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di Lucia Del Grosso – 29 gennaio 2015
Mattarella chi? Quello con la schiena dritta, che non esita a dimettersi da ministro se deve difendere un principio, come fece nel ’90 in dissenso con la legge Mammì? Il fratello dell’eroe Piersanti vittima della mafia? Il giudice costituzionale? L’hombre vertical che si farebbe uccidere come il fratello per servire lo Stato?
Stiamo parlando di quel Mattarella lì?
E ci volete far credere che è il candidato che Renzi ha sempre sognato? Ci dobbiamo togliere tanto di cappello come scrive Bracconi perché tra il Patto del Nazareno e il partito ha scelto il partito? Che scelta lacerante, deve essere stata una riflessione veramente tormentata (un quarto d’ora di incontro con Bersani in cui “hanno ragionato bene”).
Mi raccomando, culliamoci su questo risveglio di Renzi dalla sbornia del Nazareno, nella convinzione che la sua sia una scelta strategica. Non ho mai visto scelte strategiche che si invertono a cadenza quotidiana, sono una innovazione di Renzi. Perché semplicemente non ne fa! Le faceva Napolitano per lui. Il suo orizzonte è tattico, gioca su più tavoli possibile fino a quando non si incarta e allora fa leva sul senso di responsabilità della “ditta” che gli leva le castagne dal fuoco. O almeno ci prova.
Però ha fiuto. E ha capito che il Patto del Nazareno è come il pesce e l’ospite, ci ha messo più di tre giorni, ma ha cominciato a mandare quel sentore di marcio che gli sta facendo perdere un punto di consenso a settimana. Iniziava ad aleggiare il fantasma del Pasok, passato dai lustri del 44% del 2009 a nemmeno il 5% di oggi, un grande partito disintegrato in 6 anni.
Come prima aveva sentito l’odore di cadavere di Berlusconi, tanto disperato da spennare per le riforme.
E vogliamo chiamare questi slalom per tenersi in bilico genio politico?
Io ho pronta una scorta di pop corn per assistere allo spettacolo del dopo elezione del Presidente della Repubblica, sempre ammesso, come spero caldamente, che venga eletto il candidato di Bersani (ripeto, non di Renzi), l’integerrimo Mattarella.
Continuerà a tenere per gli organi di riproduzione Berlusconi, che dovrà rassegnarsi a veder sfumare una favorevole chiusura del suoi dossier al Quirinale (grazia, agibilità politica, diavolerie varie), ma continuerà a coltivare qualche residua speranza sulle pratiche ancora aperte a Palazzo Chigi. Con buona pace della sinistra PD che si congratula con se stessa: “Visto come premia la lealta?”.
Ma Bracconi esulta perché Renzi tra il Patto del Nazareno e il partito ha scelto il partito. Ma fa impressione solo a me vedere come è ridotta l’intellighenzia italiana? Plaudire per una scelta che non aveva nemmeno ragione d’essere. Com’è buono lei! Mi si sono intrecciate le dita!
Ha scelto il partito? Si può sempre fare la prova del nove. Ci sarebbe quella depenalizzazione della frode e altri reati fiscali sotto la soglia del 3% del reddito imponibile. quell’obbrobrio congelato fino al 20 di febbraio per mantenere servizievole Berlusconi nel caso fosse necessario il soccorso azzurro su qualche spregiudicata renziata. Ecco, Renzi potrebbe iniziare dal depennamento di quella vergogna per dimostrare che ha scelto il partito, subito, senza aspettare il 20 febbraio.
Chiedeteglielo, che lo faccia subito, senza dargli tempo di inventarsi qualche altra renziata che gli consenta di saltellare da un tavolo ad un altro.


