Cultura

Pubblicato il 30 dicembre 2017 | di Luca Billi

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Buona fine e peggior inizio

di Luca Billi, 30 dicembre 2017

Tutti noi sappiamo cosa sia un anno. In questi giorni ce ne lasciamo indietro uno e ne aspettiamo un altro: così è la vita. In latino annus significa cerchio – e dal suo diminutivo annulus deriva infatti l’italiano anello – e infatti l’anno è il tempo che impiega il sole a compiere il suo giro intorno alla terra.

Errore blu. Lo so che ci hanno insegnato che è la terra che gira intorno al sole, con tutte le implicazioni del caso, ma visto che da qua sembra proprio che sia il sole a compiere il suo giro, avvicinandosi e allontanandosi alternativamente dalla terra, credo che Galileo mi perdonerà questa licenza letteraria. Il dottor Watson ci racconta che Sherlock Holmes non conosceva la teoria copernicana e anzi che un giorno si spazientì quando cercò di spiegargliela. “Lei dice che giriamo intorno al sole. Anche se girassimo intorno alla luna non farebbe un soldo di differenza per me o per il mio lavoro.”

Francamente Holmes non ha tutti i torti. E’ più pericoloso credere che su questo pianeta ci siano – e che ci saranno sempre – le risorse che permettono a pochissimi di noi di vivere come viviamo, di stare al caldo d’inverno e al fresco d’estate, di avere tutta l’energia che vogliamo, in qualunque luogo e in qualunque ora, di essere sempre e continuamente connessi, magari per scambiarci inutili e ipocriti auguri di capodanno. E’ più pericoloso credere che non possiamo fare a meno di tutte le cose che poi il giorno dopo scartiamo. E’ più pericoloso dimenticare che il benessere di noi che siamo sempre meno si basa unicamente sul fatto che gli altri, che sono sempre di più, stanno male, e soffrono per garantire a noi il superfluo.

Che la terra giri o stia ferma poco importa a chi vive rovistando nelle discariche dove noi abbiamo buttato il nostro vecchio telefonino perché volevamo un modello nuovo che ci permettesse di conoscere i nomi delle stelle, nomi che ci dimenticheremo un minuto dopo averle viste perché distratti da un nuovo gioco. Che la terra giri o stia ferma poco importa a chi viene cacciato dalla propria terra perché noi lì dobbiamo costruire una grande diga o perché noi abbiamo inquinato un fiume e reso irrespirabile l’aria. Che la terra giri o stia ferma poco importa a chi viene sfruttato.

E forse a tutti loro importa poco anche sapere che anno sarà quest’anno che sta per iniziare, che noi scrutiamo con tanta attesa, perdendoci in vaticini sempre uguali ogni anno. Almeno evitiamo di dire le frasi che sempre si dicono in queste occasioni: per fortuna che quest’anno sta per finire e altre banalità del genere; per decenza faremmo meglio a tacere. Forse tutti loro non si accorgeranno nemmeno che è arrivato questo nuovo anno: sono troppo lontani per sentire i botti, di cui noi ci scandalizziamo solo perché rendono nervosi i nostri animali, di cui ci importa molto di più delle persone che sopravvivono per garantire che anche quest’anno possiamo brindare.

Francamente non so bene cosa augurarvi, cosa augurarci. Forse che il 2018 sia davvero peggiore.

Autore Originale del Testo: Luca Billi

Nome della Fonte: i pensieri di Protagora...

URL della Fonte (link): http://www.ipensieridiprotagora.com/



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Luca Billi, nato nel 1970 e felicemente sposato con Zaira. Dipendente pubblico orgoglioso di esserlo. Di sinistra da sempre (e per sempre), una vita fa è stato anche funzionario di partito. Comunista, perché questa parola ha ancora un senso. Emiliano (tra Granarolo e Salsomaggiore) e quindi "strano, chiuso, anarchico, verdiano", brutta razza insomma. Con una passione per la filosofia e la cultura della Grecia classica. Inguaribilmente pessimista. Da qualche tempo tiene il blog "i pensieri di Protagora" e si è imbarcato nell'avventura di scrivere un dizionario...


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