di Luigi Altea, 9 gennaio 2019
Che bella la festa di Natale!
E’ la festa di compleanno di un uomo che può essere considerato, a pieno titolo, il primo e il più autentico comunista della storia dell’umanità.
Nacque in Palestina, anche allora occupata dai prepotenti di turno.
Per sfuggire alla persecuzione di un sovranista autoritario e violento, dovette rifugiarsi con la famiglia in Egitto.
Fino ad una certa età fece il falegname, poi andò in giro a dire cose che ai più apparivano assai strane, e quasi incomprensibili.
All’inizio lo seguì solo una dozzina di persone, che però, in breve tempo, divennero tante, tantissime.
Lo ascoltavano, e chi voleva capire capiva, anche senza le spiegazioni del parroco…
Diceva, ad esempio, “beati gli ultimi, beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, beati gli operatori di pace”.
Arrivò addirittura ad affermare che bisogna amare anche chi non ci garba, chi ci è antipatico…
Perché è troppo facile amare quelli che ci amano e che ci votano.
Distribuiva da mangiare a tutti, e non solo a quelli dei collegi di Betlemme e di Nazareth.
Sostenere che si può e si deve vivere in pace, senza togliere niente l’uno all’altro, amandosi e condividendo le cose in base ai bisogni di ciascuno, è senza dubbio il più forte dei messaggi comunisti che siano stati mai pronunciati.
I potenti, i ricchi, e le classi privilegiate, infatti, si spaventarono e cominciarono a diffondere fake news…
E per il primo comunista della storia andò a finire male.
Ma non è ancora finita.
No, finché ci sarà chi sfrutta e chi è sfruttato, chi è sazio e chi muore di fame, per il comunismo non è ancora finita…
Per il comunismo è ancora tutto da ricominciare!


