Creta, Attica e nascita della cultura occidentale

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di Antonio Gaeta, 9 gennaio 2019

Prima di proseguire, sento il dovere di chiarire ai pochi miei lettori che questo articolo segue un percorso di ricerca storico-antropologica, iniziato con la separazione di alcuni importanti diramazioni nella diffusione della specie Foemina e Homo Sapiens, nata e proveniente dall’Africa centro-orientale.
Condizioni ambientali molto diverse accentuarono le divisioni tra chi scelse la stanziale trasformazione dei territori irrigati da fiumi e laghi in rigogliosi campi di coltivazione di specie vegetali fruttifere (agricoltura) e chi, invece, preferì continuare a dedicarsi all’economia di caccia e raccolta dei doni naturali, circostanza che favoriva il nomadismo.
Entrambe le discendenze della specie Foemina e Homo Sapiens realizzarono organizzazioni sociali, sfociate in civiltà, tuttavia caratterizzate da culture assai diverse.
Ciò che il racconto dei loro miti rivela é una concezione del mondo difficilmente aggregabile e sintetizzabile in un’unica tipologia culturale. Per questo il raro incontro tra esperienze, derivanti da civiltà assai diverse, diede inizio nel Mediterraneo, come in Cina e India, a nuove civiltà che definisco “miste”. Tale incontro per l’Europa costituisce il presupposto dello sviluppo dell’evoluzione culturale, che noi apprendiamo dagli eventi documentati nella storiografia. Penso, quindi, molto importante indagare sulle origini: quelle che permisero particolari contaminazioni, che acora oggi sono alla base della contraddittoria “Civiltà Occidentale”!

A tale scopo, la scelta del complesso mito di Minosse, Teseo, Minotauro e Arianna (1) non é stata dettata dal gusto della narrazione e relativa decodificazione di leggende, che hanno costituito cemento ideologico di popolazioni, sommariamente da noi conosciute come “greche” ovvero dell’antica Grecia.
Essa risponde a una precisa intenzione indagatrice: che é quella di focalizzare un’ubicazione storica, foriera di importanti avvenimenti, che ancora oggi condizionano la nostra vita di “occidentali”.
Come scrive Riane Eisler, “Si tratta di un periodo collocabile all’interno dell’Età del Bronzo avanzata, in cui nel resto del mondo allora conosciuto e civilizzato la Dea era sistematicamente sostituita da bellicose divinità maschili. Essa era ancora venerata come Hathor e Iside in Egitto, Astarte o Ishtar in Babilonia, o come Dea del sole (Arinna) in Anatolia. Ma era divenuta soltanto una divinità secondaria, considerata madre o consorte di divinità maschili più potenti di lei”. (2)
Un po’ ovunque il mondo assuneva le caratteristiche che noi oggi attribuiamo ai popoli già definiti “barbari” o comunque “incolti” e/o “primitivi”. (3)
La realtà quasi ovunque diffusa fu che l’adorazione per la donna, che già in età paleolitica era considerata unica portatrice di vita nel genere umano, per la prima volta nella storia dell’umanità cadde in declino. Come sappiamo, la causa fu l’incedere delle guerre di conquista: quelle condotte dagli uomini dei popoli nomadi, divenuti oltre che pastori anche guerrieri (ovvero che prediligevano – e prediligono – la morte) e le guerre conseguenti, definite “necessarie controffensive”.
Nell’isola di Creta, dove l’adorazione per la Dea regnava ancora incontrastata, non risultano tracce di guerre. Ancora nel II millennio a.C. (sebbene le invasioni indoeuropee fossero iniziate nel corso del IV millennio a.C.) l’economia e le arti a vocazione prevalentemente femminile fiorivano.
Anche allorché nel XV secolo a.C. l’isola cadde sotto il dominio dei Micenei, la Dea e lo stile di pensiero e di vita che essa rappresentava risultano (dai reperti) ancora saldamente radicati. Non é un caso che tutti gli archeologi concordano nel dire che l’invasione micenea diede avvio a un nuovo fecondo periodo cretese, caratterizzato dalla cultura “minoico-micenea” !
R. Eisler e Nicolas Platon (4) sono d’accordo nel ritenere che i primi dominatori indoeuropei, anche nelle aree della terra ferma già soggette all’influsso della cultura minoica, adottarono gran parte dei suoi aspetti: soprattutto religiosi. Ad esempio, nelle immagini del celebre sarcofago di Hagia Triada (XV sec. a.C. – cultura minoico-micenea), sebbene più austere e stilizzate – ma comunque inconfondibilmente cretesi – é ancora la Dea a guidare il proprio carro trainato da un grifone, per condurre il morto alla sua nuova vita (5).
Ancora la sacerdotessa della Dea – e non i sacerdoti vestiti con lunghe vesti femminili (come accadde in seguito e fino ai giorni nostri) – troviamo a svolgere il ruolo principale nei rituali raffigurati negli affreschi di calcare intonacati sulla superficie del sarcofago..
Tutto questo per dire che Minosse non fu un discendente di una dinastia cretese (come alcuni sostengono), bensì più verosimilmente un condottiero miceneo, portatore della cultura che prese il nome dalla città di Micene, che sposò la regina di Creta, divenendo a sua volta re e assorbendo la più grandiosa e prestigiosa cultura minoica.
Pertanto, per tornare al mito di Teseo contro il Minotauro, occorre dire che la “civiltà ateniese”, frutto della fusione di culture indoeuropee (Ioni, Achei) ed autoctone (Pelasgi) presenti nella “federazione attica”, si scontrò contro una civiltà anch’essa mista, composta da Cretesi e Micenei, per il predominio nel Mare Egeo.
Come vedremo di seguito, l’incontro di queste due “culture miste” favorì la crescita economica e il dominio di Atene in tutto lo spazio del Mediterraneo compreso tra l’Ellade, l’Anatolia (Cipro compreso) e Creta. Questo potere permise alla fiorente civiltà ateniese di tener testa prima all’invasione dei Dori, poi a Sparta e infine al più volte minaccioso Impero Persiano. La “civiltà occidentale” nasce da tale fusione, capace di generare un forte dominio culturale su Roma e il suo impero e di cui ancora oggi si esaltano pregi e gesta ma di cui si subiscono anche le contraddizioni.

NOTE:

(1) – Vedi: https://www.nuovatlantide.org/minosse-teseo-minotauro-aria…/
(2) – Vedi “Il calice e la spada” di Riane Eisler – pag. 89 – (FORUM edizioni)
(3) – In realtà quelli che nacquero dalle esperienze di aggregazione sociale caratterizzate dalla prevalente economia di caccia e di raccolta e relativo nomadismo, che favorì la diffusione di allevamenti animali indotti al pascolo.
(4) – Nicolas Platon – “Crete” – Naghel Publisher – Ginevra
(5) – Vedi: https://www.nuovatlantide.org/le-civilta-matrilineari-euro…/