di Fausto Anderlini – 20 giugno 2017
Una riflessione notturna sulla colla. Il Vinavil è una sostanza chimica dall’aspetto spermatico e dall’odore acre. Non c’è chi nella sua vita non ne abbia fatto uso, preferendolo all’attaccatutto, al mastice o al nastro isolante. Ma quasi sempre con risultati deludenti, perchè ciò che è rotto è rotto.
Prodi è astuto. Il suo scopo è far maturare un’alternativa moderata di centro a Renzi. Pisapia è un depistaggio e comunque la missione a lui affidata è di ammansire la sinistra impedendo che prenda corpo come soggetto autonomo. Comunque una questione secondaria. Il suo vinavil non mira a pacificare il campo attorno a Renzi, come desidererebbe un tipo come Scalfari, ma a far avanzare Enrico Letta. Unica figura spendibile non solo per recuparare al Pd una qualche capacità di mediazione ma anche per l’eventualità di soluzioni di ‘governo neutro’ ‘larghe intese’ o sotto ‘tutela istituzionale (cosa già indicata, a suo tempo, da Bersani che con il pisano ha, come noto, un rapporto di stima mai venuto meno). Proprio estraniandosi nel più assoluto riserbo evitando ogni zuffa con l’inviso usurpatore Enrico Letta, al quale non manca la stoffa del vero statista, ha creato le condizioni (e soprattutto l’aura) per un rientro dall’eremo, come ‘riserva repubblicana’.
Con Letta appiccicato col Vinavil Renzi si troverebbe a tu per tu con un concorrente temibile nel suo stesso spazio di azione. Che in più lo odia. Per Renzi evitare che Letta gli sia incollato addosso è questione esistenziale decisiva. Il massimo che può offrire è una qualche forma di cooptazione per Pisapia e una pattuglia ristretta di prodiani. La mia impressione, tuttavia, è che l’establishment nostrano ed europeo si è mosso in ritardo non fornendo il sostegno necessario all’operazione Orlando. Perciò l’operazione fallirà a meno di show down altamente drammatici.


