Così fan tutti!!!

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Andrea Colli
Fonte: facebook

di Andrea Colli – 12 settembre 2014

“… un acuto editorialista ci fa notare che le inchieste sul nuovo ad dell’Eni Claudio Descalzi (indagato a Milano per corruzione inteirnazionale) e sui candidati renziani a governatori dell’Emilia Romagna Matteo Richetti e Stefano Bonaccin (indagati a Bologna per peculato) la dicono lunga sulla portata rivoluzionaria del renzismo. Descalzi, nominato da Renzi al posto di Scaroni, era il braccio destro di Scaroni. Infatti è inquisito con Scaroni per la megamazzetta nigeriana. Alla presidenza dell’Eni Renzi, in perfetta coerenza, ha piazzato Emma Marcegaglia, azionista e dirigente del gruppo di famiglia che pagò tangenti all’Eni per un appalto Enipower. Se questo è il rinnovamento, tanto valeva tenersi Scaroni. Idem come sopra sul versante politico. Chi sono i “renziani”? Ex comunisti o diessini, ex democristiani o margheriti che negli ultimi due anni, fiutata l’aria che tirava, si sono paracadutati sul carro del vincitore un attimo prima o un attimo dopo che vincesse. Nulla di male, intendiamoci: una classe dirigente non s’inventa tra un tweet e un selfie. Ma questa non è rottamazione, e nemmeno rivoluzione: è riciclaggio. E l’idea che i 39 anni di Renzi immunizzino tutti i suoi dai guai giudiziari è una pia illusione. I guai giudiziari dei politici non dipendono dalle idee politiche dei pm, ma dai comportamenti dei politici. E nessuno può meravigliarsi se anche i renziani cominciano a cadere nella rete delle Procure: se tutti –diconsi tutti – i consigli regionali d’Italia sono sotto inchiesta perché si facevano rimborsare spese private con soldi pubblici, era abbastanza prevedibile che i renziani che vi bivaccano da anni finissero nei pasticci.” (indagato a Milano per corruzione internazionale) e sui candidati renziani a governatori dell’Emilia Romagna Matteo Richetti e Stefano Bonaccini (indagati a Bologna per peculato) la dicono lunga sulla portata rivoluzionaria del renzismo. Descalzi, nominato da Renzi al posto di Scaroni, era il braccio destro di Scaroni. Infatti è inquisito con Scaroni per la megamazzetta nigeriana. Alla presidenza dell’Eni Renzi, in perfetta coerenza, ha piazzato Emma Marcegaglia, azionista e dirigente del gruppo di famiglia che pagò tangenti all’Eni per un appalto Enipower. Se questo è il rinnovamento, tanto valeva tenersi Scaroni. Idem come sopra sul versante politico. Chi sono i “renziani”? Ex comunisti o diessini, ex democristiani o margheriti che negli ultimi due anni, fiutata l’aria che tirava, si sono paracadutati sul carro del vincitore un attimo prima o un attimo dopo che vincesse. Nulla di male, intendiamoci: una classe dirigente non s’inventa tra un tweet e un selfie. Ma questa non è rottamazione, e nemmeno rivoluzione: è riciclaggio. E l’idea che i 39 anni di Renzi immunizzino tutti i suoi dai guai giudiziari è una pia illusione. I guai giudiziari dei politici non dipendono dalle idee politiche dei pm, ma dai comportamenti dei politici. E nessuno può meravigliarsi se anche i renziani cominciano a cadere nella rete delle Procure: se tutti –diconsi tutti – i consigli regionali d’Italia sono sotto inchiesta perché si facevano rimborsare spese private con soldi pubblici, era abbastanza prevedibile che i renziani che vi bivaccano da anni finissero nei pasticci.”

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