Il disastro del lavoro in Italia

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Fonte: facebook

dalla pagina facebook di Alessandro Robecchi, 22 dicembre 2016

LETTERA
Mi ha scritto un’amica, è una bella lettera sui figli e sull’Italia. La metto qui perché è una lettera per tutti
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Il mio figlio più’ giovane – Marco 38 anni, laurea con lode a MI e dottorato presso il CNR, a 26 anni ( aveva fatto la cosiddetta “primina” alle elementari) conseguito il PHD fu assunto per due anni con finanziamento della regione al S. Raffaele come responsabile di un progetto antitumorale.
Terminato il finanziamento il direttore DIBI gli chiese di fermarsi fino al completamento della ricerca. Aggratis, come i disen a Milan. Non aveva nemmeno il badge per la mensa. Ricerca conclusa dopo un anno, brevettata è venduta ad una azienda svizzera. Messosi sul mercato ( quello rionale ….!!) il CNR gli offri’ 750 euro mensili.
Inviò qualche c.v. ad alcune università europee. Da Barcellona gli risposero con un biglietto aereo per colloquio. Assunto in tre giorni.
Partii una settimana dopo un tre di luglio con caldo torrido. Zaino strapieno. Due trolley. Ma per un campione nazionale e componente della Nazionale di Taekwondo, roba da ridere. La sera, dopo aver dovuto recuperare la chiave di un appartamento dove aveva affittato una stanza, piangeva al telefono. Ora dopo 4 anni di Ricerca universitaria, è’ il responsabile ricerca scientifica di una grande azienda di vaccini.
La sua compagna Chiara, milanese, stessa laurea lo ha raggiunto quasi subito. Ora hanno un bellissimo appartamento e due figli.
Vorrei davvero tanto che Poletti non si preoccupasse di un loro ritorno. Non avendo finanziamenti da parte del babbo come suo figlio, non disturberanno l’equilibrio sociale di questo bellissimo Paese in mano a degli idioti incompetenti e strafottenti. Ti voglio un sacco di bene , mio caro caro amico. Miti