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IL SUOLO SOPRA TUTTO – di MATILDE CASA e PAOLO PILERI – ed. ALTRECONOMIA
da www.ambienteambienti.com
Il suolo sopra tutto è un libro di grande attualità, in un Paese dove la rendita è considerata un diritto e le buone ragioni del suolo libero e agricolo sono spesso spazzate via a colpi di ruspa.
Salvare un solo prato vuol dire salvare anche tutta la terra. Nonostante – lo dicono i numeri dei “volumi” esistenti e non utilizzati- non ce ne sia affatto bisogno.
In Il suolo sopra tutto, un amministratore pubblico senza ombre e un professore per nulla noioso lavorano e scrivono fianco a fianco per difendere il suolo come “bene comune”.
La trama de Il suolo sopra tutto:
La storia di Matilde Casa, sindaco di Lauriano è ai confini della realtà. Nel 2015 è rinviata a giudizio e processata. La sua colpa? Tangenti? No. Aver impedito la costruzione di “quaranta belle villette” – come le dirà il Pubblico Ministero – trasformando un terreno da edificabile in agricolo. “Ben le sta, a Matilde Casa. In un Paese nel quale lo sport da decenni più in voga nei Comuni è fare scempio dei terreni agricoli per tirare su orribili e inutili palazzine, era il minimo che potesse capitare”, fu l’ironico commento di Sergio Rizzo in un articolo sul Corriere della Sera dell’aprile 2016. La storia ha avuto un “lieto fine” (la sentenza è riportata nel libro) ma suscita molte e amare riflessioni.
Questo libro – un lavoro a più mani – parte proprio dalla sua vicenda: Matilde Casa racconta, spesso in modo toccante, la propria difficile esperienza, dal punto di vista giudiziario ma anche umano, e la “solitudine amministrativa” che ha subìto (leggi qui l’incipit). Paolo Pileri, urbanista, ricercatore e militante del suolo, già autore di “Che cosa c’è sotto” (Altreconomia 2016), affronta invece il tema della cronica disgiunzione tra politica e “saperi esperti” e delle sue conseguenze, tra cui le recenti normative e i “piani” che fingono di tutelare il suolo, ma in realtà continuano a consumarlo (leggi qui l’incipit).
Come ricongiungere l’elaborazione accademica e urbanistica – ad esempio sul tema della gestione del suolo e sul suo “strumento principe”, il piano regolatore – alle scelte delle pubbliche amministrazioni? E secondo quali principi e parole? Quelli naturali o le definizioni ottuse della burocrazia? La risposta di Il suolo sopra tutto è mettere la manutenzione del paesaggio in cima alle priorità della nostra agenda politica e urbanistica.
Così scrive Luca Mercalli, nella sua bella prefazione: “Paolo Pileri con l’analisi del problema a tutte le scale cerca un terreno comune di riflessione e di azione e invoca posizioni razionali e normative efficaci. Bene, è così che si deve fare, sante parole!”.
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Le proposte finali sono radicali e chiare: è necessario suscitare nei cittadini una cultura ambientale e civica – dalla scuola fino all’università -, e fornire una nuova formazione politica, ripristinando le scuole di partito; i piccoli Comuni – 7 su 10 in Italia – devono trovare nuove strategie di cooperazione orizzontale (da soli si collassa) e se è necessario – e lo è – fondersi; il legislatore deve adottare strumenti efficaci per difendere i terreni dal cemento, a partire da una legge nazionale decente sul consumo di suolo; lo Stato deve tornare a fare lo Stato, assumendosi maggiori responsabilità sui temi legati al suolo: perché il suolo e i suoi “servizi ecosistemici” appartengono a tutti e non possono avere confini, comunali o regionali.
Gli autori
Matilde Casa (Chivasso TO, 1963) è sindaco di Lauriano (TO) dove è alla guida di una giunta totalmente femminile. Laureata in Scienze, per professione si occupa di agricoltura, gestendo un’azienda agricola. È stata presidente delle imprenditrici presso il COPA (Comitato delle organizzazioni agricole professionali europee) a Bruxelles, con il ruolo di esperto nelle direzioni generali della Commissione Europea. Da sindaco è assurta agli “onori” delle cronache per il processo subìto – nel quale è stata assolta – per aver trasformato un terreno edificabile in suolo agricolo. Nel 2016 ha ricevuto il Premio Ambientalista dell’Anno di Legambiente dedicato alla memoria di Luisa Minazzi. Attualmente è anche vicepresidente dell’Ente Parco del Po e delle colline Torinesi.
Paolo Pileri (Milano, 1967) è professore ordinario di pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano. Il suo ambito di ricerca è da sempre l’inclusione del tema del suolo e delle questioni ambientali, ecologiche, agricole e paesaggistiche nella disciplina urbanistica. È ideatore e responsabile scientifico del progetto VENTO (www.progetto.vento.polimi.it), la dorsale cicloturistica tra Venezia e Torino lungo il fiume Po che è stata inclusa nel Sistema Nazionale della Ciclabilità turistica. È autore di oltre 250 pubblicazioni tra articoli e libri: vedi su www.researchgate.net/profile/Paolo_Pileri. Ha già scritto per Altreconomia “Che cosa c’è sotto. Il suolo, i suoi segreti, le ragioni per difenderlo” (2015) ed è titolare della rubrica Piano Terra sulla rivista. Tra i suoi libri: “Compensazione ecologica preventiva” Carocci editore (2007); “Amor Loci” (con Elena Granata) Cortina Editore (2012), “VENTO. La rivoluzione leggera a colpi di pedale e paesaggio” (con Giacomel A. e Giudici D.) Corraini Edizioni (2015).
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Lauriano, Torino
L’assurda vicenda del sindaco Matilde Casa
Matilde Casa è il sindaco di Lauriano, nella città metropolitana di Torino, e ha fatto l’esatto opposto di quello che avviene nella maggior parte dei nostri territori: ha trasformato un terreno edificabile in area agricola, attraverso una variante al Piano regolatore. La sua scelta politica non solo non ha ricevuto il plauso di politici e amministrazioni locali ma l’ha costretta ad affrontare un processo penale. Si è trovata sul banco degli imputati con l’accusa di abuso d’ufficio per aver, come lei stessa dice riportando le parole della pubblico ministero: “impedito la costruzione di quaranta belle villette”.
“Un mondo all’incosì” è la definizione che Matilde Casa dà di quello che le è successo e che ha raccontato recentemente nel libro Il suolo sopra tutto, scritto a quattro mani con l’urbanista e docente del Politecnico di Milano Paolo Pileri, edito da Altraeconomia. Il mondo al contrario è quello che ha vissuto il sindaco di Lauriano nei mesi successivi, quando si è trovata a dover difendere in tribunale una scelta contro corrente a tutela del suolo agricolo. “Un mondo in cui se fai la scelta giusta , non solo non sei premiato come dovresti ma sei punito per questo”: così descrive la situazione paradossale che ha vissuto per quasi un anno, prima dell’assoluzione.
La giunta di Matilde Casa, durante il suo primo mandato, ha approvato un piano regolatore, votato in consiglio comunale, che riduceva la superficie edificabile nel comune, non limitandosi a mantenerle stabili. “Abbiamo fatto un passo in più: abbiamo invertito la tendenza”, spiega Matilde Casa. “La mia formazione mi ha certamente aiutata in questa scelta a tutela del suolo”, spiega il sindaco laureata in agraria e che di agricoltura si occupa anche per lavoro. “C’è una cosa fondamentale che si impara attraverso la conoscenza del suolo: più cementifichiamo meno acqua sarà assorbita dal terreno. Meno terreno sarà coltivato, meno le acque saranno irreggimentate – e aggiunge- non stupiamoci poi quando arrivano le alluvioni”.
A denunciare il sindaco è stato un cittadino, che sosteneva di possedere un permesso di costruzione su una delle aree interessate dalla variante al piano regolatore e accusava il comune di averlo danneggiato. L’imprenditore che ha portato in aula il sindaco si è anche costituito parte civile. In caso di condanna Matilde Casa avrebbe dovuto scontare un anno e mezzo di carcere e pagare 120 mila euro di danni. “Quello che più mia colpito – spiega il sindaco – dopo il primo interrogatorio in cui avevo dettagliato tutto il programma e le mie scelte ambientali è stata la reazione della pm che mi disse: ‘Ma lei lo sa che in questo modo ha impedito a questo signore di costruire quaranta belle villette?’. Lì ho capito che stavamo parlando due lingue diverse”.
Rinviata a giudizio nel 2015 il processo si è concluso con sentenza di assoluzione in formula piena del Tribunale di Torino nel mese di giugno del 2016. Una soddisfazione per il suo ruolo di amministratrice e un sollievo per la sua vicenda privata. “ E’ stato un periodo molto difficile, molto pesante – racconta Matilde Casa – quello che accade normalmente in questi casi è un ricorso al TAR, io ho dovuto affrontare un processo penale che mi metteva in gioco in prima persona”.
Matilde Casa durante il processo si è sentita abbandonata dalle istituzioni, trovandosi da sola a sostenere la scelta di riportare quei terreni alla loro vocazione originaria. “Quello che ho provato è stata solitudine, almeno inizialmente, per l’assenza delle istituzioni e del mondo del sapere, degli atenei, che avrebbero potuto aiutarmi”, spiega il sindaco. I terreni in questione erano originariamente terreni agricoli trasformati in terreni edificabili, senza che fossero già stati rilasciati permessi per costruire. La variante votata in consiglio comunale e proposta dalla giunta guidata da Matilde Casa si poneva anche un altro obiettivo: mettere in sicurezza un terreno collinare ad elevato rischio idrogeologico. “Non lo fa nessuno”, è la frase che più spesso si è sentita ripetere durante le sue battaglie politiche, quando da amministratrice voleva apportare cambiamenti.
Nello stesso anno della sua vittoria giudiziaria Legambiente l’ha premiata con il titolo di Ambientalista dell’Anno.“Non voglio essere un eroe, ma voglio semplicemente fare bene il mio lavoro di sindaco, preservando i nostri territori”. La sua vicenda è diventata mediatica e Matilde Casa ha ottenuto la solidarietà dei colleghi amministratori, dei cittadini e di tante altre persone che l’hanno portata ad esempio. “Quando il mio caso è diventato nazionale – conclude il sindaco – mi è arrivata la solidarietà anche da costruttori, architetti e consulenti”.



