IMMAGINAZIONE, LIBERTÀ O ASSERVIMENTO 

per Filoteo Nicolini

IMMAGINAZIONE, LIBERTÀ O ASSERVIMENTO 

 

Il supplemento Robinson del quattro gennaio passato dedica un ampio spazio al tema dell’ immaginazione e ai pericoli di un mondo minacciato dall’ intelligenza artificiale. L’ immaginazione è una Qualità che ci mette in contatto col mondo prima ancora di toccarlo. E’ il fondamento di ogni creazione artistica, via di penetrazione per l’ empatia tra le persone. Per tanti, invece, l’ immaginazione e’ riprovevole, le fantasie pericolose, perché bisogna tenere i piedi ben piantati per terra, lavorare sodo, essere ragionevoli nell’ amore, non andare con la testa fra le nuvole. 

Scherzando sopra, senza rigori etimologici, c’è chi suggerisce che l’ immaginazione significhi Io-Magi-Nazione. Ovvero, vivere in un ambiente animico frequentato da saggi e stregoni che offrono visioni. Infatti, l’ immaginazione è figlia legittima di una corrente spirituale che fa capo a Lucifero. Queste visioni possono farci sognare, ma anche declinare in passioni accese, decostruire e sovvertire. L’ immaginazione è Evasione dalla realtà? Sì e no. Può essere strumento di conoscenza e liberazione, di utopie possibili. Ma anche di alterazione della realtà. Come spiegarci infatti i radicalismi e i fanatismi estremi se non come quei sentieri che a partire dall’ immaginazione sfrenata agiscono direttamente sulla volontà degli accoliti fino ad asservirla? Basti ricordare l’ iniziazione dei Gesuiti, quando l’ anima dell’ aspirante si nutriva di vive immaginazioni dell’ abbandono di Dio e del peccato originale. All’ immagine di essere rifiutato e abbandonato doveva poi fare seguito la figura di Gesù che redime e salva. L’ anima sottoposta a tali potenti immagini si trasformava radicalmente e ne risultava una volontà asservita, immedesimata con l’ idea che Gesù doveva diventare il Re del Mondo. Ne ho parlato diffusamente nell’ articolo “L’ iniziazione gesuitica e l’iniziazione bolscevica” del 23 Agosto del 2021. La severa disciplina e l’obbedienza assoluta al Superiore facevano dell’ aspirante un docile strumento nelle sue mani. I Gesuiti si insediarono alle corti di Re e Principi come predicatori e confessori, e riuscirono a persuaderli fino a perseguire eretici come i Valdesi e i Protestanti. In passato i Gesuiti hanno combattuto guerre, esplorato nuovi mondi ed organizzato complotti. Nella Germania nazional socialista vi è stato interesse per il sistema di condizionamento psichico dell’ Ordine dei Gesuiti, la fondazione delle SS si basava su regole affini.

Nell’ articolo di Robinson “Non chiamatela evasione dalla realtà” l’ autore si spinge a dire che l’ immaginazione è uno strumento di conoscenza e di liberazione. Può esserlo, certamente. Riconosce l’ autore che l’ immaginazione è spazio di scelta e discernimento. 

Ma poi cita C. G. Jung ammirato dagli Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola, e dice che l’ immaginazione ignaziana non serve a evadere il reale ma a entrarvi più a fondo. E per Loyola conta principalmente dove l’ immagine conduce.

Sono rimasto perplesso a questo punto, per quanto accennato prima sull’iniziazione dei Gesuiti. Gesù, già non Cristo Gesù, era presentato come il Re del mondo, e con quella rigida disciplina si penetrava nella volontà, nell’ intimo santuario dell’ anima. L’ immaginazione ignaziana conduceva a una allucinazione, una immagine aberrata di Cristo se ricordiamo le parole “Il mio Regno non è di questo Mondo”.

Concludendo.

Noi ci libriamo tra due estremi. Uno che ci conduce all’ immaginazione, l’ altro che ci presenta il miraggio dell’ esistenza solo materiale. Sono come due correnti intese metaforicamente. La prima ci allontana dal vivere solo nel mondo fisico sensibile ed esserne assorbiti. Questa corrente stimola l’ Arte, la narrativa, la poesía, ci ha dato meravigliose idee e splendidi ideali. Se essa non agisse attraverso l’ immaginazione, noi saremmo immersi solo nelle percezioni e nei relativi pensieri. Ma se ci affidiamo solo ad essa, finiamo per guardare il mondo dal punto di vista aereo di uccelli in volo. Ci fa perdere allora il contatto equilibrato con la realtà, fino a edificare una specie di isola nella quale ci piace risiedere. Agisce sulla nostra natura emozionale e volitiva, dotandola di egoismo, orgoglio, fino alle estreme manifestazioni del fondamentalismo religioso, alla xenofobia, il suprematismo, l’ odio razziale, con tutta la carica di odio misto a paura. Il Nazismo come dicevo ne e’ stata una terribile manifestazione.

L’ immaginazione è potere, e sta a ciascuno di noi discernere come farne uso per arricchire la realtà senza evaderla. Può liberarci, può asservirci.

 

Filoteo Nicolini 

Immagine: Jacobo Borges, La pittura e il pittore

Babelezon bookstore leggi che ti passa

Articoli correlati

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.