche, dapprima lente e poi con una accelerazione sbalorditiva, attraverso i perfezionamenti della memoria,  delle istruzioni e gli algoritmi, è divenuto il fondamento dei Big Data che regge le nostre società. Si potrebbe dire che tra gli attori tradizionali delle democrazie è apparsa prepotente la tecnologia, e qui si intravede l’ intreccio tra imprese tecnologiche, le relazioni col potere politico e gli imprenditori che dominano l’ economia digitale. Vi sono società che sviluppano le analisi dei dati attraverso l’ IA, poi utilizzati da governi, forze armate, servizi di sicurezza.
Ma non solo. C’è già un riflesso nelle nostre vite. La realtà contraffatta c’è già. E’ notizia di ieri che il profilo di una identità seguita da milioni di follower è stato creato con strumenti di generazione di immagini basati sulla IA, non solo per burla ma per obbiettivi commerciali. L’ identità fittizia rispondeva tutti i messaggi!!
In questi casi e altri analoghi di immagini generate, l’ IA interpreta un testo iniziale con modelli linguistici, poi modella movenze, animazioni, comportamenti e persino l’ identità del personaggio digitale. Si possono produrre videoclip, lungometraggi di animazione, album di famiglia. Distinguere le foto e le immagini reali è divenuto sempre più difficile soprattutto se osservate rapidamente e senza precauzione, come oggi è abituale nella fretta che impedisce di comprendere. I risultati sono percepiti più reali delle foto scattate da umani. In altre parole, siamo in un’ era in cui molti aspetti della nostra realtà sono connessi volenti o nolenti con l’ IA.
Un altro aspetto da considerare è il desiderio mimetico, quella nostra debolezza che ci porta a imitare modelli preesistenti cercando di replicare e finanche uguagliare. Se nei bambini la giusta imitazione è fondamentale per la crescita, nell’ adulto può avere tutt’altra valenza quando intervengono suggestioni e quell’ identificazione seducente. Basta pensare alla pubblicità pervasiva che si regge su questa formula. E restano pochi dubbi sul fatto che la nostra società si sta popolando di esseri assimilabili a macchine mimetiche di comportamenti, desideri e consumi. Qui interviene l’ onnipotente IA che da un lato indaga a fondo gusti e preferenze, dall’ altro suggerisce chi o cosa imitare mediante gli algoritmi.
Ne risulta che chi controlla gli algoritmi acquista un potere straordinario. A comandare può giungere chi controlla i desideri e le connessioni. Da qui il passo è breve perché sia messa in forse la coscienza della nostra individualità e le nostre libere scelte. Nella parola “Io sono” l’ anima parla a sè stessa senza ricorrere ai sensi, ai gusti, ai desideri, all’ imitazione. Quindi questo mondo sconosciuto che ci spia dall’ ombra comincia a delineare la sua vera natura e le sue intenzioni. Dove ci vuole condurre?
FILOTEO NICOLINI
Immagine: Remedios Varo. Disturbing Presence
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