Fraternità al posto dell’odio: la Perugia-Assisi nel nome della pace

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di Globalist – 7 ottobre 2018

I promotori della marcia: “E’ insopportabile quanto accade intorno a noi nessuno va lasciato indietro e da solo. Migliaia di persone nonostante la pioggia

Tuti esaltano l’odio e la cattiveria. Tutti applaudono quando i migranti annegano o soffrono.

Tutti. Sia i razzisti dichiarati dell’estrema destra che ora si ritrovano nel nuovo uomo forte Salvini sia i tassisti del fascismo al governo, ossia i grillini che un tempo si dichiaravano eredi di San Francesco e ora sono parte integrante di un esecutivo xenofobo, complici politici di un sequestro di Stato come quello della Diciotti, denigratori delle Ong e, addirittura, fautori del nuovo razzismo botanico come quello rappresentato dal ministro della Cultura (nemico della storia dell’Arte nel paese che ha il più grande patrimonio artistico del mondo…) che ha detto che i migranti sono come le piante che non si integrano e poi infestano…

Aperta da un grande striscione sorretto da studenti e con la scritta “Fraternità” è partita la Marcia della Pace Perugia-Assisi. Che quest’anno si svolge sotto una pioggia leggera ma continua che ha concesso una pausa solo una volta partiti i manifestanti.
“Osiamo la fraternità”, il messaggio lanciato da Flavio Lotti, uno degli organizzatori e anima della marcia alla partenza. “E’ insopportabile quanto accade intorno a noi – ha aggiunto – nessuno va lasciato indietro e da solo”.
In marcia, come tradizione, tante bandiere della pace, i gonfaloni di numerosi enti locali, di associazioni e sindacati, espressioni di numerosissime realtà del paese. A causa del clima, molti quelli che stanno marciano con ombrelli e impermeabili. Alla Marcia della Pace sta prendendo parte tra gli altri la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini.
“La presenza alla marcia della Pace è la conferma del nostro impegno contro la guerra e per il disarmo. Lontano dai riflettori dei media ci sono decine di conflitti in tutto il mondo, spesso alimentati da armi vendute dai Paesi occidentali, Italia compresa”. Lo dichiara Giuseppe Civati, fondatore di Possibile, partecipando alla Perugia-Assisi, insieme alla segretaria di Possibile, Beatrice Brignone. “È necessario – aggiunge Civati – ricordare che le guerre, anche in apparenza lontane, ci riguardano, toccano le nostre vite e non solo quelle di chi viene ucciso. Il messaggio di pace deve essere sempre centrale nella strategia politica di una sinistra moderna e innovativa. Chiedere la pace è un atto di grande coraggio”.