La durissima partita a scacchi su Pisapia

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Alfredo Morganti

di Alfredo Morganti – 24 luglio 2017

Su Giuliano Pisapia si sta giocando una specie di partita a scacchi. L’ex Sindaco si era proposto (o era stato lanciato, o entrambi) come ‘unificatore’ della sinistra. Renzi, furbescamente, lo aveva subito prescelto per ‘coprire’ a sinistra il suo PD, che a sinistra fa molta acqua. La contromossa di MDP è stata puntuale, intelligente, ed è stata quella di investire Pisapia del compito di ‘dirigere’ invece la nascita di una sinistra plurale, aperta, di governo, alternativa al PD, pur se attenta alla sinistra interna di quel partito. Una contromossa che ha ‘scoperto’ sul fianco i renziani, facendo saltare il facile piano di ‘isolare’gli scissionisti: questo è stato l’effetto 1° luglio. Bersani ha spiegato che con Pisapia non si stava nominando il Capo dei Capi, ma un uomo che poteva essere importante nella ‘riunificazione’ del fronte non renziano. Il ‘collettivo’ avrebbe, poi, deciso su leadership e candidature. Poteva Renzi, a questo punto, restare con le mani in mano? No di certo, perché la ‘coperta’ Pisapia comunque gli serviva, o almeno si trattava di seminare dissapori nel campo della sinistra. Così è nato l’invito alla Festa dell’Unità di Pisapia e l’abbraccio ‘di cortesia’ alla Boschi, che ha aperto il TG1 serale come prima notizia, nonostante in Italia la siccità appaia lievemente più rilevante delle cortesie personali di questo o quello. Maurizio Martina ha ovviamente colto la palla al balzo e ha detto che con quella foto adesso crollano i ‘veti’, e il PD poteva rientrare in gioco a sinistra, medium Pisapia.

Faccio i complimenti ai renziani. Con quella foto hanno quasi totalmente ribaltato gli equilibri, pur precari, tentati di recente a sinistra. Una foto, è bastata una sola foto, a rimettere in bilico settimane di discussioni, considerazioni, argomentazioni, smussature. Come sempre, noi necessitiamo di dibattiti infiniti e grande sofferenza, mentre agli altri basta una sola immagine, un gesto, un coup de theatre per gettare scompiglio nel fronte avversario. Segno evidente di nostra debolezza. Ora, è probabile che la partita a scacchi continui, che vi sia una contro-contromossa da parte di MDP su Pisapia, o che, al contrario, si elevino nei suoi confronti richiami e moniti, o cos’altro. A me pare che il discrimine ormai sia netto. L’iniziativa di Articolo 1 è servita a rompere il disegno piddino di fare di Pisapia la loro coperta a sinistra. All’ex Sindaco è stata offerta l’opportunità di scegliere tra essere ‘federatore’ pro-renziano o leader di uno schieramento di sinistra alternativo al PD (anche se aperto alle minoranze interne in rottura con la leadership renziana). Se, tuttavia, l’ex Sindaco di Milano avesse ancora in mente di fare il pontiere col PD, a questo punto sbaglierebbe di grosso, con esiti davvero perniciosi. Perché perderebbe qualunque appeal e apparirebbe di fatto come una quinta colonna renziana.

La domanda sorge spontanea: che COSA vuole davvero riunificare Pisapia? Cosa ha in mente? Riuscirà a resistere alle sirene piddine? E poi: si rende conto della meravigliosa opportunità che D’Alema e Bersani gli hanno offerto, della possibilità concreta che ha, di essere d’aiuto all’unità della sinistra? O preferisce il ben misero (e forse deplorevole) ruolo di ‘pontiere’?

(Una cosa apprezzo, comunque, dell’iniziativa politica e mediale di queste settimane condotta da Bersani, D’Alema e gli altri, aver scoperto il gioco, aver ristretto i margini di manovra politica, aver messo in luce verso l’opinione pubblica i termini esatti del contendere. La politica non è esibire orgogliosamente le proprie differenze, ma mostrarle in atto. Di modo che anche gli altri mostrino le loro. E tutto sia più chiaro ed evidente all’opinione pubblica, che non si compone purtroppo soltanto della sinistra e delle sue varie e complesse sfaccettature. Lavoro davvero difficile, molto difficile.)

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