Il Femminismo al Bivio: Tra Assalto Patriarcale e Resilienza Globale
Dalle insidie della Manosfera alle ambiguità della sinistra, fino alle reti intersezionali che costruiscono l’autonomia del futuro: un’analisi profonda del backlash e delle strategie di resistenza.
Negli ultimi anni, il femminismo mondiale si trova a un bivio storico: da una parte l’avanzata di movimenti intersezionali e transnazionali che costruiscono autonomia e reti di solidarietà, dall’altra un backlash (riflusso) maschile violento e organizzato, spesso strumentalizzato dalle destre estreme e dai mercati che lucrano sulla mercificazione del corpo femminile. Non si tratta solo di una reazione culturale, ma di un conflitto sistemico che richiede una nuova grammatica politica.
- 1. Il Backlash Globale: Dalla Manosfera al “Bro-Politics“
In tutto il mondo si osservano segnali chiari di regressione. Il dissenso maschile si è strutturato in quella che i sociologi chiamano Manosfera: un ecosistema digitale dove Incel (celibi involontari), gruppi di supremazia maschile e attivisti radicalizzati convergono.
Questi network utilizzano algoritmi e social media per dipingere il femminismo come una forza oppressiva, cercando di ripristinare un ordine patriarcale perduto. Non è un fenomeno solo online: queste correnti trovano alleanze strategiche con partiti populisti e conservatori, trasformando il corpo delle donne in uno strumento di lotta elettorale per smantellare diritti riproduttivi e tutele sociali.
- Il Cavallo di Troia: Il Backlash nelle Sinistre
Un elemento ancor più preoccupante è che il backlash sta penetrando anche in ambiti tradizionalmente progressisti, spesso in profonda contraddizione con le istanze storiche dei movimenti socialcomunisti e con i valori di giustizia sociale.
Alcune correnti politiche di sinistra, per ragioni mediatiche o inseguendo un’idea neoliberista di “libertà di mercato”, adottano narrazioni che ridimensionano o giustificano la mercificazione del corpo femminile.
* La trappola della scelta: La difesa della prostituzione come “scelta libera” rischia di normalizzare strutture economiche che mantengono donne vulnerabili in condizione di subordinazione.
* L’isolamento istituzionale: Se anche la sinistra abdica alla difesa di principi fondamentali, le donne si trovano isolate. Il rischio è che il patriarcato si mascheri da “autonomia individuale” per legittimare una violenza più subdola e strutturale: quella del profitto sul corpo.
- Il Femminismo Intersezionale: Fronti di Resistenza
Contro questa doppia morsa, il femminismo che sopravvive e cresce è quello globale e intersezionale, capace di unire lotte economiche, culturali e sociali. Ecco chi sta tracciando la strada:
* America Latina: Movimenti come Marea Verde e Ni Una Menos (Argentina) dimostrano come l’intersezionalità possa connettere classe, genere e territorio, legando la lotta contro la violenza a quella contro l’estrattivismo economico.
* Africa: In Kenya e Nigeria, le reti contro le mutilazioni genitali femminili costruiscono autonomia culturale ed economica partendo dalle comunità rurali, tutelando le più vulnerabili.
* Europa: In UK, Sisters Uncut utilizza l’azione diretta contro i tagli al welfare, mentre in Norvegia l’Initiative for Inclusive Feminism difende i diritti umani universali in chiave intersezionale.
* Italia: Esperienze locali come Liberə Tuttə (Marche) integrano diritti LGBTQIA+, antirazzismo e autodeterminazione, creando presidi culturali necessari laddove lo Stato arretra.
In questo scenario, le correnti essenzialiste (basate su ruoli naturali femminili) rischiano la marginalità o la strumentalizzazione da parte del patriarcato conservatore, avendo poca capacità di incidere sulle condizioni materiali e legali delle donne.
- Proiezione Italia 2025-2035: Una Geografia a Strappi
La sopravvivenza delle conquiste dipenderà dalla capacità di organizzazione territoriale. Il futuro non sarà uniforme:
* Grandi Città (Resilienza Alta): Reti professionali, università e ONG offriranno scudi solidi. Le donne useranno tecnologia e co-working per costruire autonomie economiche circolari.
* Aree Rurali e Svantaggiate (Rischio Regressione): Qui il patriarcato può tornare a offrire un welfare informale basato sul controllo sociale. La sfida è creare “Case delle Donne” che fungano da hub per l’autodeterminazione.
* Giovani e Migranti: Una generazione polarizzata. Le giovani isolate rischiano il condizionamento dei modelli mercificati digitali, mentre le donne migranti saranno il motore di un nuovo femminismo lavorativo nei settori della cura e dell’agricoltura.
- 5. Vademecum della Resilienza: Strategie Operative
Per contrastare il backlash, l’attivismo deve farsi pratica quotidiana:
* Monitoraggio Narrativo: Smascherare il pinkwashing di aziende e partiti che usano i diritti delle donne per fini d’immagine mentre tagliano i servizi.
* Autonomia Economica: Promuovere micro-credito, cooperative e mutuo soccorso. Meno una donna dipende dal mercato o da un partner abusivo, più è libera.
* Difesa Digitale: Formarsi contro il doxing e le molestie online, presidiando l’identità digitale con la stessa forza di quella fisica.
* Educazione al Consenso: Lavorare con i giovani uomini per decostruire i miti tossici della Manosfera; il patriarcato danneggia l’intera società.
- 6. Bussola Teorica: Bibliografia Essenziale
Per armarsi di argomenti solidi e visione critica:
* Susan Faludi, Backlash (La guerra contro le donne).
* Cinzia Arruzza, Tithi Bhattacharya, Nancy Fraser, Femminismo per il 99% (Il manifesto anticapitalista).
* Angela Nagle, Kill All Normies (Sulla cultura della Manosfera).
* Kajsa Ekis Ekman, L’essere e la merce (Critica alla mercificazione del corpo).
* bell hooks, Il femminismo è per tutti.
Il femminismo globale e italiano oggi vive un momento di resistenza attiva. Le donne devono vigilare e non dare per scontato alcun supporto istituzionale, specialmente quando il backlash si insinua nei linguaggi progressisti. La storia mostra che la resilienza e la solidarietà tra donne restano l’arma più potente contro il patriarcato, sia esso sguaiato o mascherato da libertà. Il futuro sarà a strappi, ma la rete intersezionale è la corda che impedirà di cadere nel vuoto.


