Il ring of fire della ‘vera sinistra’

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di Fausto Anderlini – 6 gennaio 2019

Mi capita di leggere post rabbrividenti di persone con le quali un tempo non lontano non mancavo di feeling. Se il Papa censura i bigotti ipocriti chiamando l’ateo come paragone paradossale loro si risentono in quanto sminuiti. Se Mattarella evoca felicizia loro ricordano che è un democristiano, e che in più ha firmato il decreto sicurezza. Ma se taluni sindaci minacciano la disobbedienza civile contro certi abnormi dispositivi del decreto sicurezza anch’essi sono tacciati d’ogni nequizia: democristiani, piddini, renziani, demagoghi. Taluni hanno scritto che avendo essi accettato le contro-riforme sociali del governo Renzi, come l’abolizione dell’art. 18, non hanno perciò stesso alcun titolo per fare opposizione civile. Ecc. ecc. Se il modo di fare politica è questo, specie andando dietro al peloso ‘buonismo’ pro-immigrati, si conclude, la sinistra non andrà da nessuna parte. Portate servite a Salvini su un piatto d’argento.

Non è chiaro cosa costoro propongano in alternativa per non mettere la ‘sinistra’ in coda ai ‘democristiani’ e rendere il piatto indigesto a Salvini. Forse assecondare il programma del trucido italo-padano per metterne in risalto l’incompiutezza…. Intanto applaudirlo per poi fargli pagare dazio quando i risultati non corrisponderanno alle attese. Come già fanno Fi e FdI a proposito del reddito di cittadinanza esteso agli immigrati. Operazione che non si vede come possa essere replicata a sinistra….

La mia impressione è che queste contumelie nascondano una coazione a ripetere e una deriva culturale.
La coazione a ripetere essendo l’incapacità di emanciparsi dalla critica al Pd e a Renzi anche quando entrambi sono entrati nel regno delle ombre Abituati al catenaccio, insomma, sono restii a qualsiasi altro schema di gioco. Sicchè se è ben vero che il Pd ha aperto le porte alla destra tanto vale accogliere quest’ultima di buon grado. Solo un epifenomeno, e non è colpa sua se è tale. Se la si vuole combattere davvero bisogna andare alla fonte, cioè al Pd.
Non sarebbe neanche questo il male maggiore, al caso giustificabile come il persistere di una sindrome traumatica contratta nella belligeranza. Il peggio è che in più punti traluce la gravità di una deriva culturale. Cioè l’accettazione dell’idea che la cittadinanza sociale vada promossa per via etnica. Che la protezione sociale possa essere garantita togliendo diritti agli immigrati, cioè a chi sta sotto. Addirittura perseguitandolo. Mentre chi sta sopra si stempera nella nebulosa acrimonia verso il complotto estero-giudaico-massonico che avrebbe riempito il paese di immigrati.

Che insomma non sia possibile nè mai sia esistita un’altra Italia di quella becera e fascistoide del ‘prima gli italiani’. E che essere ‘traditori’ di questa roba non sia una virtù ma una colpa. E allora tanto varrebbe mettere fine alla pantomina della ‘vera sinistra’ e dichiararsi per quel che si è diventati: vera destra. Destra sociale, of course. Italica, pagana, popolare, ma non democristiana. Cioè storaciana pura.

Se questa è la quadra, anzi il cerchio di fuoco, è tempo di tirare una riga.

Gioventù militante