La felicità al potere: Josè “Pepe” Mujica

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Giangiuseppe Gattuso
Fonte: PoliticaPrima
Url fonte: http://www.politicaprima.com/2015/07/la-felicita-al-potere-jose-pepe-mujica.html

pepe

LA FELICITA’ AL POTERE – di PEPE MUJICA – ed. EIR

di Giangiuseppe Gattuso – 5 luglio 2015

Devo confessare di essermi innamorato di un uomo. Affascinato e ammirato. Una di quelle persone che riescono a toccare il cuore e a farsi amare da un popolo intero.

clip_image001[7]Eppure è un uomo normale. Semplice. Pure anziano. Ha appena compiuto 80 anni e fino allo scorso mese di marzo 2015 era il Presidente dell’Uruguay.

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Lo hanno soprannominato il Presidente “Povero”. Lui che prendeva solo il 10% del suo stipendio lasciando il resto ai più bisognosi. Che ha sempre vissuto in una piccola e modesta fattoria alla periferia di Montevideo anche quando era in carica. E che andava in giro, come fa ancora, con un “Maggiolino” azzurro, l’unico lusso che si permette. E di scorte e accompagnatori vari nemmeno a parlarne.

Pepe e Lucia TopolanskyUna lunga e avvincente storia la sua. Temprata da circa 14 anni di dura prigionia come ex Tupamaros. L’organizzazione terroristica nata per combattere la dittatura del suo paese e per il quale tentò in ogni modo di evitare spargimenti di sangue. In quegli anni l’incontro con la donna che è diventata sua compagna di vita, Lucía Topolansky. Dalla quale non ha mai avuto figli. Per il semplice motivo che durante la loro storia erano sempre in clandestinità e poi in carcere. Quando si sono rincontrati era troppo tardi. Ma è continuato l’amore.

Pepe comizio 1985Da piccolo, rimasto orfano di padre, iniziò a coltivare e a vendere fiori. Era un modo per alleviare i disagi della povertà. La madre, donna intelligente e tenace, intuì subito le sue qualità, e, oltre a fargli continuare gli studi lo spinse all’impegno politico. Iniziò nell’organizzazione studentesca della sinistra indipendente, conobbe un deputato, Enrique Erro del “Partido Nacional” che divenne Ministro. Collaborò con lui fino a diventare segretario generale della gioventù.

Pepe e CheQuesto gli consentì di viaggiare tanto e di conoscere da vicino paesi come Cuba, la Cina, la Russia, dove c’era stata una storia rivoluzionaria. E proprio quelle visite, in particolare in Unione Sovietica lo convinsero subito a rifiutare il comunismo. Il suo spirito socialista e libertario non poteva contemplare una burocrazia di stato e una nomenclatura asfissiante. Ebbe modo di incontrare e ascoltare Che Guevara e rimase affascinato dal suo carisma.

Pepe dopo il carcerePensate che durante la sua prigionia ha dovuto sopportare trattamenti al limite dell’umano in “un buco puzzolente di un metro e venticinque per due”. Anni in isolamento senza nulla da leggere e senza servizi igienici. Solo grazie alle battaglie condotte da sua madre riuscì ad ottenere l’utilizzo di un vaso da notte di plastica rosa, che quando venne liberato per l’amnistia, nel 1984, portò con se tenendolo stretto come prezioso indispensabile trofeo. E si salvò dall’alienazione grazie alle disposizioni di una psichiatra del carcere che dopo averlo visitato per le sue gravi condizioni di salute mentale dispose la fornitura di un certo numero di libri.

Maggilino solo da lontanoVolumi su materie le più varie e distanti anni luce da temi sociali, dalle sue idee e dalla politica. Manuali di fisica, chimica, e poi agronomia e zoologia. Al punto che divenne un grandissimo esperto e studioso di agroveterinaria che poté mettere a frutto durante gli incarichi in seguito ricoperti di Ministro dell’Agricoltura dell’Allevamento e della Pesca. Fu eletto deputato nel 1995, senatore nel 1999 e, restando sostanzialmente sempre un socialista, nel 2010 viene eletto Presidente della Repubblica dell’Uruguay.

Pepe Mujica, nonostante i suoi 80 anni, è veramente l’uomo nuovo del nostro tempo. Ricco di umanità, di etica, di onestà. Un esempio vivente che però non pretende di imporre le sue convinzioni e il suo modo di vivere. Lui si limita semplicemente a metterlo in pratica.

clip_image001Ho letto con piacere e interesse il libro “La Felicità al Potere” pubblicato a dicembre 2014 dalla EIR con una intervista esclusiva a “Pepe” rilasciata a Montevideo. La curatrice Cristina Guarnieri racconta di avere avuto l’idea del libro dopo essere rimasta estasiata dal discorso di Mujica al G20 in Brasile nel giugno 2012.

Un libro bellissimo. Una sintesi dell’uomo, del politico, del pensatore. Vi si coglie la grandezza di chi ha “vissuto” la vita con piena consapevolezza apprezzandone anche gli aspetti che possono apparire più irrilevanti.

È una lezione di vita la sua. È una concezione della Politica come capacità di guardare lontano, di intuire i dilemmi che travaglieranno le prossime generazioni. L’impegno a tentare di migliorare la qualità della vita dei cittadini. Ma anche e soprattutto come “essere più felici”. È un inno alla vita, alla cultura, al piacere della conoscenza. “Perché si può godere della cultura con la stessa intensità con cui si riesce ad assaporare un piatto di tagliatelle”. “Si arriva a un punto in cui studiare, ricercare o imparare con costituiscono più uno sforzo, ma un puro godimento”. “A me piace fare il bagno in piscine colme di intelligenza, di culture lontane, di sapienze diverse, e meno coincidono con quel poco che so, più sono contento”.

E sentite come spiega la definizione di presidente “povero”. “Poveri sono coloro che necessitano di molte cose… la vita è bella ed essere vivi è un miracolo. Nessun valore è più importante della vita e bisogna seminarla in favore di quelli che verranno. La vita è un paesaggio straordinario, ma bisogna vederlo. E per questo bisogna avere tempo. E siamo liberi quando facciamo qualcosa che ci piace. Non difendo la povertà, difendo la sobrietà perché la gente possa essere libera”.

Per essere liberi di apprezzare la vita, dice Mujica, bisogna avere tempo. Il bene più prezioso che c’è. Che sprechiamo, che buttiamo, dimenticando che non c’è un mercato dove acquistarlo. Per questo non servono le ricchezze non serve accumulare di più, perché il denaro nessuno se lo può portare nella tomba.

Pepe in ItaliaPepe Mujica è stato in Italia a fine maggio scorso. Ha voluto visitare il paesello originario dei genitori di sua madre, Lucia Cordano Giorello, un piccolo paesino della Liguria, Favale di Malvaro, in provincia di Genova. È stato a Livorno dove il Sindaco a 5 Stelle Filippo Nogarin gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Poi è stato a Roma a presentare il suo libro insieme a Roberto Saviano e Milena Gabanelli. E ha anche incontrato Papa Francesco.

Qualcuno di voi che legge ne ha saputo nulla? C’è stata una serata dedicata a Porta a Porta. E a Ballarò. Così come nelle tante trasmissioni di approfondimento e nei pomeriggi in TV. Ma anche pagine intere sui maggiori quotidiani? Nulla. O poco più.

clip_image001[13]E le nostre istituzioni. I rappresentanti delle più alte cariche dello Stato che tutti conosciamo. Lo hanno mai invitato? Non credo. Troppe stridenti differenze. Troppo lontana la personale concezione della vita e della Politica. Meglio evitare, non diffondere e lasciare perdere. Io però invito con tutto il cuore a leggere il libro e goderne la rara e profonda bellezza. Ne vale veramente la pena.

Giangiuseppe Gattuso
03 Luglio 2015

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