Liliana Segre: “Ogni giorno ricevo 200 messaggi che incitano all’odio razziale”

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Liliana Segre: “Ogni giorno ricevo 200 messaggi che incitano all’odio razziale”

I dati dell’Osservatorio antisemitismo sono preoccupanti. La senatrice a vita deportata ad Auschwitz nel mirino di razzisti e fascisti

Uno scandalo. E, soprattutto, il risultato di anni di ignavia e dello sdoganamento dei nuovi fascisti e neo-nazisti, oltre a una cultura che sempre più fa fatica a fare i conti con la memoria.
Duecento messaggi al giorno incitanti all’odio razziale. Tanti ne riceve, in media, Liliana Segre, memoria storica della Shoah e senatrice a vita ha raccontato di ricevere 200 messaggi ogni giorno che incitano all’odio razziale.
Repubblica, ha riportato i dati dell’Osservatorio antisemitismo e alcuni esempi di insulto. “Questa (…) ebrea di m. si chiama Liliana Segre, chiedetevi che cazzo ha fatto (così è scritto, senza h, Ndr) per diventare senatrice a vita stipendiata da noi ed è pro invasione? Hitler non ai (ancora senza h) fatto bene il tuo mestiere”, cita il quotidiano. Ma la Segre non è l’unico personaggio di spicco nel mirino degli odiatori: ci sono anche Gad Lerner, George Soros, Mark Zuckerberg e David Sassoli.
Liliana Segre, 89 anni, venne arrestata a 13 anni e deportata ad Auschwitz, sopravvisse e fu liberata a Malchow nel 1945 durante l’avanzata russa che portò anche alla liberazione di Auschwitz.
Sui social dal mondo della politica e della cultura arrivano messaggi di solidarietà. “Qui il livello di cretinismo/razzismo/antisemitismo cresce senza pausa. La miglior risposta è far capire che siamo tutti con #LilianaSegre”. Lo scrive su facebook Nicola Morra esprimendo solidarietà alla senatrice a vita Liliana Segre vittima di messaggi online di insulti.
“Non accetteremo mai che a prevalere sia una cultura basata sulla logica dell’odio. La rete è uno strumento fondamentale, non può e non deve diventare la casa dei leoni da tastiera che predicano razzismo e intolleranza. Un abbraccio alla Senatrice Liliana #Segre la cui testimonianza è preziosa per costruire il nostro futuro. A lei tutto il nostro sostegno”. Così il Senatore IV, Ernesto Magorno, in relazione ai risultati dell’osservatorio sull’antisemitismo. (Globalist)

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#solidarietà
#lilianasegre

dal sito “Associazione Figli della Shoah ” – 26 ottobre 2019

I messaggi di solidarietà alla Senatrice Segre che continuano ad arrivare, ci rinfrancano e confermano che gran parte della società civile rimane fortemente legata ai valori della democrazia, rifiutando questo vergognoso e inaccettabile linguaggio dell’odio.

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A Primo Levi.

Carissimo amico, io sono stata una di quelle senza capelli e senza nome, senza più forza per ricordare.
Io sono una di quelle che, attraverso i tuoi libri, ha scoperto anche se’ stessa.
Tu hai trovato le parole che cercavo: indicibile, vergogna, stupore.
Tu senza odio hai fatto la cronaca anti retorica di Auschwitz.
Hai descritto quello che anch’io avevo visto, schiacciata dalla paura dalla fame e dalla solitudine.
Anni dopo una tua silenziosa lettrice, libro dopo libro.
Baracche, kapò, torturatori, assassini, colori odori lingue sconosciute, fuoco e fumo nel vento di Auschwitz.
Siamo sommersi o siamo salvati? Nel numero tatuato c’è la nostra profonda identità.
Vittime?
Persone nuove, vive per caso e per questo gelose e incapaci (anche tu, anche tu) di dire l’indicibile.
Ti scrissi al tempo dell’uscita del tuo ultimo libro, ti chiesi perché io mi credevo salvata, almeno salva, se non per sempre, forse in parte.
Tu mi rispondesti che non c’era speranza per noi che avevamo visto IL MALE, che eravamo stati inghiottiti da quel male estremo.
Ma allora chi saranno i salvati? Tu avevi capito! A me sembra che resti soltanto la memoria. È vero, è sempre più difficile farsi capire dalle nuove generazioni, ma compito irrinunciabile finché avrà vita l’ultimo testimone.
Grazie amico, caro maestro! Anch’io con te non perdono e non dimentico.

Liliana Segre 75190