Circoncidere non è un diritto

0
403

di Luca Billi, 2 gennaio 2019

Alcuni giorni fa un bambino di due anni è morto a Roma a seguito di un intervento di circoncisione e suo fratello, per la stessa ragione, è in condizioni gravissime all’ospedale. Hanno arrestato il finto medico che ha praticato illegalmente l’intervento a casa di quella famiglia. Apparentemente tutto a posto: il “cattivo” è stato preso e di quei due bambini non si parlerà più, come non si parlerà più della circoncisione, almeno fino alla prossima “disgrazia”. Dal momento che questa è una pratica prescritta anche dalla religione ebraica, gli “indignati” professionali si sono ben guardati dal condannare la famiglia di quei due bambini. Immaginate cosa sarebbe successo se si fosse trattato di una pratica solo musulmana: dal ministro dell’interno a scendere, passando per il Giornale e Libero, sarebbe stata una canea per chiedere di vietare la circoncisione. Ma siccome gli ebrei non si possono toccare – altrimenti smettono di votarti e di finanziarti – contro la circoncisione nessuno parla.
A seguito della vicenda dei due bambini di Roma, mi pare che invece tenda a farsi strada una tesi che potremmo definire di “riduzione del danno”. Dal momento che molte famiglie vogliono circoncidere i loro figli maschi, per evitare che incappino in falsi medici come è successo in questo tragico caso, occorre fare come in Lazio e in Veneto, dove il servizio sanitario effettua la circoncisione, ma dietro pagamento di un ticket che va dai 250 ai 400 euro. Oppure si può sempre ricorrere ai privati, come per il resto delle cure mediche: se sei ricco, puoi essere curato e ti possono anche togliere il prepuzio, in tutta sicurezza. I “bravi” democratici vanno anche oltre: siccome le famiglie hanno il diritto di far circoncidere i propri figli – è la loro tesi – il servizio sanitario nazionale dovrebbe garantire questo servizio a prezzi ragionevoli.
Francamente non sono d’accordo. Siamo laici? Allora lo dobbiamo essere davvero. Non è laico tagliare anche un piccolo pezzo di pelle a un bambino inconsapevole solo per soddisfare la fede religiosa dei suoi genitori e dei suoi familiari. So che adesso mi direte che allora vale anche per il battesimo. Effettivamente io ho una pessima considerazione di qualsiasi rito che pretenda che il suo destinatario sia inconsapevole, ma un conto è bagnare la testa di un bambino – il cui unico ricordo saranno le brutte foto fatte dai parenti – e un altro tagliarti via un pezzo di pelle, ossia segnare una persona in maniera definitiva, solo perché hai la sfortuna di avere due genitori bigotti.
Il fatto che l’asportazione del prepuzio per i maschi sia molto meno pericolosa e dannosa della rimozione della clitoride o dell’infibulazione per le giovani donne non può servire come giustificazione. E anzi proprio il fatto che si continui a permettere la circoncisione rende più debole la campagna contro le mutilazioni genitali femminili. Se si accetta la circoncisione perché si tratta di una pratica tradizionale richiesta da due delle grandi religioni monoteiste perché altre pratiche, magari richieste dalle stesse religioni, dovrebbero essere vietate?
A proposito di libertà e di diritti, la questione non è garantire la libertà delle famiglie a intervenire sul corpo dei loro figli e delle loro figlie, ma la libertà dei bambini e delle bambine di avere il proprio corpo intatto.