Leggetevi questa intervista a Lucrezia Reichlin e poi scappate dall’Italia….

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Gianni Fraschetti
Fonte: la Repubblica, blog Gianni Fraschetti

Stavo cercando sul web l’articolo di Lucrezia Reichlin su “coordinare politiche monetarie e fiscali…” e invece ho trovato questa intervista di qualche giorno fa, pubblicata e commentata sul blog di Gianni Fraschetti dal titolo emblematico “leggetevi questa intervista..e poi scappate dall’Italia..altro che prelievo sui conti correnti…” la cosa mi ha incuriosito anche perchè ultimamente un mio amico d’infanzia nato nel 1952 mi ripete, prendendo spunto da L. Reichlin e di altri figli di esponenti di primo piano del PCI : “sai, la cosa che mi fa di più incazzare è che io ci credevo nella sinistra e questi mandavano i figli a studiare economia finanziaria a Cambridge, così ora ci spiegano come funziona il mercato…e in più ci siamo trovati nel costato i D’Alema e Veltroni …” Al contario, io leggo con curiosità gli scritti di Lucrezia Reichlin in cui traspare una grazia intelligente e sensibile, anche se mi assale il dubbio che questo sia l’ultimo residuo di un mio innamoramento giovanile (di una adolescenza protrattasi troppo a lungo) per le donne “fatali e glaciali” che qualche problema mi hanno lasciato nella vita affettiva. In qusta intervista condivido gli obiettivi: ridurre il debito pubblico per trovare i denari per far ripartire gli investimenti.

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leggetevi questa intervista a Lucrezia Reichlin e poi scappate dall’Italia… altro che prelievo sui conti correnti…

Ecco a voi la “ricetta” tagliadebito di Lucrezia Reichlin, ovvero di quella “gauche caviar” mosca cocchiera dei poteri forti che ci ha condotto nella attuale situazione. Sostiene che si debba “cartolarizzare il 40% del debito” (quello in mano agli italiani) e venderlo sottocosto a una “bad bank” europea “per liberare soldi per lo sviluppo”. In pratica non pagare i Bot e i Btp agli italiani che li hanno sottoscritti. In pratica far fallire l’Italia. Se venisse da un pazzo qualsiasi la “proposta” meriterebbe di essere accolta con una sonora risata. Ma la Reichlin non è pazza…

“Non c’è da sorprendersi per la presa di posizione di Moody’s. Troppo forte è lo scollamento fra le previsioni e la realtà. Il governo deve prenderlo come un ulteriore stimolo a procedere sulle riforme: però deve fare decisi cambiamenti di strategia”. Lucrezia Reichlin, docente alla London Business School, già direttore della ricerca alla Bce, era fra gli economisti più pessimisti sul Pil: con la sua società Nowcasting aveva previsto un – 0,1%. E’ andata ancora peggio. “Non so come il governo abbia potuto scrivere nei documenti di programmazione un numero così ottimistico come lo 0,8% mentre i centri studi indipendenti, da Confindustria a Bankitalia, avvertivano che si sarebbe rimasti più giù. C’è un rallentamento nella produzione, nell’import-export. Renzi deve tenerne conto in modo realistico”.

E magari cedere sovranità come prefigurato dal presidente della Bce, Mario Draghi?
“Draghi non ha detto di cedere sovranità, ma che i Paesi devono coordinarsi sulle riforme e decidere collettivamente le priorità. In un’unione monetaria le misure che l’Italia deve prendere, dalla burocrazia alla giustizia, sono importanti per tutti. Un sistema in cui le decisioni siano coordinate e i Paesi legati da un impegno reciproco, reso credibile da penalizzazioni sulle inadempienze, approfondisce l’integrazione in cui l’Italia crede”.

Partirà una nuova lettera all’Italia, stile 2011?
“Mi auguro che non ci sia alcuna lettera. Non è compito della Bce entrare nello specifico delle riforme. Ma se un Paese non riesce a uscire da una crisi così acuta e mette a repentaglio la sostenibilità dei conti, Draghi ha il dovere di avvertire e suggerire una via collettiva che dia più forza all’azione di governo. Se vuole restare nella casa dell’euro ogni Paese si deve impegnare a seguire un percorso, e se non ce la fa può esser guidato nell’ambito di una cornice. Per l’Italia è un’opportunità per contrattare le proroghe al Fiscal Compact, a fronte delle quali offra un impegno credibile sulle riforme”.

Cosa pensa della ipotesi di ristrutturazione, o consolidamento, del debito con la regia della Bce?
“Non confondiamoci con le definizioni. In inglese si chiama “debt redemption”, che vuol dire riscatto. Assumiamo che per l’Italia il 40% del debito sia dovuto alle crisi: questa parte viene cartolarizzata e acquistata a sconto da una bad bank europea che poi la rimette sul mercato. Con un debito così alleggerito l’Italia può finanziare le iniziative di rilancio”.

I creditori, per lo più italiani, subiranno una perdita. Ha pensato alla rivolta dei Bot people?
“Acquistare un titolo di Stato comporta dei rischi, è una leggenda metropolitana che il capitale sia garantito. Visto che siamo in un’unione monetaria, si potrebbero/possono studiare criteri di rifinanziamento che riducano le perdite. Il presupposto è che l’Italia accetti vincoli comuni e stia agli impegni. Renzi deve presentare subito un grande e inderogabile piano di riforme economiche: segua i consigli di Draghi”

Fonte: http://www.repubblica.it/economia/2014/08/12/news/reichlin_riscatto_del_debito_per_trovare_risorse_da_destinare_alla_crescita-93605301/
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