Il cuore del confronto referendario è tutto qui: la riforma sulla quale saremo chiamati a esprimerci nel referendum del 22 e 23 marzo prossimo è un attacco alla Carta fondamentale non perché separa le carriere di Pm e giudici, ma perché mina l’equilibrio tra poteri dello Stato, esecutivo, legislativo e giudiziario aprendo così la strada alla sottomissione della magistratura al potere politico.

Tra loro tre presidenti emeriti della Corte Costituzionale: Ugo De SiervoGaetano SilvestriGustavo Zagrebelsky; e un ex vicepresidente: Enzo Cheli. L’autorevolezza di questo organismo è fuori discussione e attesta le fondamenta costituzionali, nel sostenere che la Riforma Nordio scardinerebbe la Costituzione antifascista nata dalla Resistenza sulla quale si fonda la Repubblica Italiana.

Il cuore del confronto referendario è tutto qui: la riforma sulla quale saremo chiamati a esprimerci nel referendum del 22 e 23 marzo prossimo è un attacco alla Carta fondamentale non perché separa le carriere di Pm e giudici, ma perché mina l’equilibrio tra poteri dello Stato, esecutivo, legislativo e giudiziario aprendo così la strada alla sottomissione della magistratura al potere politico.

Lo sdoppiamento del Csm e la composizione per sorteggio, l’azione disciplinare affidata ad un’Alta Corte anch’essa in parte composta per sorteggio, minerebbero l’autonomia e l’indipendenza della magistratura rendendola più debole rispetto agli altri due poteri costituzionali. Ecco allora che autorevolissimi studiosi e studiose hanno deciso di scendere in campo per affermare la “necessità costituzionale” di votare No.

Cosa c’entra tutto questo con l’efficienza e l’efficacia della giustizia? Assolutamente nulla per stessa ammissione di chi la riforma l’ha scritta. È stato infatti il ministro Nordio a sostenere in Parlamento che con la lunghezza dei processi e con l’efficienza della giustizia la sua riforma non ha nulla a che vedere. A lui ha fatto eco la presidente della Commissione Giustizia del Senato, che nell’aula di Palazzo Madama ha sostenuto convinta che la riforma con i tempi della giustizia non ha nulla a che fare.

L’unico modo per rendere i processi più brevi e la giustizia più efficiente è investire. Servono risorse umane togate e non, a cominciare dai precari della giustizia che debbono essere assunti tutti. Servono risorse informatiche efficienti, serve non sprecare quelle che ci sono visto che con la riforma; invece verrebbero sprecate visto che al posto di finanziare un Csm occorrerebbe finanziare tre organismi con una triplicazione dei costi.

Ma soprattutto, a detta dei 117 docenti, la riforma Nordio aprirebbe pericolosamente la strada ad ulteriori manomissioni della Carta: in Parlamento, è bene non dimenticarlo, è depositata la riforma del premierato che cambierebbe natura alla Repubblica, oggi parlamentare, domani non più.

Ecco la lista dei firmatari:
  • Stefano Agosta (Università degli Studi di Messina)
  • Algostino Alessandra (Università degli Studi di Torino)
  • Umberto Allegretti (Università degli Studi di Firenze)
  • Carlo Amirante (Università di Napoli “Federico II”)
  • Francesca Angelini (Università La Sapienza di Roma)
  • Vittorio Angiolini (Università statale di Milano)
  • Adriana Apostoli Università degli Studi di Brescia)
  • Gaetano Azzariti (Università La Sapienza di Roma)
  • Enzo Balboni  (Università Cattolica di Milano)
  • Stefania Baroncelli (Università degli Studi di Trento)
  • Sergio Bartole (Università degli Studi di Trieste)
  • Carla Bassu (Università degli Studi di Sassari)
  • Marco Benvenuti (Università degli studi di Roma “La Sapienza”)
  • Ernesto Bettinelli (Università degli Studi di Pavia)
  • Paolo Bianchi (Università degli Studi di Camerino)
  • Francesco Bilancia (Università La Sapienza di Roma)
  • Roberto Bin (Università degli Studi di Ferrara)
  • Camilla Buzzacchi (Università di Milano Bicocca)
  • Maria Agostina Cabiddu (Politecnico di Milano)
  • Licia Califano (Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino)
  • Roberta Calvano (Unitelma – Sapienza di Roma)
  • Quirino Camerlengo (Università di Milano Bicocca)
  • Giuseppe Campanelli (Università degli Studi di Pisa)
  • Antonio Cantaro (Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino)
  • Paolo Caretti (Università degli Studi di Firenze)
  • Agatino Cariola (Università degli Studi di Catania)
  • Massimo Carli (Università degli Studi di Firenze)
  • Arianna Carminati (Università degli Studi di Brescia)
  • Elisa Cavasino (Università degli Studi di Palermo)
  • Enzo Cheli (Università degli Studi di Firenze – vice Presidente emerito Corte costituzionale)
  • Roberto Cherchi (Università degli Studi di Cagliari)
  • Omar Chessa (Università degli Studi di Sassari)
  • Lorenzo Chieffi (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”)
  • Pietro Ciarlo (Università degli Studi di Cagliari)
  • Matteo Cosulich (Università degli Studi di Trento)
  • Giovanni D’Alessandro (Università degli Studi Cusano)
  • Giacomo D’Amico (Università degli Studi di Messina)
  • Antonio D’Andrea (Università degli Studi di Brescia)
  • Luigi D’Andrea (Università degli Studi di Messina)
  • Antonello D’Atena (Università di Roma Tor Vergata)
  • Francesco Dal Canto (Università di Pisa)
  • Carmela Decaro (LUISS G. Carli di Roma)
  • Andrea Deffenu (Università degli Studi di Cagliari)
  • Claudio De Fiores (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”)
  • Michele Della Morte (Università degli Studi del Molise)
  • Gianni De Martin (LUISS G. Carli di Roma)
  • Giovanna De Minico (Università degli studi di Napoli – Federico II)
  • Gianmario Demuro (Università degli Studi di Cagliari)
  • Ugo De Siervo (Università degli Studi di Firenze – Presidente emerito Corte costituzionale)
  • Giovanni Di Cosimo (Università deli Studi di Macerata)
  • Giuseppe Di Gaspare (LUISS G. Carli)
  • Alfonso Di Giovine (Università degli Studi di Torino)
  • Alessandra di Martino (Università La Sapienza di Roma)
  • Enzo Di Salvatore (Università degli Studi di Teramo)
  • Mario Dogliani (Università degli Studi di Torino)
  • Filippo Donati (Università degli Studi di Firenze)
  • Gennaro Ferraiuolo (Università di Napoli – Federico II)
  • Giancarlo Antonio Ferro (Università degli Studi di Catania)
  • Mario Fiorillo (Università degli Studi di Teramo)
  • Silvio Gambino (Università degli studi della Calabria)
  • Mario Ganino (Università degli Studi di Milano)
  • Mario Gorlani (Università degli Studi di Brescia)
  • Stefano Grassi (Università degli Studi di Firenze)
  • Cristina Grisolia (Università degli Studi di Firenze)
  • Tania Groppi (Università degli Studi di Siena)
  • Enrico Grosso (Università degli Studi di Torino)
  • Riccardo Guastini (Università degli Studi di Genova)
  • Maria Pia Iadicicco (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”)
  • Armando Lamberti (Università degli Studi di Salerno)
  • Aldo Loiodice (Università degli Studi di Bari)
  • Laura Lorello (Università degli Studi di Palermo)
  • Alberto Lucarelli (Università degli Studi di Napoli – Federico II)
  • Paolo Maddalena (Vice-presidente emerito Corte Costituzionale)
  • Elena Malfatti (Università degli Studi di Pisa)
  • Michela Manetti (Università degli Studi di Siena)
  • Valeria Marcenò (Università degli Studi di Torino)
  • Francesco Marone (Università degli Studi di Napoli Federico II)
  • Paola Marsocci (Università La Sapienza di Roma)
  • Ilenia Massa Pinto (Università degli Studi di Torino)
  • Anna Mastromarino (Università degli Studi di Torino)
  • Giovanni Moschella (Università degli Studi di Messina)
  • Angela Musumeci (Università degli Studi di Teramo)
  • Elisabetta Palici di Suni Prat (Università degli Studi di Torino)
  • Francesco Pallante (Università degli Studi di Torino)
  • Saulle Panizza (Università degli Studi di Pisa)
  • Mario Patrono (Università degli studi di Roma “La Sapienza”)
  • Maurizio Pedrazza Gorlero (Università degli Studi di Verona)
  • Barbara Pezzini (Università degli Studi di Bergamo)
  • Nicola Pignatelli (Università degli Studi di Bari)
  • Roberto Pinardi (Università di Modena e Reggio Emilia)
  • Cesare Pinelli (Università degli studi di Roma “La Sapienza”)
  • Filippo Pizzolato (Università degli Studi di Padova)
  • Fabrizio Politi (Università degli Studi dell’Aquila)
  • Margherita Raveraira (Università degli Studi di Perugia)
  • Saverio Regasto (Università degli Studi di Brescia)
  • Giorgio Repetto (Università degli Studi di Perugia)
  • Giuseppe Ugo Rescigno (Università La Sapienza di Roma)
  • Emanuele Rossi (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa)
  • Antonio Ruggeri (Università degli studi di Massina)
  • Ilenia Ruggiu (Università degli Studi di Cagliari)
  • Antonio Saitta (Università degli Studi di Messina)
  • Carmela Salazar (Università Mediterranea di Reggio Calabria)
  • Giovanni Serges (Università degli Studi Roma Tre)
  • Massimo Siclari (Università degli Studi Roma Tre)
  • Gaetano Silvestri (Università degli Studi di Messina – Presidente emerito Corte costituzionale)
  • Giusi Sorrenti (Università degli Studi di Messina)
  • Federico Sorrentino (Università La Sapienza di Roma)
  • Rolando Tarchi (Università degli Studi di Pisa)
  • Roberto Toniatti (Università degli Studi di Trento)
  • Alessandro Torre (Università degli Studi di Bari)
  • Chiara Tripodina (Università degli Studi del Piemonte Orientale)
  • Luigi Ventura (Università degli Studi di Catanzaro)
  • Giuseppe Verde (Università degli Studi di Palermo)
  • Paolo Veronesi (Università degli Studi di Ferrara)
  • Giulio Enea Vigevani (Università di Milano-Bicocca)
  • Massimo Villone (Università di Napoli – Federico II)
  • Mauro Volpi (Università degli Studi di Perugia)
  • Jens Woelk (Università degli Studi di Trento)
  • Roberto Zaccaria (Università degli Studi di Firenze)
  • Gustavo Zagrebelsky (Università degli Studi di Torino – Presidente emerito Corte costituzionale)
  • Paolo Zuddas (Università degli Studi dell’Insubria)

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