Dal gran finale Us open, alla fine del PD

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Gian Franco Ferraris

di Gian Franco Ferraris – 13 settembre 2015

Renzi è letteralmente volato a New York a vedere la finale di tennis Vinci-Pennetta per l’ennesimo spot pubblicitario a spese del contribuente,

Enrico Letta Il mio governo ridusse la flotta di ‪#‎aereiblu‬, false le voci riprese dal Corriere della Sera.

No allo spreco di ‪#‎soldipubblici‬, inutili nuovi aereihttp://t.co/3kOg8k6Qj2Il premier Renzi in una foto di repertorio (Ansa)

ci sono state alcune polemiche e una difesa davvero singolare di Matteo Orfini (Pd): Renzi a New York? Come Pertini nel 1982 e aggiunge “Evidentemente, visto che non hanno argomenti per contestarci politicamente, perché l’Italia sta ripartendo, si inventano polemiche che non esistono”.

Orfini dimentica alcuni “dettagli”. Sandro Pertini era il Presidente della Repubblica e andò a sostenere  l’Italia ‘la Nazionale? che giocava la finale dei mondiali di calcio contro la Germania. Ora giocavano la finale due tenniste italiane e la vittoria era assicurata. Pertini poi, fece il viaggio di ritorno in aereo con la squadra tanto è vero che lo immortalarono con Bearzot ed altri calciatori mentre giocava a carte a scopone scientifico.

Pertini_bearzot_causio_zoff_1982

Lo scopone scientifico è un gioco di carte magico, perché vince sempre la coppia più forte indipendentemente dalla fortuna delle carte. Dubito che Renzi sappia giocare a scopone, ma di certo Flavia Pennetta e Roberta Vinci non avrebbero gradito fare il viaggio di ritorno con il Presidente del Consiglio, un selfie dura qualche secondo, il viaggio di ritorno parecchie ore.

Matteo Orfini e Matteo Renzi paiono i nipotini dei Borgia, per i quali la morale non ha niente a che fare con la politica, con un’ambizione e una tenacia senza scrupoli; hanno vinto una bieca lotta di potere  e sostituito le logore liturgie dei partiti con  una vera e propria corte nel senso rinascimentale del termine. I soprusi e gli  intrighi sono i meccanismi per conservare il potere e mantenere l’ordine stabilito.

Da più parti si cerca di ricominciare ma è davvero incredibile la mancanza di una riflessione condivisa che spieghi come sia potuto accadere che proprio a sinistra abbia preso il soppravvento una serie di personaggi che hanno per comun denominatore un connubio micidiale di incompetenza e di etica degra­data e per­so­na­li­stica.

Come ha ben scritto Asor Rosa: “La sini­stra, — un po’ tutta: quella del centro-sinistra-destra, che ci governa, e quella della “sini­stra al tempo stesso clas­sica e nuova”, in Ita­lia non ha (e/o non vuole avere) memo­ria. Non ha intro­iet­tato e tanto meno meta­bo­liz­zato la Bolo­gnina di Occhetto, la bica­me­rale di D’Alema, la teo­riz­zata e con­cla­mata auto­suf­fi­cienza dei Ds di Wal­ter Vel­troni, la pugna­lata nella schiena inferta al Governo Prodi da Rifon­da­zione Comu­ni­sta,” il tradimento a Bersani prima e a Letta poi, non c’è mai stata neanche una spiegazione per lo  smi­su­rato soste­gno isti­tu­zio­nale e costi­tu­zio­nale del Pre­si­dente Napo­li­tano all’esperimento Renzi.

 Abbiamo alle spalle un numero straor­di­na­rio di scon­fitte sia sul piano poli­tico sia su quello per­so­nale,  ma questo non è sufficiente per costruire una nuova formazione politica di qualità, quando manca la capacità di comprendere l’impressionante declino della classe politica comu­ni­sta post-berlingueriana (Occhetto, D’Alema, Veltroni, Fassino a livello nazionale e tutti gli altri a livello locale).

In questi 25 anni sono stati gettati a mare valori positivi e caricata nella stiva vera e propria zavorra. Passo dopo passo siamo arrivati al governo Renzi, in cui non c’è un provvedimento che sia mini­ma­mente con­di­vi­si­bile. Il Jobs act, il pro­gramma devastante e anti­am­bien­ta­li­sta delle Grandi Opere, la cosid­detta “Pes­sima Scuola”.  Peggio ancora il Pasticcio costituzionale, la legge elettorale e le scelte in materia economica.

 Penso che le persone di buona volontà debbano rendersi conto che il loro posto non è più sulla gradinata ma dentro l’arena. Fare gli spettatori è da masochisti, il pericolo concreto è quello di essere divorati da questo processo politico/sociale. Tuttavia per potersi impegnare ci sono alcuni nodi cruciali da dirimere: Quale Europa? Quale politica economica? Quale politica  a livello locale?

Eppure, anche in questa fase, ogni occasione è buona per litigare, tra Lista Tsipras, coalizione sociale, civatiani, fassiniani, Sel, ecc. A ogni elezione locale ci si divide sull’alleanza o meno con il Pd.

Da oltre vent’anni sentiamo parlare delle ottime amministrazioni del centro sinistra, ma se andiamo a vedere nello specifico, hanno prodotto risultati mediocri: scarsa qualità nei servizi ai cittadini, mancanza di investimenti in opere pubbliche necessarie (a partire dalla manutenzione delle strade), scuola, ambiente e paesaggio trascurati. In sintesi sono aumentate le spese correnti e inutili e sono crollati gli investimenti e l’occupazione. Le tasse per i cittadini, peraltro, si sono moltiplicate.

Serve un programma davvero innovativo che si preoccupi veramente dei problemi degli italiani.

A livello nazionale occorre individuare pochi ed essenziali punti programmatici, che potrebbero essere quelli indicati più volte da Luciano Gallino (https://www.nuovatlantide.org/cambiare-governo-affrontare-la-crisi/) o altri – “ purchè siano pochi e di peso analogo. Lo scopo è semplice: ottenere che alle elezioni …. parecchi milioni di cittadini votino per una società migliore di quella verso cui stiamo rotolando, a causa dei nostri governi passati e presenti, non meno che della deriva programmata della UE verso una oligarchia ottusa quanto brutale.” (Luciano Gallino)

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