Autore originale del testo: Giovanna Ponti
Ho sbobinato l’intervento di Pierluigi Bersani di venerdì scorso dalla Gruber.
Non sono d’accordo su tutto, anzi mi disturba non dica una parola precisa sulla questione guerra in Ucraina e situazione Gaza. Se parla di patto per la sinistra, non può sottovalutare che fra i due principali soggetti le idee siano diverse, molto, proprio sulla politica internazionale . E un patto che prescinda dalla questione internazionale e dal tema riarmo e guerra non è praticabile.
Ma insomma, è il Bersi, una persona cui si vuole bene.
Un compagno leale e preparato che si mette sempre a disposizione. (Giovanna Ponti)
Bersani: Io sono ancora qua
MANOVRA ECONOMICA
Devono fare i conti con la realtà, ma non hanno uno straccio di idea su tante questioni. C’è sempre stato qualche problema a preparare la finanziaria, ma questa confusione è un inedito.
Noi abbiamo dei problemi conclamati: la crescita. i salari (con i salari così bassi non si consuma e non si cresce), la condizione giovanile eccetera.
Una manovra da 20 miliardi cosa può fare?
Abbiamo bisogno di di riforme che non costano: ad esempio una legge sulla contrattazione e una legge sul fisco.
Uno Stato dove l’occupazione aumenta sopra i 50 anni e diminuisce per i giovani è un grande problema.
D’altra parte tutte le destre del mondo non hanno nessuna idea sul piano economico e sociale.
Questa manovra colpirà i ceti più deboli. Basta vedere cosa fanno in materia fiscale: pagano i soliti e i soliti dovranno pagare sempre di più.
Sulla Sanità non c’è uno straccio di risposta e sulla giustizia che non funziona si inventano il Referendum.
Questi fanno riforme solo sul tema del potere, per la gente normale non c’è niente.
REFERENDUM SULLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI.
Nonostante la campagna elettorale e l’informazione che si fa (caso Garlasco, ‘famiglia nel bosco’ ad esempio) occorrerebbe che la destra rispondesse a queste domande: con la separazione delle carriere si accorciano i tempi dei processi? Noi per la giustizia civile abbiamo una media di cinque anni e mezzo, abbiamo degli arretrati sul penale che a volte arrivano a tredici anni, abbiamo ancora i faldoni che girano, ci manca la metà del numero dei cancellieri.
C’è uno solo di questi problemi che viene toccato da questa riforma?
Se fai una riforma costituzione sulle carriere che tocca lo zero-virgola dei magistrati italiani quali problemi stai risolvendo?
I sondaggi dicono che vincerebbero i SI’, ma nell’ultimo Referendum, quello di Renzi, i SI’ erano ancora più avanti. Poi arriva il momento che la gente ragiona.
Poi ci spieghino come miglioreranno le cose sorteggiando i magistrati che vanno al Consiglio Superiore della Magistratura. Se vogliono limitare il peso delle correnti facessero dei Collegi piccoli, come in politica. Quando il Collegio è piccolo prevale la persona rispetto al partito che esprime una corrente.
Con l’idea del sorteggio, allora da qui in poi il Presidente della Repubblica lo eleggiamo con l’Enalotto.
La destra è abilissima nella comunicazione: per esempio Salvini va in TV e dice. “Ci sono i cinghiali che fermano i treni, ne parlerò con il collega Lollobrigida”. Siamo al teatro dell’assurdo che neanche Beckett si sarebbe inventato.
C’è in giro una ideologia secondo la quale chiedi a Lollobrigida se i treni ritardano o tiri in ballo Garlasco per la divisione delle carriere dei magistrati.
PD E CAMPO LARGO
E’ vero che la Schlein ha favorito una crescita elettorale del Pd che si è fermata. Ma chi sta crescendo?
Oggi la canzone del solista arriva solo ai suoi, solo la canzone del coro può allargare.
Il problema non è la Schlein. Bisogna comprendere che la politica è un fatto gravitazionale: tu devi avere un progetto che si rivolga sì ai tuoi, ma che sia anche attrattivo per molte parti. Ci vuole un’idea di Paese che sia esprimibile in quattro o cinque questioni che si capiscano, che indichino da che parte stai e cosa vuoi fare e, su queste, lavorare per un patto con altre forze che sia credibile.
Capisco che c’è un’idea che la politica sia gravitazionale, ma non può essere sommatoria e cioè un patto dove ciascuno, distinguendosi un po’ dall’altro e cantando la canzone da solista, garantisca solo i voti dei suoi. In questa logica tutti sono costretti a cantare da solisti, manca un patto.
Le primarie hanno un senso se hai un progetto alle spalle, solo con un progetto solido puoi permetterti le primarie. Invece le primarie, se ti consideri ancora ‘campo largo’, le sconsiglio: solo se hai un progetto, dove sono già delineati i punti programmatici, dove c’è già la struttura di una alleanza le primarie si possono assolutamente fare. Poi si possono cambiare i regolamenti per come attuarle.
FUTURO
Quest’anno mi ha fatto venire in mente Gramsci che diceva che “quando il vecchio mondo muore e il nuovo non si affaccia ancora, in quel chiaroscuro possono nascere i mostri”.
Questa percezione è presente ed è dovuta al salto tecnologico micidiale e alle politiche di potere che ne stanno venendo fuori. Da qui questo rumore di guerra che è diventato una realtà possibile.
Io spero che l’anno prossimo si riescano a mettere al centro fiducia e serietà, spero che sia l’anno che abolisce la demagogia e guardi in faccia i problemi.
E’ chiaro che in questa dinamica che si è aperta, con cinque sei o sette Paesi europei che rilanciano un progetto europeo in chiave di autonomia strategica, finiamo sudditi.
Un Paese fondatore come l’Italia, davanti a una situazione del genere, non può difendere l’unanimità sulle decisione da prendere alla UE. Si facciano delle collaborazioni sui temi cruciali.
Centinaia di miliardi di debito comune hanno senso se ci si occupa del sociale, della condizione ambientale, della transizione industriale e anche della difesa europea, se però parliamo di difesa europea e non di dare soldi agli americani e basta.
Il 2026 richiederà serietà perchè sarà un anno importante per prendere in mano i problemi.
La società italiana si sta dividendo, si sta frantumando.
Ad esempio le banche hanno grandi bilanci e con questi profitti rinnovano buoni contratti per i dipendenti. Però le banche esternalizzano le pulizie, si servono dei call center e in questi settori i lavoratori guadagnano 7,5 euro all’ora.
Cioè non c’è niente che sgocciola verso un pezzo di società. C’è una dinamica di disuguaglianza galoppante che sta separando i comparti sani della società. Un governo deve capire e guardarle queste cose.
VARIE
Non rispondo qui su quali siano i miei difetti e i miei pregi personali se è questo che mi chiede. Posso solo parlare di quelli inerenti la mia attività come politico.
In politica ho avuto credo due pregi: come amministratore non ho mai lasciato le cose come le ho trovate e mi sono sempre sforzato di dire meno stupidaggini possibile. Adesso i politici dicono cose senza senso.
Il mio difetto è che mi manca una cosa che in politica è necessaria e cioè l’ambizione. Le racconto un fatto, una volta, mi avevano appena nominato ministro, incontrai De André e lui mi disse: “Fai il ministro, ma sembra che non te ne freghi molto” e da un occhio di artista ci aveva visto giusto.
Invece in politica l’ambizione ci vuole, io non ho avuto la spinta che forse ci sarebbe voluta.
Ho imparato le metafore che dico da mia nonna, una semplice spigolatrice. Lei per dire che di una cosa ce ne era moltissima, diceva: “ce ne è tanta da fare l’orlo al Po”. Per mia nonna non era una metafora, ma proprio il linguaggio.
La famosa “mucca in corridoio” invece era una frase che mio padre diceva normalmente e intendeva uno che non vedeva proprio l’evidente.
Avversari stimabili? Io non riesco a stimare nessuno se da questa persona mi divide un tema di fondo, non riesco a superare le differenze forti.
Chi governa deve riconoscere quando c’è un problema serio. Ce ne è uno che riconosca un problema nel Paese?
A sinistra invece sono deluso da tutti quelli che non ci credono più, quelli che non hanno capito che la sinistra è un fiore di campo. La sinistra ci sarà sempre, è l’idea originaria che abbiano uguale dignità tutti gli uomini e le donne del mondo.
Questa idea di società rimarrà sempre.



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🛻 Outrun the wasteland in Escape Raid—thread ruined highways, bait enemy convoys, and chain near-miss boosts; think you can survive 90 seconds without a crash? post the run.