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Il mondo che nasce

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Il mondo che nasce
CIAOUrl fonte: http://www.edizionidicomunita.it/

Il mondo che nasce, Adriano Olivetti, copertina

IL MONDO CHE NASCE – di ADRIANO OLIVETTI (a cura di ALBERTO SAIBENE) – ed. COMUNITA’

da www.edizionidicomunita.it

Il mondo che nasce è quello che Adriano Olivetti immagina, progetta e costruisce dal 1946, ed è raccontato nei dieci scritti raccolti in questa antologia inedita.
Pagine in cui si parla di dignità delle persone, di conoscenza, di comprensione profonda dei valori della cultura, di responsabilità dell’impresa verso i lavoratori e l’ambiente, e dove la scienza, la tecnologia e l’economia sono strumenti al servizio dell’uomo e della comunità.
Parole di un’agenda ideale per costruire un mondo davvero nuovo.

«Se io avessi potuto dimostrare che la fabbrica era un bene comune e non un interesse privato, sarebbero stati giustificati trasferimenti di proprietà, piani regolatori, esperimenti sociali audaci. Il modo di equilibrare queste cose esisteva: creare un’autorità giusta e umana che sapesse conciliare le iniziative nell’interesse di tutti. Per essere efficiente doveva avere grandi poteri economici, doveva, in altre parole, fare nell’interesse di tutti quello che io facevo nell’interesse di una fabbrica. Non c’era che una soluzione: rendere la fabbrica e l’ambiente circostante economicamente solidali. Nasceva allora l’idea di una Comunità.»

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recensione di Dario Varese, da dariovarese.blogspot.it

Si tratta di una bella antologia che raccoglie alcuni degli scritti di Adriano Olivetti e che riesce a restituire, almeno in parte, il pensiero poliedrico e innovatore dell’Autore.

Adriano, figlio dell’imprenditore Camillo fondatore dell’Olivetti, occupò il posto del padre alla guida dell’azienda eporediese dopo la fine della seconda guerra mondiale fino alla morte, avvenuta nel 1960. Egli riuscì a trasformare l’azienda di famiglia in una multinazionale di eccellenza tecnologica. Molto importante fu però anche il suo impegno sociale che, seguendo l’esempio paterno, si manifestò nello sviluppo di una politica di relazioni di lavoro all’avanguardia e nella valorizzazione del territorio del Canavese e della città di Ivrea.

L’Olivetti fu la prima azienda italiana a realizzare la settimana di quaranta ore; inoltre, fu istituito un valido sistema di casse assistenza per le cure mediche, il sostegno dei redditi, l’indennità di maternità e venne realizzato un vasto programma di edilizia residenziale per impiegati e operai, asili nido, biblioteche e circoli culturali.

Centrale nel pensiero dell’imprenditore fu l’opera di promozione della cultura, l’applicazione di moderni studi urbanistici e la valorizzazione dell’ambiente di lavoro e del territorio circostante; mentre dal punto di vista politico e sociale egli teorizzò un modello di sviluppo armonioso incentrato sul concetto di “Comunità”, da contrapporsi sia agli eccessi del capitalismo sia a quelli del comunismo. Intorno all’idea di comunità, intesa come un’unità omogenea territoriale, economica e culturale, Adrano Olivetti incentrò la sua esperienza politica che lo vide all’avanguardia negli studi e nelle proposte incentrate sul federalismo e sul decentramento amministrativo.

Nonostante alcune parti datate e un po’ retoriche, stupisce la modernità del pensiero e i chiari obiettivi di responsabilità sociale e territoriale che l’Autore addossa alla “fabbrica” e alla figura dell’imprenditore, siamo ad anni luce da un concetto di gestione parassitaria (stile Ilva o Eternit, per intendersi) improntata sul mancato rispetto del territorio, degli abitanti e delle maestranze, mentre emerge un intelligente modello basato sulla valorizzazione e integrazione delle risorse locali e del rapporto città-campagna.

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segnaliamo inoltre gli scritti di Adriano Olivetti pubblicati dalle edizioni di Comunità nella collana Humana Civilitas:

LE FABBRICHE DI BENE     presentazione di Gustavo Zagrebelsky

Adriano Olivetti si rivolge ai lavoratori di Ivrea, interrogandosi in un linguaggio straordinariamente partecipato, su quale debba essere il senso profondo del lavoro umano; poi affronta  le forme e i modi per rendere la fabbrica un bene di tutta la comunità, illustrando così il compimento teorico della sua riflessione su come trasformare il mondo produttivo e l’economia in strumenti di solidarietà per realizzare un’autentica giustizia sociale.

IL CAMMINO DELLA COMUNITÀ       presentazione di Salvatore Settis

“Abbiamo portato in tutti i villaggi le nostre armi segrete: i libri, i corsi, le opere dell’ingegno e dell’arte. Noi crediamo nella virtù rivoluzionaria della cultura che dona all’uomo il suo vero potere”.

DEMOCRAZIA SENZA PARTITI       introduzione di Stefano Rodotà

Democrazia senza partiti non è un manifesto di antipolitica, ma un richiamo a un’identità autentica tra politica, tecnica e valori spirituali.

AI LAVORATORI
Discorso agli operai di Pozzuoli e Ivrea 
introduzione di Luciano Gallino

“Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi soltanto nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?”