I fascisti stanno con Mosca, non con Kiev

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Questo è il primo articolo di un lettore, pervenuto appena siamo comparsi sulla rete, con un sito ancora in costruzione, che pubblichiamo volentieri

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Io non so granché di Ucraina. Certo, so che ‘Maidan’ significa, in ucraino come in turco, ‘Piazza’, e che perciò scrivere “piazza Maidan” è come scrivere “piazza Piazza” (in realtà si chiama, guardacaso, Piazza Indipendenza); il che mi consente di capire come la maggior parte degli “analisti”, i quali cominciano invariabilmente i loro pezzi citando “piazza Maidan”, non siano altro che dei simpatici cialtroncelli. So che Stepan Bandera, eroe di buona parte della rivolta anti-Janukovich, non era esattamente un nazista*. So che il programma politico di Svoboda, frazione minoritaria della rivolta, è molto simile a quello di Marine Le Pen; dacché non si comprende bene come si faccia a sostenere il FN in Francia, e a mettere in guardia dal “nazismo” in Ucraina.

So che se l’autodeterminazione dei popoli vale per tutti i popoli; quindi se vale per gli abitanti della Crimea dovrebbe valere anche per quelli della Cecenia (per dire).

Altro non so, di cose ucraine. Non sono come quei geni che, con una semplice ricerca Google, riescono a risalire a tutta l’organizzazione che l’occidente avrebbe messo in piedi per sostenere la rivolta, tracciando tutti i finaziamenti, le armi, i nomi degli agenti in azione, le false flags ecc. Faccio loro i miei complimenti e li esorto a fare domanda per entrare nel SISMI. Sono sprecati, da soli davanti al PC.

Da ignorante quale sono, suggerirei maggiore prudenza nel prendere posizione per una parte o per altra. In particolare, raccomenderei cautela nel descrivere la rivolta anti-Janukovich come un movimento egemonizzato dall’estrema destra, pena cadere in un piccolo paradosso. Per illustrare meglio il paradosso, farò finta di violare la mia stessa raccomandazione, e descriverò Piazza Maidan (!!) come un covo di disgustosi neonazisti: 100% estrema destra. Gli “antimperialisti” saranno contenti.

Ma è proprio qui che sorge il paradosso. Il fatto è che, in Europa, i fascisti stanno con Putin, non con Maidan.

Riepiloghiamo. Una rivolta 100% estrema destra riesce a mobilitare molte migliaia di persone, e addirittura a scalzare un governo democraticamente eletto**. Per giunta riescono a farlo a dispetto di del regime di Putin, che dovrebbe essere considerato il successore di un nemico storico della destra europea, ossia il comunismo sovietico. Una dimostrazione di forza clamorosa; un successo senza precedenti. Ci si sarebbe aspettati che le estreme destre europee esprimessero giubilo e ammirazione per i valorosi camerati ucraini.
E invece:

-Il Fronte Nazionale francese si schiera con Putin, e da Mosca Marine Le Pen accusa l’UE di voler scatenare una nuova guerra fredda.
-Jobbik, il partito neo-fascista ungherese, definisce “esemplare” il referendum che, sotto occupazione russa, ha sancito l’anschluss della Crimea a Mosca; descrive inoltre il nuovo governo di Kiev come sciovinista e illegittimo (Jobbik che accusa qualcuno di sciovinismo è un’eccezionale gesto di comicità involontaria).
-Alba Dorata grida al complotto occidentale e giudaico contro l’Ucraina ortodossa (dunque russa). I simpatici esponenti del movimento neo-nazista hanno un discreto problema di coordinamento con la tesi secondo la quale l’attuale governo di Kiev sarebbe composto da estremisti anti-semiti, ma tant’è.
-Il British National Party, formazione rispetto alla quale Nigel Farage è un moderato democristiano, si schiera apertamente con Mosca, al più ricordando ai nazionalisti ucraini che non è stata la Russia a causare disastri nel loro paese, bensì il bolscevismo.
-Anche i fascisti spagnoli si scagliano contro i nazionalisti ucraini, accusandoli di essersi resi complici di un complotto sionista (daje), e mettono in guardia contro le persecuzioni dei cittadini russi che il governo di Kiev starebbe attuando.
E potremmo andare avanti.

Interludio sui pagliacci italiani
Le principali forze neo-fasciste italiane si sono trovate, negli ultimi mesi, di fronte ad un dilemma: sostenere Putin, come facevano e fanno tutti i camerati europei, oppure mantenere ferma la collaborazione col partito di estrema destra ucraino Svoboda? Per un qualche caso della storia che non mi è chiaro, sia Forza Nuova sia Casa Pound avevano, negli anni, allacciato legami con la formazione ucraina. Purtroppo il sito di FN è inaccessibile, ma se non lo fosse potrei linkare una prima intervista al segretario di Svoboda (gennaio), la cui narrazione dei fatti era interamente sottoscritta dai neo-fascisti italiani; poi un’accorata lettera aperta di Roberto Fiore sempre al segretario di quel partito, in cui raccomandava di non farsi incantare dalle sirene di NATO e UE (febbraio) : infine un timido sostegno alle ragioni della Russia in occasione del referendum ucraino (marzo). Un simile percorso di “smarcamento” dalle originarie posizioni filo-Svoboda ha interessato anche C.P. Va detto che questa ambiguità ha contraddistinto, nell’ambito dell’estrema destra italiana, soltanto queste due formazioni; altri soggetti hanno addirittura suggerito che il nostro paese segua l’esempio della Crimea (gulp!)

Conclusione
Qui i conti non tornano. Come mai i fascisti europei non solidarizzano con quelli ucraini, nemmeno dopo che questi hanno ottenuto una vittoria che i camerati occidentali semplicemente si sognano? Perché gli estremisti di destra vanno matti per Putin?
Non basta a spiegare questo fenomeno che tra i “ribelli filo-russi” in Ucraina vi siano molti più neo-nazisti che a Maidan, o che nella Russia di oggi sia possibile assistere a scene come quella descritta dalla foto sopra. C’è in ballo qualcosa di più profondo. Ne parleremo in un prossimo post. (C.M.)

*Bandera fece un patto con i nazisti, che durò meno di due mesi (maggio-luglio 1941), dopo il quale i tedeschi lo imprigionarono in un Lager insieme alla dirigenza del suo movimento. Utilizzando lo stesso criterio allora dovremmo definire nazisti anche Stalin e i dirigenti del PCUS, i quali fecero un patto con Hitler per spartirsi l’intera europa orientale, patto che durò quasi due anni (agosto ’39-giugno ’41). Senza questo patto probabilmente non avremmo avuto l’invasione della Polonia, la seconda guerra mondiale, l’Olocausto e via dicendo. Va da sé che quanto detto non significa che qui qualcuno provi “simpatia” per la figura storia di Bandera; semplicemente non è corretto descriverlo, come molti fanno, come un membro onorario delle SS.

** Si fa per dire. Grazie alla più classica delle leggi truffa, nel 2012 il 30% raccolto dal Partito delle Regioni si tradusse nel 42% dei seggi. Per fare un paragone, i partiti “filo-occidentali” raccolsero il 51% dei voti popolari, ma solo il 40% dei seggi. La maggior parte dei deputati dal Partito delle Regioni volterà poi le spalle a Janukovich, destituendolo con un voto parlamentare.