Massimo Cacciari: “America Senza pudore, la ‘difesa preventiva’ riconosciuta solo a Trump”

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Alessandro Mantovani
Fonte: Il Fatto Quotidiano

Massimo Cacciari: “America Senza pudore, la ‘difesa preventiva’ riconosciuta solo a Trump”

“Una volta si cercava trattativa, la mediazione, ora non più. Ogni barlume di quello che si diceva diritto internazionale è venuto meno, le istituzioni che dovevano che dovevano proteggerlo sono crollate. Ci sono gli Stati, gli imperi e ognuno fa da sé”, dice Massimo Cacciari.

I leader europei balbettano, a parte Sanchez nemmeno mezza critica sulla presa di Caracas. Intanto da 4 anni armano l’Ucraina contro l’invasione russa.

Mi pare che Meloni abbia detto che Trump ha fatto bene.

Ha detto “legittimo intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi” che verrebbero dal “narcotraffico”.

Vige il principio della difesa preventiva. Facciamo un discorso formale, di diritto: la Russia invade l’Ucraina in base a un concetto di difesa preventiva, perché non vuole i missili a 200 km da Mosca. È un’idea. Se sono certo che mi stai ammazzando perché dovrei aspettare che mi spari? Ma è barbaro e bestiale che queste idee vengano sollevate solo pro domo propria, hanno perduto ogni universalità. Incredibile è il venir meno di ogni pudore. Secondo Meloni il principio vale per Trump ma non per Putin. Prima c’era un equilibrio di potenze, ora solo il diritto del più forte. Il mio maestro Gennaro Sasso dice che è sempre stato così, nulla di nuovo sotto il sole, però…

Però dopo la Seconda Guerra Mondiale è sorta un’architettura di diritto internazionale che ora sembra crollare. O no?

Sì, dopo i disastri della prima metà del Novecento ci siamo tutti imbarcati in un’illusione da cui ci stiamo dolorosamente svegliando. L’idea che i ceti dirigenti occidentali stessero muovendo verso un diritto internazionale valido, valevole, efficiente. Grazie anche a un equilibrio di potenze che ha più o meno garantito procedure di compromesso e mediazione, per 50/60 anni siamo vissuti in questa illusione.

In questo secolo gli Usa hanno preteso di portare la democrazia in Iraq e in Afghanistan, con i risultati che abbiamo visto. Oggi Trump annuncia che gli Usa guideranno “temporaneamente” il Venezuela” e ne “gestiranno le infrastrutture petrolifere”. Cosa c’è da aspettarsi?

C’è una differenza con gli interventi nel Medio Oriente o nel Golfo. Lì c’era un’ideologia, quella della nuova destra: dopo la caduta del Muro siamo noi l’unico impero, abbiamo il diritto e anche il dovere di governare il mondo. C’era una scuola di pensiero che ha sostenuto questa visione negli Usa, accelerata dall’11 settembre. Qui per il Venezuela è diverso, è la riproposizione della dottrina americana che risale a Monroe, all’Ottocento: il continente americano è roba nostra. Gli è scappata, finora, Cuba. Ma è la dottrina Monroe, lo spazio vitale, il Lebensraum americano. Trump l’ha detto in modo un po’ strampalato, riferendosi anche al Canada, si sono messi tutti a ridere ma non c’è niente da ridere.

Oggi c’è chi vede un nuovo equilibrio: Trump prende il Venezuela, offre garanzie alla Russia in Ucraina, la Cina potrà prendere Taiwan.

Nel disegno trumpiano probabilmente è così. Ma sull’America Latina non si discute, la questione Venezuela è questa. Abbiamo avuto Panama, il Cile. Bisognerà vedere quali margini si aprono per l’Ucraina e Taiwan, che però sono cose diverse. L’Ucraina riguarda l’Europa, a cui Trump ha detto: se volete fare la guerra per l’Ucraina, fatela pure e vediamo come va a finire.

In questo scenario l’Europa non esiste.

Mi auguro che non esista. Ogni volta che interviene fa peggio, rende più difficile la soluzione dei conflitti. Così in Medio Oriente, con le primavere arabe e adesso in Ucraina: falliti i tentativi della Merkel e di Hollande a Minsk, è augurabile che l’Europa si tolga di mezzo.

Babelezon bookstore leggi che ti passa

Articoli correlati

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.