La mossa

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Autore originale del testo: Luigi Altea

di Luigi Altea, 18 gennaio 2019

In Italia la fortuna arride ai comici.
Luchino Visconti e Mario Monicelli non riuscirono a vincere l’Oscar.
Vi è riuscito, invece, Roberto Benigni, un comico.
Cesare Pavese, Mario Luzi, Alda Merini, non hanno vinto il premio Nobel per la letteratura.
Lo ha vinto, invece, Dario Fo, un comico.
Pietro Nenni, Enrico Berlinguer, Ugo La Malfa non hanno mai vinto le elezioni.
Le ha vinte, invece, Beppe Grillo, un comico.
Anche le ultime elezioni europee le ha vinte un comico, di cui ora non ricordo il nome.
E’ assodato, o quasi, che per vincere qualcosa un italiano debba far ridere.
Lo sa benissimo anche il Partito Democratico che, dovendo trovare qualcuno che riesca almeno a strappare un sorriso, pare abbia trovato la soluzione vincente.
Pisapia, Serrachiani, Calenda, Giachetti, Boldrini…tutti assieme, e tutti in una volta!
Sarà la mossa buona?
Chissà…
Forse lo sarà anche molto di più della mossa della sciantosa Ninì Tirabusciò…
Un’altra mossa la sta preparando anche Matteo Salvini che, consapevole di non avere nulla di comico, ma tutto di tragico, cerca di ricorrere ai ripari.
Alla stregua di quei teatranti che, incapaci di comicità e privi di umorismo, per far ridere sono costretti a far uso di parrucche e di nasi finti, il ministro dell’Interno ricorrerà sempre di più ai travestimenti.
Continuerà a travestirsi da pompiere, da poliziotto, da infermiere, da medico, e da essere umano.
Le prossime elezioni rischia di vincerle un travestito.