Abbattuto anche l’Italicum. Col reuccio non si va da nessuna parte

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Alfredo Morganti

di Alfredo Morganti – 25 gennaio 2017

Se capisco bene, di primo acchitto, Renzi domani potrebbe già andare a votare. Anche senza passare per il ‘via!’ della Camera. Certo, dovrebbe buttare a mare un governo del PD, riciclare il suo istinto da uomo solo al comando in una legge proporzionale, e dovrebbe anche convincere Mattarella che adesso c’è una buona legge, così come il Presidente aveva giustamente preteso. Votare per cosa? Per rimettersi al centro, per ripartire in qualche folle volo elettorale, per riproporsi come uomo della provvidenza, come nuovo Unto. E magari, nel caos elettorale, stendere un velo pietoso sui suoi tre insipidi anni di governo, sulle ‘riforme’ di cui sta restando ben poco, sulla sconfitta referendaria di tali dimensioni da abbattere anche un Napoleone giovane. Votare per cosa? Per ‘vincere’? E come, con la vocazione maggioritaria? O con le ‘coalizioni’? Rosato già dice: approviamo il Mattarellum e andiamo a votare, sennò andiamoci con l’Italicum azzoppato. Non c’è problema. Voterebbero anche con il Lottomaticum, pure con il Bingum (e infatti restano i capilista ma col sorteggio!) purché il Parlamento sia messo in un angolo. La politica come impegno congiunto di identità e mediazione a Renzi fa schifo. I renziani amano ballare davanti alla tv, arringare le folle, sparare tweet, parlare di sfide, sogni, scommesse, metterci la faccia, tutto meno che riconoscere il peso della realtà presente e acconciarsi a porre rimedio alle iniquità e alle ingiustizie con la ‘forza’ di cui si dispone, magari stringendo alleanze alla luce del sole parlamentare per agire di conseguenza.

Giannini di Repubblica già dice che con questa legge ci sarà solo l’ ‘inciucio’ (per Repubblica allearsi è sempre un inciucio), a meno che non si restauri l’Ulivo. Renzi? l’Ulivo? Ma dov’è il nesso? Non c’è spirito di coalizione dove c’è un mattatore, un imbonitore, un reuccio. Bisognerebbe prima fare un congresso, ricostruire un partito, aprire alla società, dare vita a un nuovo spirito di comunità, di reciproca stima e fiducia, con contenuti finalmente adeguati alla tragedia sociale, non solo inneggiando ai vincenti, agli eccellenti, ai primi della classe. C’è tutto un mondo attorno a quelli che ce la fanno, un mondo di chance mancate, di abissi sociali, di disuguaglianze e ingiustizie. Renzi a questo compito non è adeguato, non è solo questione di buona legge elettorale o meno. Non è per lui. E poi non c’è un soggetto politico all’altezza, non c’è sostanza organizzativa, né cultura politica adeguata ai tempi. Non c’è classe dirigente, o almeno quella sugli scudi è zero di zero. Senza un percorso politico Renzi ci porta a sbattere per l’ennesima volta, e che non sia un vincente ormai dovrebbe essere chiaro a tutti.

Votiamo nel 2018: questa è la soluzione. E non sprechiamo il tempo che manca. Va bene anche il proporzionale (anzi meglio) , purché sia un partito vero ad affrontare la sfida. Un partito (anche più di un partito, ovvio, io spero che SI cresca) che sappia ricostruire un clima di fiducia e di speranze in un cerchio molto ma molto più ampio di quello magico. Qui lo dico: a queste condizioni, a bocce ferme con Renzi che tenta di prendere lui il pallino, attorno a questo PD si farà il vuoto di molti voti di sinistra. Restituite invece agli elettori di sinistra una rappresentanza, un’identità, un’organizzazione, una cultura, una solidarietà e forse qualcosa potrebbe accadere. Da soli o in coalizione, non c’è problema. Ma senza alcune condizioni di base, quelle che ho detto, si tratterà del solito balletto elettorale con quello in camicia bianca a offendere e insultare una parte dei suoi elettori per fare felici quelli che hanno goduto, invece, della fine di Prodi, dell’empasse di Bersani, e che avrebbero voluto rottamare delle donne, degli uomini nonché un’intera cultura politica, come hanno tentato di fare. Serve tempo dunque, e soprattutto si ricordino che a far cadere il proprio governo (vedi Roma) non ci si guadagna mai, anzi la sconfitta è certa.

Babelezon bookstore leggi che ti passa

Articoli correlati

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.