Fonte: Politica prima.it
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di Mario Botteon 20 gennaio 2015
Perché nel nostro Paese non c’è il diritto UMANO di poter morire con dignità? Perché non si può scegliere di porre fine ai propri giorni nel momento in cui è molto più doloroso vivere che morire?
So bene che a questo argomento è stato discusso molto dalla politica. Soprattutto nel caso di Eluana Englaro, e non solo in quello.
Poter disporre della propria vita, nei casi in cui non c’è più nessuna speranza di vivere, senza dover sopportare dolori che fanno perdere la dignità a qualsiasi persona sarebbe una scelta di CIVILTA’ che caratterizzerebbe la maturità di una società civile.
In Italia così non è.
Nel nostro Paese ci si affida freddamente ad un Tribunale se si ha il diritto di “staccare la spina” o meno.
Ma un conto è assistere attoniti ad un dibattito sull’argomento dei politici, più che altro propagandistico che credibile, altro è vivere accanto ad una persona il dramma di una donna che ami da oltre 50 anni, con la quale hai convissuti tutti i momenti belli o meno della vita, che se ne sta andando in un modo terribilmente doloroso.
Sto parlando purtroppo di mia moglie. Mia moglie è stata colpita da un tumore chiamato “killer silenzioso”, infatti se ne è accorta solo quando ha iniziato a sentire dei dolori alla gamba sinistra, ma il killer, a detta dei medici, stava “lavorando” silente da più di un anno, partendo da un polmone.
I dolori alla gamba, ed ora in tutto il corpo, non sono altro che le metastasi create dal killer. A detta degli medici, non c’è nessuna speranza di vita, è solo una questione di poco tempo.
È doloroso farlo, ma ho deciso di parlarne pubblicamente perché è ora di finirla che della gente che ha un suo credo religioso (che io rispetto), oppure dei politicanti che si proclamano “atei devoti”, per i quali non ho nessun rispetto, impongano a delle persone che soffrono delle pene terribili, di dover vivere e di sopportare una tortura, che alla fine porta sempre allo stesso epilogo, la morte.
E’ tempo di finirla di imporre il proprio credo a tutti.
Mi sono rivolto a tutti i medici amici, alle strutture dove lavorano, ma la risposta è sempre la stessa: “pratichiamo la terapia del dolore, ma non possiamo andare oltre”.
Sarebbe già molto se detta terapia funzionasse davvero, ma così non è. Allora perché mia moglie deve soffrire così tanto? Perché, lei che è sempre stata una persona dinamica, vivace, buona e lavoratrice, deve morire indecorosamente soffrendo terribilmente, non riconoscendo nemmeno più i propri famigliari?
Poter scegliere di porre fine alla propria vita, sarebbe una scelta di civiltà dicevo, che, tra l’altro, chi dispone di tanto denaro, si può già permettere andando in un Paese diverso dal nostro.
Anche in questo caso estremo la ricchezza fa la differenza.
Ma una volta tanto vorrei difendere anche i ricchi, infatti non è colpa loro se nel nostro Paese non c’è la possibilità di scegliere di poter morire conservando la propria dignità.
La colpa è dei politici incapaci, cinici, ai quali non importa nulla della sofferenza altrui. A loro interessa solo ed esclusivamente prendere i voti per essere eletti la prossima volta. Altro che fare scelte di carattere civile che avrebbero (ne sono sicuro) il consenso anche di coloro che sono credenti.
Mi chiedo: Quando finirà tutto questo?


