La mattanza sul lavoro: tre morti in poche ore: Padova, Carrara e Napoli in lutto

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Travolto da un blocco di marmo a 40 anni, caduto da una pedana a 44 anni nel suo primo giorno di lavoro, precipitato da un ascensore nel centro di Napoli a 21 anni. Questa è l’emergenza del paese

di Globalist – 11 luglio 2018

Una mattanza. In poche ore. Da Napoli al Padovano fino a Carrara
Questa è l’emergenza vera del Paese. Il resto solo chiacchiere. Inutili chiacchiere. Un governo degno di questo nome dovrebbe intervenire ora. Invece, silenzio.

A Marina di Carrara un operaio di 40 anni è morto travolto da un blocco di marmo. Il tragico incidente è avvenuto nel deposito marmi Fc Autogru. L’uomo lascia la moglie e una bambina piccola. Secondo una prima ricostruzione l’operaio sarebbe stato colpito da un blocco di marmo che era già stato scaricato e posizionato. Il lavoratore dopo essere stato schiacciato dal blocco ha avuto un arresto cardiaco, conseguenza dei gravissimi traumi riportati. I soccorritori hanno provato a rianimarlo per 30-40 minuti, ma purtroppo non c’è stato niente da fare. Sul posto anche carabinieri e vigili del fuoco.
Non si tratta del primo incidente mortale per i lavoratori del marmo. Nel maggio scorso un operaio di 58 anni era rimasto ucciso schiacciato da una ruspa. Dopo quel tragico episodio 800 lavoratori avevano sfilato tra le vie di Carrara dietro lo striscione ”Basta morti sul lavoro” per chiedere più sicurezza nelle cave di marmo.
Negli ultimi 12 anni, dal 2006 al 2018, si sono registrati undici incidenti mortali in cava. Sei di questi sono avvenuti tra il 2015 e il 2016. E si sono registrati anche 1200 infortuni, in pratica uno ogni due giorni.

A Campodarsego, nel padovano, all’interno della Maus di via Caltana un uomo di 44 anni che stava operando per conto di una ditta esterna, è deceduto dopo essere caduto dall’altezza di tre metri mentre stava lavorando all’imballaggio di una macchina da spedire negli Stati Uniti. L’uomo è titolare di un’azienda con sede nel modenese: dopo essere scivolato, ha sbattuto la testa ed è morto sul colpo.  Inutili tutti i tentativi di rianimarlo, nonostante l’arrivo da Padova dell’Elisoccorso. L’incidente è accaduto nel reparto produzione verso le 9.30. Sembra che il lavoratore non fosse imbragato e proprio questa potrebbe essere la causa della tragica fatalità. Era il suo primo giorno di lavoro.
Napoli, la tragedia. E ieri un ragazzo di 21 anni Salvatore Caliano, ha perso la vita nel cuore di Napoli mentre puliva il lucernario dell’ascensore in un palazzo di via Duomo. La vetrata non ha retto e il ragazzo è precipitato dal quarto piano. Salvatore, la cui grande passione era il calcio, era figlio di Gigi Caliano, noto attaccante delle serie minori che ha militato in molte squadre napoletane come il Savoia, l’Ischia ed il Giugliano. Su facebook i suoi amici dell’Ex Opg Occupato – Je so’ pazzo hanno scritto: “Oggi Napoli è stata scossa da una tragedia: un giovane di soli 21 anni è morto, sul lavoro. Nel centro di Napoli a via Duomo. Salvatore lavorava al bar Tico, sulla strada. Non sappiamo quanto prendesse al giorno, non sappiamo se avesse un contratto, non sappiamo quanto lavorasse. Ma sicuramente fare il barista non gli garantiva una vita dignitosa: è morto perché nell’ora di spacco era andato a pulire il lucernario dell’ascensore del palazzo affianco. Per 35 euro, senza protezioni, senza esperienza. Non è possibile vivere in un Paese dove soltanto fino ad aprile i morti sul lavoro erano già più di 160. Non è possibile morire così. Non è possibile essere costretti ad accettare pochi spiccioli nell’ora di spacco. Questa dovrebbe servire per riposarsi, pranzare, fare una telefonata, distrarsi. Ciao Salvatore, reagiremo a questa situazione per te e per tutti gli altri che hanno perso la vita perché lavoravano troppo o perché il lavoro non ce l’avevano proprio. Perché questa vita, così, è davvero assurda”