LA PRESENZA DELL’ ASSENZA 

per Filoteo Nicolini

LA PRESENZA DELL’ ASSENZA 

 

La Saudade è una parola portoghese che vuole descrivere il sentimento profondo di nostalgia, malinconia e anche desiderio per ciò che è assente, ciò che è stato perduto o anche solo ambito. E’ tristezza e dolcezza insieme, la concomitante presenza dell’ assenza.

Sebbene la maternità della saudade appartenga di diritto allo spirito e alla cultura portoghese, devo ammettere di frequentarla. Ora più che mai, quando sono sul viale del tramonto. Anzi, assisto a come si impadronisce della mia coscienza per brevi istanti.

Mi appartiene, mi abbandono in quei momenti ai sogni ad occhi aperti, quando lo stato onirico prevale anche da sveglio. E difende i suoi diritti. Infatti, noi non trascorriamo tutta la giornata completamente da svegli, anzi. La maggior parte delle esperienze le viviamo nella piena coscienza sveglia e allerta, ma altre le passiamo in uno stato paragonabile ai sogni. Solo nel pensiero siamo vigili e lucidi, mentre nei sentimenti altalenanti siamo in uno stato simile ai sogni che nascono e si disfano in un baleno. I sentimenti sono da mettere in relazione col ritmo vitale e il respiro, come da un’ analisi attenta possiamo accorgerci. E la nostalgia e la malinconia che provo mi rendono triste e dolce, mentre si altera leggermente il respiro.

E’ il sentire la mancanza di quell’ anima ormai lontana, di quella casa che non c’è più, di quella distanza, quando il ricordo bussa alla porta e la memoria si volge su sé stessa. E’ sentimento umano comprensibile e condivisibile, e mi spingo a dire che e’ diffusissimo. Siamo reticenti ad ammetterlo perché passa spesso sotto traccia, appena ci sfiora. E ne può risultare il desiderio di ritessere un discorso, di tornare indietro, ma anche di proiettarsi sul futuro, quando il sentimento della mancanza diviene immaginazione e desiderio, un sogno ad occhi aperti. Quella mancanza è divenuta presenza. Ogni nostalgia è presenza di una assenza.

Una ribellione al malessere della mancanza diviene un’illusione persistente. 

Fernando Pessoa aggiunge:” Io amo tutto quello che fu. Tutto quello che già non è. Il dolore che già non mi duole. L’ antica erronea fede. Ieri che ha lasciato il dolore. Quello che ha lasciato allegria. Solo perché fu e volò via, è già un altro giorno “.

E continua:” Uccidere il sogno è come ucciderci. E’ mutilare la nostra anima. Il sogno è ciò che abbiamo di realmente nostro, impenetrabilmente e inespugnabilmente nostro”.

La nostalgia, malinconia e saudade sono un’esperienza sentimentale primordiale su cui riflettere a fondo. E’ la nostra natura umana con pieni diritti.

Filoteo Nicolini 

Immagine: Marc Chagall. Sulla città .

Babelezon bookstore leggi che ti passa

Articoli correlati

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.