E’ ancora tutto da ri-cominciare

0
122

di Luigi Altea, 9 gennaio 2019

Che bella la festa di Natale!

E’ la festa di compleanno di un uomo che può essere considerato, a pieno titolo, il primo e il più autentico comunista della storia dell’umanità.

Nacque in Palestina, anche allora occupata dai prepotenti di turno.

Per sfuggire alla persecuzione di un sovranista autoritario e violento, dovette rifugiarsi con la famiglia in Egitto.

Fino ad una certa età fece il falegname, poi andò in giro a dire cose che ai più apparivano assai strane, e quasi incomprensibili.

All’inizio lo seguì solo una dozzina di persone, che  però, in breve tempo,  divennero tante, tantissime.

Lo ascoltavano, e chi voleva capire capiva, anche senza le spiegazioni del parroco…

Diceva, ad esempio, “beati gli ultimi, beati coloro che hanno fame e sete di giustizia, beati gli operatori di pace”.

Arrivò addirittura ad affermare che bisogna amare anche chi non ci garba, chi ci è antipatico…

Perché è troppo facile amare quelli che ci amano e che ci votano.

Distribuiva da mangiare a tutti, e non solo a quelli dei collegi di Betlemme e di Nazareth.

Sostenere che si può e si deve vivere in pace, senza togliere niente l’uno all’altro, amandosi e condividendo le cose in base ai bisogni di ciascuno, è senza dubbio il più forte dei messaggi comunisti che siano stati mai pronunciati.

I potenti, i ricchi, e le classi privilegiate, infatti, si spaventarono e cominciarono a diffondere fake news…

E per il primo comunista della storia andò a finire male.

Ma non è ancora finita.

No, finché ci sarà chi sfrutta e chi è sfruttato, chi è sazio e chi muore di fame, per il comunismo non è ancora finita…

Per il comunismo è ancora tutto da ricominciare!