Contro la legge

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Autore originale del testo: Luigi Altea

di Luigi Altea 27 giugno 2019

Di quelle 42 persone non conosciamo ancora né il volto né il nome.

Uomini e donne sbalzati dalla carovana del mondo, troppo rapida e troppo indifferente.

Rifiutati, e stanchi di fuggire e di aspettare, si avvicinano a noi.

Ecco l’imperdonabile colpa!

Avvicinarsi a noi vuol dire andare contro la legge…

L’uomo, la vita dell’uomo, non è più il fine, è soltanto un mezzo.

Quel mezzo non ci serve, di quel mezzo non abbiamo bisogno.

L’uomo occidentale di oggi possiede beni materiali più di tutte le generazioni precedenti.

E tuttavia non è contento, è insoddisfatto, si sente minacciato e diventa avido…

E’ un miracolato della vita, ma al tempo stesso disprezza chi è ancora in attesa di quel miracolo.

Basta il coraggio di una giovane donna per far emergere la mediocrità al potere, e rovinare la falsa coscienza di tante vite opulente e sazie.

Tra il grido silenzioso del dolore, e le urla sguaiate di piccoli uomini e di piccole donne, inquieta il silenzio di chi più in alto, dovrebbe far sentire più alta la sua voce.

Sono tempi di chiaroscuri etici dove in tanti, in troppi, si mimetizzano.

Per fortuna c’è ancora, e ci sarà sempre, chi sa affermare con forza che nulla vale quanto la vita e la dignità dell’uomo!

Se un vecchio mondo muore, se un sistema economico “invincibile” mostra le prime crepe, se l’umanità sembra spegnersi, uomini e donne giusti si accendono a Lampedusa e su tutta la terra.

Sono tanti e sono, contro ogni apparenza, vincenti.

Sono come le stelle, più numerosi di quanti riusciamo a vedere…

E come le stelle non si spegneranno mai!