Lettera aperta di Fabio Mussi a chi vuole uscire da SEL

per Gabriella

da ilmanifesto.info   di Fabio Mussi 

Cari Gen­naro, Titti, Clau­dio, e cari com­pa­gni che avete lasciato Sel o che medi­tate di farlo,

non vi dico delle tele­fo­nate, della delu­sione, dello sgo­mento. Lo sapete cer­ta­mente. In que­ste ore dif­fi­cili non smette di girarmi per la testa la nota frase di Tal­ley­rand: “E’ più che un cri­mine, è un errore”. Cri­mine no, siamo in tempi di scelte poli­ti­che libere, non esi­stono fedeltà e tra­di­menti, e il senso di comu­nità e appar­te­nenza ognuno libe­ra­mente lo gra­dua. Ma un errore sì, un errore grave, anche dal punto di vista degli argo­menti vostri.

Non posso dav­vero cre­dere che la ragione sca­te­nante di una così pesante deci­sione sia que­sta o quella frase pro­nun­ciata da Ven­dola o da chic­ches­sia. Farei torto alla vostra intel­li­genza e alla vostra espe­rienza. La que­stione che è sul tavolo, come voi stessi affer­mate, ha nome e cognome: si chiama Pd e governo.

Non trovo legit­timo rap­pre­sen­tare Sel come un covo di estre­mi­sti; trovo legit­timo pro­porre che Sel sostenga il governo Renzi, e magari con­flui­sca nel Pd.

Il “renzismo non è l’alfa e l’omega di tutte le italiane sinistre

Non lo con­di­vido, ma capi­sco si possa pen­sare che ciò cam­bie­rebbe qual­cosa negli assetti poli­tici ita­liani. Credo che cam­bie­rebbe poco o niente, se restasse l’asse tra Pd e Ncd di Alfano, e penso anche che il “ren­zi­smo” non sia desti­nato a con­te­nere l’Alfa e l’Omega di tutte le ita­liane sini­stre tran­sa­tlan­ti­che. Mi sarebbe pia­ciuto discu­terne aper­ta­mente, magari sul testo di una qual­che mozione pre­sen­tata al nostro recente Con­gresso. L’avrei con­tra­stata, comun­que l’avrei rite­nuta e la ritengo una posi­zione legittima.

Ma voi, cari com­pa­gni, avete fatto tutt’altro: tra­sfor­mando una nor­male valu­ta­zione del gruppo su un prov­ve­di­mento (il decreto degli 80 euro) in un’Autodafè, avete inne­scato un esodo di par­la­men­tari verso la mag­gio­ranza. E alla Camera, dove i numeri – anche gra­zie al pre­mio di mag­gio­ranza che esat­ta­mente i voti di Sel fecero scat­tare — sono per il governo abbondantissimi.

Il vostro sostegno al Pd è politicamente ininfluente

A parte la tri­stezza per il Ritorno del Sem­pre Uguale, nella poli­tica e nella sini­stra ita­liana, il fatto è poli­ti­ca­mente inin­fluente. Che senso ha? Il risul­tato più pro­ba­bile è che con­tino zero quelli che vanno. E quelli che restano.

Di più: ho l’impressione che il Pd sia da que­sta mossa più imba­raz­zato che entu­sia­sta, e non solo nella sua ala sinistra.

Un errore poli­tico. Una mossa priva di senso politico.

La legi­sla­tura durerà pro­ba­bil­mente fino al 2018. C’è tempo. Non siamo, certo, in que­sti anni, riu­sciti a costruire la sini­stra che vole­vamo. Ma Sel ha più di un milione di voti, più di 40 par­la­men­tari, tanti valenti ammi­ni­stra­tori locali (e nes­suno ha dimen­ti­cato il con­tri­buto nostro alla scelta e alla ele­zione di Pisa­pia, Doria, Zedda) che hanno aggiunto valore alla bat­ta­glia del cen­tro­si­ni­stra. Abbiamo aperto una inter­lo­cu­zione con mondi impor­tanti par­te­ci­pando alla impresa della lista “L’Altra Europa per Tsi­pras” (che ha fatto il quo­rum). Uniti pos­siamo eser­ci­tare una fun­zione, stando all’opposizione, con testa e cul­tura di governo (ma ça va sans dire, ver­rebbe da sot­to­li­neare ad uno che viene dalla sto­ria mia e di molti di voi). Votando a favore di quel che ci piace e con­tro quello che non ci piace. Potendo infine trarre un bilan­cio più serio e medi­tato dell’azione del governo e del Pd nuova gestione.
Tanto più che, quando si for­mano par­titi “della Nazione”, per il bene della Nazione mede­sima, qua­lora non ce ne fos­sero, biso­gne­rebbe subito fon­darne altri: l’opposizione è una fun­zione essen­ziale del governo demo­cra­tico delle Nazioni.

E’ vero che “solo i cretini non cambiano mai idea”, ma è vero anche che bisogna resistere almeno un po’ alla tentazione di cambiarla troppo spesso

Per quanto mi riguarda i risul­tati della legi­sla­tura si misu­re­ranno su tre assi: occu­pa­zione e diritti del lavoro; livello di dise­gua­glianza; con­di­zioni eti­che e demo­cra­ti­che della Repub­blica. Pas­sai all’opposizione dei Ds quando Blair ne diventò la stella polare (e non vi dico il mio sba­lor­di­mento nel veder­melo riven­duto vent’anni dopo come l’ultima novità, per­sino dopo i bei risul­tati in Iraq).

Non ade­rii, con molti altri, al Pd, par­tendo dall’idea che è neces­sa­rio eser­ci­tare una più alta cri­tica della glo­ba­liz­za­zione e del capi­ta­li­smo finan­zia­riz­zato (ed era­vamo alla vigi­lia della grande crisi che ha inve­stito il mondo come una tem­pe­sta, e ripor­tato l’Italia trent’anni indietro).

E’ vero che “solo i cre­tini non cam­biano mai idea”, ma è vero anche che biso­gna resi­stere almeno un po’ alla ten­ta­zione di cam­biarla troppo spesso. Ma ora biso­gna darsi il tempo, agendo, di poter meglio valu­tare. Usando e non disper­dendo la forza, per quanto pic­cola, di cui disponiamo.

Posso spe­rare di con­vin­cervi a pren­dere almeno una pic­cola pausa di riflessione?

Vostro

Fabio Mussi

Testo apparso sul sito di Sini­stra eco­lo­gia e libertà sabato 21 giu­gno 2014

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1 commento

Emanuele Cherchi 22 Giugno 2014 - 14:58

Mussi parla in modo ragionevole e chiaro. Ma Sel è un partito di governo che fa’ fatica a non occupare poltrone: ha preso il posto del PdCI e di Rifondazione in molte amministrazioni di “sinistra” a cui non piace essere inclusive di un partito che si dice comunista. Quindi ben vanga una generica “sinistra” finche non diventa troppo radicale. Quindi in Piemonte si all’ingresso di Sel nella giunta Chiamparino purché non rompa le scatole con proteste o azioni No Tav.

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