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Sardine a Bologna: un gruppo di giovani manifesta contro Salvini cantando “Bologna non si Lega”

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Ennesima campagna elettorale di Matteo Salvini in Emilia Romagna, batte tutte le piazze con a fianco la candidata Lucia Borgonzoni. Solo che oggi ha Bologna il leader della Lega si è trovato di fronte una amara sorpresa: un gruppo di giovani sul web hanno invitato a partecipare a una pacifica manifestazione in opposizione a Salvini in piazza Maggiore e in poco tempo un numero impressionante di persone si è ritrovata allegramente nella piazza, viene letta una strofa della canzone “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla, che viene poi diffusa tramite gli altoparlanti. In chiusura, il coro è: “Bologna non si lega” (video). Il commento degli organizzatori “Le stime le lasciamo a Salvini, ma di sicuro siamo più dei leghisti al PalaDozza”.

e il commento di Fausto Anderlini

Piazza Maggiore questa sera. Il flash mob spontaneo ed autoconvocato ha ampiamente superato il confronto. Un ingaggio clamoroso. Un sussulto civico di straordinaria vitalità. Che parte dalla città e che ha nelle città il proprio invaso energetico. Nel grande ciclo del socialismo furono le campagne a penetrare nelle città e a conquistarle. Ora la situazione si è rovesciata. Dalle città bisogna riconquistare il territorio. Con un progetto sociale che suturi la frattura e costruisca una società socialmente ed ecologicamente equilibrata. Bologna democratica civile e antifascista non molla.

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Ecco il resoconto de “Il Fatto Quotidiano

“Bologna non si Lega”, il flash mob delle “sardine” riempie pacificamente piazza Maggiore per dire no a Salvini: “Siamo liberi”

“Bologna non si Lega”, il flash mob delle “sardine” riempie pacificamente piazza Maggiore per dire no a Salvini: “Siamo liberi”
“Non abbiamo bisogno che venga il leader della Lega a ‘liberarci'”. Nella piazza principale della città in 12mila rispondono al flash-mob che si poneva come obiettivo di superare numericamente i partecipanti alla kermesse salviniana al PalaDozza (capienza 5.700 posti). “L’appello di noi ‘poveri quattro cristi’ ha raggiunto risultati che Salvini riteneva impossibili e tutto in sei giorni. Siamo più di loro”
Missione pienamente riuscita e risultato almeno raddoppiato. In piazza persone di tutte le età, molti giovanissimi, coppie con bambini, anziani, disabili, stranieri. La maggior parte con in mano delle sardine fabbricate a casa da sventolare, di tutti i materiali: carta, stoffa, fil di ferro, dipinte su cartelloni e rappresentate in tutti i modi. Sul Crescentone di piazza Maggiore tutti stretti l’uno all’altro, per l’appunto come sardine. Una protesta senza bandiere anche se hanno partecipato esponenti del Pd (come Andrea De Maria, Luca Rizzo Nervo e l’assessore del Comune di Bologna, Matteo Lepore) e di ‘Emilia-Romagna coraggiosa’ (come Elly Schlein), la lista a sinistra del Pd. Ma il miracolo l’hanno fatto loro: i bolognesi e non solo. “Siamo qua per protestare contro le politiche di Salvini – spiega Coline, una ragazza francese che è venuta in piazza con altri stranieri –, lo conosciamo anche nel nostro Paese. Le sue politiche sono razziste, antieuropeiste e populiste”. Fra i manifestanti anche il segretario del Pd di Bologna, Luigi Tosiani: “Bisognava essere qui – dice – a questa manifestazione spontanea, pacifica e gioiosa. La Lega ha detto che, anche a Bologna, l’appoggio a loro è scontato, questa folla dimostra che non è così e che la partita è aperta”. La gente grida: “Bologna non si Lega”; “Siamo tutti antifascisti” e canta ‘Bella Ciao’, anche i giovanissimi. “La resistenza a Bologna è ancora viva” dicono Tiziana, Carla, Oriana e Morena, quattro signore indomite che spiegano: “Bologna è antifascista, noi voteremo Bonaccini. Qui la sinistra ha sempre governato bene. La nostra città ha sempre fatto tesoro dei valori dell’accoglienza e della solidarietà. Noi diciamo ‘no’ al razzismo, alla xenofobia e anche all’incompetenza della Lega e siamo liberi, non abbiamo bisogno che ci liberi Salvini”.

“Non ci arrendiamo – dice Tiziana – mio padre era un partigiano e i bolognesi resistono”. Uno degli organizzatori prende la parola: “Questa è vita reale – dice -. E’ Bologna. La democrazia è sotto attacco ma non illudiamoci che qualcosa cambi se non alziamo neanche un dito”. “I nostri avversari – grida – giocano sporco, hanno fiumi di soldi che nessuno sa da dove arrivino e avvelenano sui social la vita democratica del Paese. L’appello di noi ‘poveri quattro cristi’, però, ha raggiunto risultati che Salvini riteneva impossibili e tutto in sei giorni. Siamo più di loro”. La folla li acclama e intona di nuovo lo slogan ‘Siamo tutti antifascisti’.

“Abbiamo deciso di partecipare – spiegano tre giovani amiche, Dea, Valentina e Simona – quando nessuno manifesta più di questi tempi, in un momento così violento, a un’iniziativa non violenta, per contrastare il modello di comunicazione di Salvini. La piazza c’è ancora, c’è ancora resistenza e protesteremo ancora, anche se come sardine”. Verso le 21 e 30 i manifestanti si disperdono non prima di essersi dati appuntamento alla prossima protesta.