LeU, candidature e catapultamenti da Roma

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Pina Fasciani

di Pina Fasciani – 21 gennaio 2018

Spero si chiuda presto la definizione delle candidature. È un lavoro tremendo e non invidio chi sta lavorando in queste ore per trovare equilibri nazionali tali da minimizzare i profili nefasti di questa legge elettorale truffaldina.

Per Liberi e Uguali il lavoro è ancor più arduo, una forza giovane che si misura per la prima volta con le urne deve tener conto di molti elementi, ma uno in particolare deve salvaguardare, quel tanto di rappresentanza che la legge nega, cercando di consentire ai cittadini di individuare una nostra riconoscibilità, tale da riavvicinarli al voto, in particolare quelli di sinistra che hanno abbandonato rifugiandosi nell’astensione.

Parlando di rappresentanza è evidente che le candidature devono rispecchiare vari criteri:
quello di rappresentare le sensibilità dei fondatori ovvero Articolo 1, Possibile, Sinistra Italiana;
quello di rappresentare le donne; quello di rappresentare pezzi di società civile;
quello di rappresentare personalità di rilievo della politica ;
quello di rappresentare i territori;
quello di rappresentare parlamentari che hanno svolto in questa legislatura un lavoro coraggioso.

Sono sei criteri , molti, che dovrebbero informare la costituzione delle liste.

Se facciamo i conti con i sondaggi, a meno di uno scatto, che io caldamente auspico, Liberi e Uguali dovrebbe eleggere dai 27 ai 30 rappresentanti. Poco per contenere tutti quei criteri e rimandare tutti gli attuali deputati e senatori sugli scranni ( mi sembra siano oggi intorno ai 60).

Questo è l’inghippo, una sorta di triplo salto mortale che ci mette a dura prova .

Che fare? Direbbe Lenin?

Difficile dirlo, ma di una cosa sono certa, bisogna avere VOTI per conquistare più seggi possibili. E se è vero che il nostro potenziale bacino elettorale è del 17%, bisogna scegliere chi nei territori è più capace di attrarre consensi con figure conosciute e popolari, legate a quel territorio.

I catapultamenti da Roma , di persone sconosciute, seppure comprensibili e in alcuni circoscritti casi nacessari, non farebbero che inaridire la nostra capacità attrattiva e semmai indebolire lo slancio indispensabile per condurre una già difficilissima campagna elettorale .

Certo ciò che è importante è il progetto politico, ma fare buone candidature aiuta quel progetto ad andare avanti.

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