Adamo e Medio Eva

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Autore originale del testo: Massimo Gramellini
Fonte: corriere
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  di Massimo Gramellini  7 marzo 2019

Ragionavo poco fa con Barbablù e Conan il Barbaro sul manifesto che i giovani leghisti di Crotone «per Salvini premier» hanno dedicato alle donne-fattrici, in vista dell’otto marzo. Barbablù lo trovava maschilista, mentre a Conan sembrava un reperto dell’età della pietra. Persino Torquemada, a nome dei giovani inquisitori di Siviglia «per Salvini premier», ha bollato il riferimento al «ruolo naturale della donna volta alla promozione della vita e alla famiglia» come un pericoloso ritorno al Medioevo. Quanto all’idea, espressa nel manifesto, che la «missione sociale» delle donne consista nel garantire «la sopravvivenza della Nazione», cioè nel restare in casa a fare figli, ha incontrato la vibrante opposizione di Goebbels. «Adesso non esageriamo», pare abbia esclamato.

Adamo e Medio Eva

Invece potrebbe essere solo l’inizio. Fiutato l’umore machista del momento — tra difese più o meno legittime, chiusura dei porti aperti e riapertura delle case chiuse — la gioventù salviniana si accinge ad alzare il tiro. Prossima tappa, la messa al bando di lavatrici e lavastoviglie, strumenti del demonio globalista inventati dagli apolidi del detersivo per distrarre le donne dalla loro missione sociale: sbrigare le faccende domestiche facendo fatica. La mossa successiva sarà l’adozione come poema nazionale dei versi profetici di Checco Zalone: «Che senso avrà questo sole al tramonto, se torno a casa e non trovo pronto. Che senso avrà la rugiada al mattino, senza mutande dentro al comodino».