Lettera di una Professoressa al Ministro Salvini

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Autore originale del testo: Neda Capaccetti

“Personale. Ricevo da una ex professoressa di lettere e madre mia, e pubblico volentieri.” Mauro Biani

Ministro Salvini,
le scrivo per dare voce a chi non si rassegna alla politica di menzogne e di violenza che sta inquinando la nostra convivenza civile e le nostre vite. Sono una anziana insegnante “buonista” di 76 anni, ho insegnato per 42 anni in scuole difficili della periferia di Roma: così nacque l’Intercultura a Nuovo Corviale (Serpentone) quartiere a sud ovest della città, tra ragazzi italiani e stranieri che possedevano la parola e gli altri italiani e stranieri che, pur portatori di emozioni, sentimenti, bisogni, non conoscevano il modo e le parole per dirli. Insieme, tanti insegnanti abbiamo appassionato alla conoscenza e alla vita ragazzi italiani e stranieri, zingari e clandestini (parola immorale se riferita ad esseri umani), che vivevano nell’indifferenza di tanti, nella deprivazione culturale, economica e spesso anche affettiva. Da soli, insegnanti e ragazzi, in una scuola, in un’aula non ce l’avremmo fatta.

L’articolo 3 della Costituzione italiana, sulla parete di ogni aula, ci incoraggiò a lavorare insieme. E allora aprimmo porte e finestre, ci disponemmo allo stupore e alla meraviglia, ci disponemmo all’incontro: incontro con “l’altro”, incontro con la natura, incontro con l’arte i viaggi, il teatro, il cinema, la musica. Ma soprattutto i mediatori culturali della Caritas e migranti di tanti paesi entrarono nelle classi a raccontare la bellezza del mondo e i suoi problemi. La Storia e le storie arrivarono nelle aule con la presenza fisica e le parole tenere e appassionate di chi veniva da lontano, riprendeva fiato, ascoltava ed era ascoltato. Cercammo di fare silenzio dentro e di imparare l’ascolto, comprendemmo che non eravamo i soli al mondo ad avere problemi, che c’era il nostro modo di vivere e ce ne erano altri mille, come altri mille punti di vista su ogni questione, piccola o grande che fosse. Tutto questo aiutava ragazzi e insegnanti a crescere, a diventare persone capaci di silenzio e riflessione.

Perché, ministro Salvini, non è con “Prima gli Italiani ” ma è con “Italiani e Migranti insieme” che possiamo rendere più sicura e ricca l’Italia. Dirà che sono tutte favole, sì favole vere, che costano fatiche grandi e anche trasgressioni: nel caso di noi insegnanti, ore e ore di lavoro oltre l’orario di servizio, andare a cercare nelle strade e nelle case i ragazzi italiani e stranieri che volevano abbandonare la scuola e riportarli in classe. Ancora adesso torniamo nella nostra vecchia scuola per aiutare chi è più debole, italiani e stranieri, insegnare la lingua italiana ai ragazzi arrivati con i barconi: la ricchezza che riceviamo è molto più grande di quello che noi doniamo. Vorrei che i miei sette nipoti vivessero in una comunità dove nessuno è chiamato clandestino perché la Terra è di Tutti. Ieri, ministro Salvini, è accaduto in questo nostro povero Paese un fatto gravissimo: l’approvazione del decreto sicurezzabis, una vergogna che mi fa stare male, e lei ha ringraziato la Vergine Maria. Un atto blasfemo che ferisce la coscienza dei Cristiani. Anche se avesse il 90 per cento, spero che ci siano istituzioni e persone che faranno rispettare la Costituzione della Repubblica, nata dalla Resistenza al nazismo e al fascismo.

Neda Capaccetti