Le passerelle del premier in tailleur

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Alfredo Morganti

di Alfredo Morganti – 20 luglio 2015

Insomma, è chiaro da tempo che Renzi intendesse affrontare le prossime scadenze elettorali con l’annuncio del taglio delle tasse. Damilano lo aveva scritto sull’Espresso settimane or sono. In questi mesi ha pregato l’UE (cioè la Merkel) di avere maggiore flessibilità sul debito proprio per effettuare questo ‘taglio’. D’altronde, non si va a Berlino due giorni prima del referendum greco per nulla! Se Renzi potesse, vestirebbe uno dei tailleur delle Merkel pur di acquisire la sua duratura benevolenza.

Il punto però è un altro: perché squadernare al popolo italiano la bomba fine de mondo elettorale con tanto tempo di anticipo, per di più nell’afa di un pieno luglio africano? Berlusconi insegna che la polpetta avvelenata dell’abolizione della tassa sulla prima casa si serve a pochi istanti dal gong, non con mesi di anticipo. E allora? Sarà perché, come dice Gilioli, si tratta dell’ennesimo capitolo della strategia comunicativa del premier. Siccome in questi giorni è finito nel sottobosco politico-mediatico della quasi irrilevanza, serviva tirar fuori un coniglio da cilindro per riemergere subito, senza se e senza ma, a costo di sprecare anzitempo la bomba elettorale. Sarà.

Ma io temo che vi siano anche ragioni politiche più serie. Una curva discendente nei sondaggi che richiede un colpo di reni, che obbliga a giocarsi le cartuccelle che si hanno in mano anche in anticipo. Tipo l’asso di briscola alla seconda mano quando sul tavolo girano appena i 4 punti del re, e non dinanzi alla ipotetica e successiva sfilza di carichi. Ma tant’è, di necessità virtù. Peccato per lui che la sua bomba mediatica, il suo ‘taglio’ delle tasse sia già disceso di colonna e quasi scomparso dai giornali, senza lasciare profondissime tracce, mi pare. Per di più il rapimento dei quattro italiani in Libia (a cui va la mia solidarietà e il mio augurio che tutto si risolva positivamente e in breve) ha spostato i media altrove e ora lo induce a occuparsi di cose serie, ossia della vita dei rapiti. Altro che passerelle pubblicitarie all’Expo.

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