Il Mediterraneo: da civiltà a pulsione di morte

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Carlo Lania
Fonte: Il Manifesto

“Il Mediterraneo non è mai stato un paradiso offerto gratuitamente al diletto dell’umanità. Qui  tutto ha dovuto essere costruito, spesso più faticosamente  che altrove”. ”La fonte è là,  nello spazio mediterraneo, la fonte profonda dell’alta cultura di cui mena vanto la nostra civiltà”.

Fernand Braudel  Il Mediterraneo (1987)

di Carlo Lania – 19 giugno 2018

«Senza navi italiane aspettiamoci più morti»

Attendiamoci un numero maggiore di naufragi, perché questo comporta arretrare la linea di intervento delle navi italiane come ha detto di voler fare il ministro Salvini. E sulla vicenda della nave Aquarius dico che è stata una sconfitta per tutti». Claudia Lodesani è da aprile il nuovo presidente di Medici senza frontiere. Risponde dall’aeroporto dove è in attesa di imbarcarsi per tornare in Italia dopo essere stata a Valencia ad accogliere la nave Aquarius con il suo carico di migranti.
La preoccupa la decisione del ministro Salvini di far arretrare le navi italiane nel Mediterraneo? Cosa dobbiamo aspettarci?
Non so fino a che punto vorrà arretrarle, ma la zona Sar assegnata all’Italia non è decisa dal ministro e va pattugliata. Detto questo, c’è il rischio di un aumento di naufragi perché sappiamo bene che i migranti stanno partendo con barconi sempre più stipati e fatiscenti, che spesso affondano poco dopo aver lasciato la costa libica. Far arretrare le navi significa anche allungare i tempi di intervento in caso di Sos: temo quindi che avremo più morti nel Mediterraneo. Non dimentichiamo che ci sono già state oltre 500 vittime dall’inizio dell’anno. Si continua a giocare privilegiando la politica anziché considerare prioritaria la vita delle persone.
Salvini dice: nel Mediterraneo ci sono anche le navi di altri Paesi. Il problema di dove far sbarcare i migranti però resta.
Assolutamente. Noi condanniamo la chiusura dei porti. Il principio di porto sicuro è previsto di trattati internazionali e rappresenta un obbligo per un Paese, che poi sia Malta o Italia non compete a noi deciderlo. Noi facciamo quello che ci dice la Guardia costiera italiana che coordina tutti i nostri interventi. E’ giusto chiedere solidarietà e un impegno maggiore agli Stati europei, noi lo facciamo da quando, nel 2015, abbiamo rinunciato ai finanziamenti dell’Unione europea. Ma non questo modo.
Anche la missione europea Themis ha arretrato la sua linea di pattugliamento a 24 miglia dalle coste italiane. Quindi niente di nuovo nelle decisioni del Viminale.
Nel momento in cui si affida la responsabilità dei migranti alla Guardia costiera libica tutti trovano questa scusa per arretrare. Ma sappiamo che i libici li riportano indietro e sappiamo cosa questo significa. Salvini ha usato 629 persone e la loro dignità per smuovere l’Europa in maniera strumentale, e continua a farlo.
Domenica era a Valencia ad accogliere i migranti. Come valuta questa vicenda?
Sicuramente non rappresenta una vittoria per nessuno, anche se tutti noi abbiamo tirato un sospiro di sollievo quando li abbiamo visti arrivare in Spagna. Ma abbiamo perso tutti. I migranti perché sono stati usati e comunque hanno fatto una settimana in più di navigazione e adesso sono in condizioni precarie. Abbiamo perso noi perché il diritto umanitario è passato in secondo piano. Ma ha perso anche il governo, perché ha strumentalizzato questa vicenda senza riportare un vero successo. Quindi non ha vinto nessuno. Sicuramente la Spagna ha dato un segnale di condivisione mostrandosi molto accogliente pur avendo dei problemi interni. Nel bilancio però credo ci sia una nota positiva ed è che in Italia e in Europa ci sono state manifestazioni spontanee sia di sindaci che della società civile per chiedere che i porti non vengano chiusi. E’ il segnale che forse qualcosa sta cambiando.

Babelezon bookstore leggi che ti passa

Articoli correlati

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.