Autore originale del testo: Alfredo Morganti
Politica for dummies e tecnica al potere
Hanno voluto il tecnico, l’uomo che non cerca il consenso, che decide in quanto “migliore”, e hanno spianato lo spazio politico sino a renderlo lliscio, quasi senza opposizione, pur di offrirgli le condizioni migliori di governo. Beh, adesso i “governatori” di centrodestra e Bonaccini si plachino, non chiedano aperture in nome dei loro elettori e in nome del consenso elettorale, ma si acconcino nel loro angoletto e collaborino. Mi sembra l’esito finale di questo processo che ha condotto da un governo politicissimo a una cosa larga e senza steccati. A questo d’altronde conduce la “tecnica” applicata al campo politico, azzera l’interesse per il consenso, restringe l’ascolto verso gli elettori, mette un po’ fuori gioco i politici dei territori, quelli di prossimità, quelli che ascoltano più le categorie che le ragioni della salute e della sanità.
Non è che Draghi non abbia sbandamenti, al contrario. Ma non sono dovuti al suo senso per la politica (scarso) e per il consenso elettorale (ancor più), quanto alla chiara difficoltà di gestire il virus, di mettere in pratica i piani che si sbandierano, di far tornare i conti di economia e salute. Cosa credeva Zaia, che defenestrato Conte avrebbe fatto il suo comodo? E Bonaccini? Che decollato Zingaretti poi gli porgevano il Nazareno su un vassoio d’argento? C’è poco acume nei politici e nelle figure istituzionali locali, questa è la prova. D’altronde, abbiamo costruito una democrazia delle “primarie”, dove la classe dirigente è roba eletta da passanti, dove si diventa dirigenti per schiribizzo o per una sorta di lotteria.
Davvero la democrazia gioca a dadi, ultimamente. Già prima c’era il nepotismo, oggi nemmeno più quello. Si procede a tentoni, come sonnambuli. Prendete Debora Serracchiani. Che deve tutto a un intervento in un’assemblea, che, come dice Giorgio, facevamo più belli noi 40 anni fa in FGCI, anche se non ci hanno comunque portato la stessa “fortuna”. Oppure prendete la Madia, orgogliosa di essere incompetente in politica, come se l’ignoranza fosse un vanto. Ecco, qui vedete a cosa porta il connubio crescente di politica for dummies e “tecnica” arrembante al potere con tanto di fanfara dei media. Poca, anzi pochissima roba davvero. Cose così. Quisquilie.


