Insieme siamo l’America

per Filoteo Nicolini

Durante l’ Halftime Show del Super Bowl 2026, il cantante di Puertorico Benito A. Martinez Ocasio ha celebrato la cultura latino americana cantando in spagnolo e facendo della festa un momento di protesta e ribellione gioiosa. Nell’ora tragica quando le famiglie latino americane si nascondono negli USA di fronte alle retate, le deportazioni e le intimidazioni, il concerto in diretta mondiale  ha raggiunto un pubblico stimato in più di 100 milioni di telespettatori, con un messaggio alternativo all’ odio, con il linguaggio del ballo e della gioia, fatto di rivendicazione identitaria.  Lo slogan finale è stato: “Insieme siamo l’ America”. Lo show è stato un omaggio al suo paese natale Puerto Rico, che appartiene agli USA ma non gode degli stessi diritti degli Stati Federati. Ha poi elencato tutte le Nazioni dell’ America, meridionale, centrale e settentrionale con le rispettive bandiere.

 

Nei primi tempi dopo il mio arrivo al Sud America, mentre ancora apprendevo il castigliano e muovevo i primi passi, al mio riferirmi al vicino del Nord  come “America” e chiamando “americani” ai suoi cittadini, venivo sempre corretto dagli amici, i quali esigevano che io dicessi  “Estados Unidos” e “estadounidenses”. E ciò giustamente, essendo America composta dal Nord, Centro e Sud, e ritenendosi “americani” tutti insieme con pieno diritto. Quindi, peruviani, colombiani, cubani, cileni e così via erano tutti cittadini “americani”. Le persone che conoscevo avevano saperi semplici e profondi, poco disposte a cristallizzare le loro idee e scambiarle per erudizione. L’ erudito e il saccente sono stato io per un tempo, fin quando e’ crollato quel piedistallo su cui il sapere europeo si era montato.

Circolava anche una espressione messicana che la diceva lunga sul vicino del Nord:” Tan lejos de Dios, y tan cerca de Los Estados Unidos!”#

In parole povere: le persone non erano così abbagliate, come invece tante in Europa, dall’ illusione degli ideali di libertà e democrazia attribuiti agli Stati Uniti. Molti cittadini venezuelani nutrivano sentimenti non proprio favorevoli agli USA, ricordando le azioni militari a Grenada e Panama. Bastava parlare con i tanti esiliati sopravvissuti alle dittature del Cile, Uruguay e Argentina che avevano trovato una seconda Patria in Venezuela. Il Sud America era per me ben rappresentato dai tanti emigrati e ne ho conosciuti vari con storie dolorose di scomparsa di familiari e amici mai più ritrovati.

Gli Stati Uniti erano comunque il principale riferimento commerciale da dove si importavano tecnologie e automobili, oltre che meta e miraggio per chi aveva risorse economiche e vi manteneva il conto corrente. L’ esodo massiccio di uomini donne e bambini da tante nazioni sud e centro americane che cercano una opportunità altrove oggi come oggi e’ una dura necessità esistenziale. I latini non sono odio né volgarità.

 

FILOTEO NICOLINI 

# Così lontani da Dio…e così vicini agli Stati Uniti!

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