Il piano: “Draghi è il rostro da utilizzare contro la nave del governo. Bonaccini è quello che dovrà scalzare via Zingaretti dopo le regionali…”

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Alfredo Morganti/Fausto Anderlini

Fausto Anderlini – 14 settembre

Mi sa che dopo i pronunciamenti di Fi, Giorgetti e Meloni, Salvini comincia a mangiare la foglia. Fatti fuori Conte e i 5S, sostituito Zingaretti con il maraglio modenese o chi per lui, sostituito Salvini (anche per via giudiziaria) con Giorgetti o chi per lui, la grande dragata potrebbe essere infine varata. Però la tempesta perfetta per la quale lavorano loro signori: vittoria del No, debacle del Pd alle regionali, un casino nella scuola, potrebbe rivelarsi una bonaccia. E la dragata (un governo Pd dezingarettato, Italia Viva, Fi, Fd’I e Lega desalvinizzata, cioè un bel centro destra allargato) sarebbe comunque una bella baraonda.

Alfredo Morganti – 9 settembre

I have a nightmare
Il piano è questo, facile facile. Draghi è il rostro da utilizzare contro la nave del governo. Bonaccini è quello che dovrà scalzare via Zingaretti dopo le regionali. Renzi è l’ombrello sotto cui si raccoglieranno i cosiddetti “moderati”. Bettini è quello che garantirà la copertura ideologica al nuovo (vecchio) rassemblement. Nascerà il nuovo centrosinistra che “ammucchierà” senza mascherine Confindustria, GEDI, Moderati per Renzi, PD bonacciniano, più riserve della Repubblica (italiana), padri nobili e sfrizzoli vari. Dinanzi al nuovo blocco politico-sociale cantato da Repubblica (il giornale), si staglierà il campo largo di una nuova cavalcata politica, il cui esito è senz’altro il gruzzolo europeo.
Questo è il sogno. Realizzabile o meno poco importa. Il fatto è che ci stanno lavorando alacremente, indifferenti al Covid, alla crisi, alle difficoltà in cui ci muoviamo. Non importa che cada il governo che sta reggendo le sorti del Paese da mesi all’interno di una terribile emergenza. Non importa che questo stesso governo dà amplissime garanzie di saper gestire la fase degli investimenti associati al Recovery Fund. Non importa che il Paese stia con Conte e i numeri non siano sufficienti. Non importa nulla, conta solo che si giunga a pallino, in qualunque modo possibile, anche disseminando l’Italia di bugie e ulteriori incertezze. In questo a braccetto con i media di destra, che almeno fanno il loro dovere, nulla di più. Sono come un carrarmato che avanza incurante, esprimendo un fondo egoistico di orribili interessi di gruppo e di clan.
Mi chiedo: cosa aspetta la coalizione di governo a darsi un volto? A presentarsi come un blocco politico e non solo come una compagine amministrativa? È questo che manca ed è questo che dà fiducia agli avversari. La svolta vera sarà quando il consenso del governo sarà investito su un nuovo, grande progetto politico. Sino ad allora Bonaccini fa bene a sognare, e Renzi a credere che il suo 2% sia una massiccia piattaforma elettorale. Sono nani, amici e compagni, non dipingiamoli come giganti.
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