BAGNOLI E L’ ARROGANZA DEL POTERE

per Filoteo Nicolini

BAGNOLI E L’ ARROGANZA DEL POTERE

La bocca dell’ altoforno, furnace, vomita; il paesaggio è minerale-industriale. Colata di fusione rovente vicino a strade soffocanti, strade che sono smisurate prigioni per una umanità senza sorriso. Ferro e carbone sono del secolo XVIII, la nascita dell’ industria richiede l’ uso delle nere materie del sottosuolo. Acciaio e fumo.

Sono ricordi del passato, ma ora c’è l’ irrompere e lo sfrenarsi di tremende energie della materia in un incubo rinnovato.

Ritorno sul tema doloroso di Bagnoli, oggi divenuta angoscia per gli abitanti. Dopo l’ annuncio della Coppa America 2027, l’ Associazione Cittadinanza Attiva ha segnalato ripetutamente che a causa dei lavori di bonifica il monitoraggio segnalava sforamenti dei limiti consentiti di polveri sottili, per cui non si sa che cosa gli abitanti stiano respirando. Per non parlare dello screening sulle fibre di amianto, che ha fatto vittime nel quartiere Bagnoli per via dell’ Eternit oggi dismessa. I numeri degli sforamenti sono crescente preoccupazione dei cittadini per i lavori in corso nell’ area occidentale, dove la movimentazione dei materiali, il traffico pesante e continuo e le attività dei cantieri, concentrati tra l’ area ex industriale e la costa, sono al centro delle proteste. Si chiedono vivamente monitoraggi costanti e trasparenza sui dati ambientali.
Ma purtroppo c’è di più. C’è pericolo ulteriore per la salute con il dragaggio dei fondali. Nella prospettiva delle regate con barche a vela delle marche più famose è necessario scavare ed estrarre materiali almeno fino ad otto metri di profondità. Si dà però il caso che il bacino è stato esposto per decenni agli inquinanti prodotti dall’ attività industriale della ex Italsider. C’è la colmata che si estende dalla spiaggia ben dentro il mare, ed è qui che si sono sedimentate queste scorie provenienti dall’ altoforno, tra cui gli IPA che sono idrocarburi policiclici prodotti durante la combustione e i PCB policlorobifenili tipici di una furnace industriale.
Questi inquinanti richiederebbero un intervento con frangiflutti per impedirne la movimentazione, altro che lavori di drenaggio!! Il rischio della movimentazione per drenaggio è presto detto: nasce dalle reazioni con le sostanze del terreno vulcanico come lo stagno e il mercurio. Combinando questi sedimenti si hanno due cancerogeni aggressivi come il metilato di mercurio e il dibutil stagno.
Ma senza drenaggio le barche non possono arrivare ai pontili!
C’è nella letteratura scientifica un noto caso avvenuto in Giappone nella baia di Minimata, dove si sviluppò una patologia tumorale proprio per la presenza degli stessi inquinanti. Ciò dovrebbe essere ricordato e procedere a una tombatura per la messa in sicurezza, come inizialmente previsto dal piano di bonifica. Oggi stravolto.
Sulla costa i lavori procedono spediti, producendo i principali disagi alla popolazione per le decine di camion che passano tutto il giorno e le nuvole di polvere che appestano l’ aria. Ironia e paradosso: la rimozione della colmata fu scartata prima dell’ annuncio della Coppa dal Municipio per il via vai dei camion carichi di montagne di terreno. Ed è proprio quello che sta accadendo ora!
Sono dati freddi e informazioni tristi, che si afferrano nell’ aria malsana e pesante di quella che fu una forgia a cielo aperto. Acciaio e fumo.
Facciamo i conti con noi stessi. Siamo stati gente capaci di portare l’ Inquisizione tra i Maya, di fare sparire il bisonte dalle praterie, di mandare missionari a convertire i
Buddisti, di allestire Crociate volute da Dio. Basta leggere la lista degli Sponsor della Coppa per capire cosa bolle nella pentola dei barattieri.
Le marce e le proteste continuano, almeno c’è chi si oppone all’ arroganza del potere economico.
FILOTEO NICOLINI
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